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"Quanto hanno reso i miei investimenti quest'anno?."


Tra la fine dell'anno e l'inizio di quello nuovo si è soliti fare un bilancio di come sono andate le cose. Si traccia una sorta di linea, un consuntivo. Lo si fa in ogni ambito, personale/familiare e lavorativo. Certamente questo processo mentale e anche pratico lo si fa a maggior ragione nel campo degli investimenti finanziari, sui propri risparmi. C'è chi lo fa in autonomia o con i rispettivi consorti e chi lo fa con il proprio gestore/consulente. La differenza è sostanziale perchè in caso di un risultato peggiorativo rispetto all'anno precedente la reazione emotiva è molto diversa. Ma non crediate che il risultato cambi in caso di "annata vincente". I meriti sono sempre personali e i demeriti sono sempre del gestore/consulente. "Visto che pago, pretendo che i risultati siano migliori di quelli che ottengo se facessi da solo". Per carità, giusto, sacrosanto, in linea di principio, ma nella realtà le variabili che condizionano i risultati sono molteplici e sono attribuibili in egual misura al cliente investitore e al gestore/consulente, senza dimenticare che ogni anno lottiamo tutti contro un unico nemico che è il mercato con tutte le sue infinite dinamiche. Ma non è la sede per approfondire questo argomento, magari un giorno ci farò un articolo a parte. Torniamo all'oggetto di questa riflessione. La domanda: "quanto mi hanno reso gli investimenti?", è una domanda quasi sempre mal posta. E' una domanda che tutti noi investitori facciamo per semplificare i nostri processi mentali. Pertanto ad una domanda così semplice la risposta è altrettanto semplice: "un numero". Che sia espresso in percentuale oppure in cifre numeriche poco importa...oh Dio, questo non è sempre vero, la cifra numerica, gli Euro, è ancora meglio. Tutto il resto non conta. Se abbiamo la fortuna di avere "+" davanti, allora la nostra coscienza è appagata, altrimenti no e cominciamo a mettere in dubbio ogni cosa ( vi invito anche a leggere questo mio post per approfondire l'argomento https://www.federicocaligiuri.com/post/il-nostro-rapporto-con-i-rendimenti-passati). Non voglio fare di tutta un'erba un fascio e i clienti non agiscono/reagiscono tutti nella stessa maniera, ma certamente quel "numerino" sposta molto l'ago della bilancia nei nostri rapporti con il denaro e con chi è delegato a gestirli. A questo punto vorrei fornire a voi gentili lettori un altro punto di vista, ragionare sull'efficacia di un'analisi riduttiva di un lavoro complesso e articolato come quello che c'è dietro la gestione del denaro al fine di arrivare ad un pensiero che possa aiutarci a migliorare e a ragionare sempre più in termini di obiettivi di vita che poi dovrebbero essere lo scopo primario per cui decidiamo di non spendere tutto subito i nostri patrimoni. Non per ultimo aiutarci ad affrontare anche le perdite (allorchè si manifestano), in campo finanziario, con una visione sempre costruttiva. Il ragionamento è alquanto semplice, ma non troppo, e certamente ci consente di passare ad un livello superiore come investitore evoluto ma soprattutto consapevole. Quando decidiamo di investire il nostro denaro, o meglio quando decidiamo di procrastinare l'utilizzo di una parte del nostro denaro ad un momento successivo nel tempo è perchè abbiamo definito in maniera chiara ed inequivocabile l'evento/obiettivo che vogliamo raggiungere. In pratica: "cosa ci faremo con questi soldi?." Non è una domanda banale, anzi è la madre di tutte le domande!. Se non rispondiamo a questo semplice quesito è meglio stare fermi, lasciare i soldi sul proprio conto corrente, perchè le "performance" oppure le "non performance" che otterremo nel tempo saranno solo frutto del caso. Si, un anno andrà bene, ci saranno alti e bassi, a volte perderemo, ma avremmo un rapporto con il denaro e con il mondo degli investimenti non sano e appunto poco consapevole. Se ci pensiamo bene, tutte le nostre azioni, o quasi, si attivano perchè vogliamo raggiungere un obiettivo. Ogni percorso ha un punto di partenza e un punto di arrivo. Perchè questo non deve accadere con i nostri risparmi?. Ma tranquilli non è solo "colpa" vostra, una bella fetta di responsabilità è di noi consulenti/gestori che a volte non siamo in grado di fare le domande giuste e di approfondire questo aspetto. A volte per incompetenza, a volte per superficialità. E qui veniamo al nocciolo della questione. Federico con questo cosa ci vuoi dire, dove vuoi andare a parare. Calma!, ci arriviamo. La prima domanda che dobbiamo porci (nel caso del fati da te) o che dovremmo pretendere che il nostro gestore di fiducia ci faccia è: "Per quanto tempo puoi rinunciare all'utilizzo di una parte dei tuoi risparmi/patrimoni?". In fondo questo è il significato del termine risparmio. Un'eccedenza di denaro che si genera dopo aver soddisfatto tutte le altre esigenze primarie e di piacere. Il risparmio, inoltre è quella quota che metto da parte per un futuro utilizzo. La parola investimento, senza scomodare l'enciclopedia Treccani, è quella parte di denaro che mi auspico possa aumentare per effetto dell'impiego stesso del denaro.....il famoso rendimento!. Associare i propri patrimoni mobiliari o volgarmente detti risparmi, ad un scopo ben preciso ci/vi aiuterà a trovare le forme di investimento, in questo caso finanziario, più adeguate e più profittevoli. E nel caso voleste "ingaggiare" un consulente che vi possa supportare in queste scelte, sappiate che vi dovrà mettere nella condizione di farvi raggiungere i vostri obiettivi di vita nei tempi che voi gli indicherete. Sembrano scontate o poco rilevanti queste considerazioni ma fanno la differenza del mondo. Ognuno di noi ha dei desideri, obiettivi, sogni, ambizioni. A volte sono per noi stessi ma spesso sono rivolti alle persone a noi care. Qualunque sia il motore che vi spinge ad investire sappiate che è proprio lì che si cela il segreto dell'investimento efficace. Chi applica questi semplice regole di comportamento non chiederà mai quanto stanno rendendo i propri investimenti ma cercherà di capire se la sua "pianificazione finanziaria" sta percorrendo il percorso giusto e nell'eventualità quali correttivi adottare per rientrare in questo percorso giusto. A me piace sempre dire: "non soffermarti a guardare se il chiodo è storto oppure no, ma ammira il quadro nella sua bellezza". Negli investimenti il concetto è esattamente lo stesso. Fate in maniera tale che i vostri risparmi/patrimoni siano posizionati correttamente rispetto al tempo per cui dovrete utilizzarli. Non cambiare rotta al primo soffio di vento, o alla prima tempesta, rimanete disciplinati e convinti che l'obiettivo, desiderio, sogno, ambizione si raggiungerà nel tempo stabilito e soprattutto tenetevi anche un pò di margine per attutire i colpi nel caso si verificassero eventi imprevedibili.

Buon investimento a te!.


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