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Pillole di Mercato

11 minuti fa
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(45° settimana - anno 2026)


Citazione del giorno:

Jules Renard: “Scrivere è un modo di parlare senza essere interrotti”

 

La correzione dei mercati azionari globali si intensifica, con le Borse asiatiche particolarmente penalizzate dai timori di una regolamentazione più severa del settore dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti, dopo la netta vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato. L’indice MSCI Asia Pacific ha perso il 3,8%, mentre il Nikkei giapponese è sceso del 5,8%, avviandosi verso la peggiore seduta dall’aprile 2025. Ancora più marcate le vendite in Corea del Sud, dove il Kospi ha ceduto fino all’8,8%, provocando l’attivazione dei meccanismi automatici di sospensione delle contrattazioni. Samsung Electronics e SK Hynix hanno entrambe registrato perdite superiori al 5%, mentre Taiwan ha chiuso in ribasso del 4,5%, entrando tecnicamente in un mercato ribassista. La pressione sui listini asiatici segue una delle peggiori sedute di Wall Street degli ultimi mesi. Giovedì l’S&P 500 ha perso il 4,4%, registrando la flessione più ampia dalla crisi legata ai dazi dell’aprile 2025, mentre il Nasdaq 100 ha ceduto il 6,4%, cancellando circa 2.300 miliardi di dollari di capitalizzazione. L’indice Philadelphia Semiconductor è sceso del 12% nella sola seduta, portando le perdite settimanali vicino al 16%, con Nvidia, Qualcomm e Arm tra i titoli maggiormente penalizzati. Al centro delle preoccupazioni rimane il futuro degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale. In Texas, la nuova governatrice democratica Gina Hinojosa ha proposto una moratoria immediata sulla costruzione di nuovi data center. Secondo le stime di Cleanview, circa il 40% della capacità aggiuntiva programmata negli Stati Uniti si trova in Stati nei quali i nuovi governatori hanno annunciato possibili sospensioni o restrizioni ai progetti. Un elemento che potrebbe incidere sui tempi di realizzazione delle infrastrutture, sui costi e sulle prospettive di crescita dell’intera filiera dei semiconduttori. La questione fondamentale è capire se questa correzione rifletta principalmente un cambiamento delle aspettative e del posizionamento degli investitori oppure un effettivo deterioramento delle prospettive economiche delle aziende. Per il momento, diversi analisti ritengono prematuro considerare concluso il ciclo di crescita dell’intelligenza artificiale. Le restrizioni potrebbero essere ridimensionate e parte degli investimenti trasferita verso aree geografiche più favorevoli. Tuttavia, rimane aperto l’interrogativo sulla capacità degli enormi capitali destinati ai data center di generare ricavi, margini e flussi di cassa sufficienti a giustificare le valutazioni raggiunte. La violenza della correzione ha spinto alcune autorità asiatiche a intervenire per contenere la volatilità. In Corea del Sud è stata temporaneamente sospesa la regola che impone agli intermediari di mantenere garanzie pari ad almeno il 140% dei finanziamenti concessi per operazioni a margine, con l’obiettivo di limitare le vendite forzate. Anche Taiwan sta valutando misure di stabilizzazione. Questi interventi, insieme al recupero dei futures sul Nasdaq 100 dello 0,8%, hanno contribuito a ridurre parzialmente le perdite degli indici regionali. Il rimbalzo potrebbe però riflettere soprattutto acquisti opportunistici e ricoperture delle posizioni ribassiste, piuttosto che un cambiamento strutturale del sentiment. A rendere il quadro più delicato contribuiscono le difficoltà di alcuni grandi hedge fund, penalizzati dalle recenti oscillazioni dei mercati e dalla liquidazione di posizioni particolarmente concentrate. Walleye Capital ha deciso di restituire parte del capitale agli investitori dopo il peggior risultato mensile dal marzo 2020, mentre Kirkoswald Asset Management ha registrato la maggiore perdita mensile della propria storia. Arini Capital Management ha perso oltre il 12% nell’ultimo mese. Questi episodi evidenziano come la riduzione delle esposizioni e le esigenze di liquidità possano amplificare rapidamente i movimenti dei prezzi. Sul mercato obbligazionario prevale invece una maggiore ricerca di sicurezza. Il rendimento del titolo di Stato cinese decennale ha raggiunto un minimo storico intraday, sostenuto dall’abbondante liquidità e dalla domanda di strumenti difensivi. I Treasury americani hanno mantenuto i guadagni della seduta precedente, mentre il dollaro si è rafforzato nei confronti di tutte le principali valute del G10. Il petrolio ha recuperato terreno, con il Brent in rialzo dell’1,4% a circa 99,70 dollari al barile, dopo il progresso del 3,9% registrato giovedì. Sul fronte macroeconomico, l’attenzione si concentra sui dati occupazionali americani di ottobre. Bloomberg Economics prevede la creazione di appena 26.000 nuovi posti di lavoro, con un tasso di disoccupazione sostanzialmente stabile intorno al 4,2%. Secondo gli economisti, questi dati non sarebbero sufficienti a modificare le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi della Federal Reserve a dicembre. Il mercato deve quindi confrontarsi contemporaneamente con il rischio di un rallentamento economico e con condizioni monetarie ancora restrittive. Anche le notizie societarie confermano alcune difficoltà nello sviluppo delle infrastrutture tecnologiche. Microsoft avrebbe deciso di non prorogare un contratto relativo a un data center texano gestito da Nscale, mentre il progetto da 165 miliardi di dollari di Oracle nel New Mexico rischia nuovi ritardi autorizzativi. Micron ha inoltre sospeso i programmi per un impianto produttivo a Taiwan a causa di una prolungata controversia sindacale. Sono episodi differenti, ma ricordano che la crescita dell’intelligenza artificiale dipende non soltanto dalla domanda di tecnologia, ma anche dalla disponibilità di energia, dalle autorizzazioni, dai costi e dalla capacità di realizzare concretamente gli investimenti programmati. Nel complesso, i mercati stanno attraversando una fase di rapido ridimensionamento delle aspettative, nella quale l’elevata concentrazione degli investimenti sul settore tecnologico amplifica la volatilità. Non è ancora possibile stabilire se si tratti di una correzione temporanea o dell’inizio di un aggiustamento più profondo. La distinzione dipenderà soprattutto dall’evoluzione degli utili aziendali, dalla sostenibilità dei programmi di investimento e dalle decisioni politiche che influenzeranno lo sviluppo delle infrastrutture. Per i portafogli, questa fase conferma l’importanza di una gestione disciplinata del rischio, della diversificazione e della disponibilità di liquidità coerente con gli obiettivi finanziari. Non ogni ribasso rappresenta automaticamente un’opportunità da cogliere, così come un forte rimbalzo non garantisce che le difficoltà siano terminate. La priorità rimane preservare la capacità di investimento nel tempo, evitando che una concentrazione eccessiva o decisioni emotive compromettano il raggiungimento degli obiettivi patrimoniali. Perché riconoscere il potenziale di una rivoluzione tecnologica è importante, ma riuscire a parteciparvi senza esporsi a rischi insostenibili lo è ancora di più.

 

I market movers di oggi sono: indice Halifax dei prezzi delle case in Gran Bretagna, vendite al dettaglio nell’Eurozona, buste paga del settore non agricolo (NFP), salario orario medio e tasso di disoccupazione negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,11%, China A50 -0,78%, Hang Seng +3,46%, il Nikkei -1,57%, l’Australia +2,61%, Taiwan -3,20%, la Corea del Sud Kospi -5,37%, l’indice Indiano Sensex +1,95%. Il nostro FTSEMib -1,03%, Dax -0,43%, Ftse100 -0,43%, Cac40 +0,34%, Zurigo -0,37%. Lo S&P500 -4,36%, il Nasdaq -5,52%, il Russell2000 -4,45%. L’oro ha chiuso a 4.113,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 90,52$ per il wti e 98,29$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 92,760. Lo spread BTP/BUND 110,990. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 28,18%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi ad eccezione dell’India. Nei singoli paesi lo Shanghai -1,08%, China A50 -1,78%, Hang Seng -0,98%, il Nikkei -6,25%, l’Australia -0,49%, Taiwan -4,51%, la Corea del Sud Kospi -6,19%, l’indice Indiano Sensex +0,60%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.052,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 91,59$ per il greggio e 99,83$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 75.462 e l’Ethereum 2.220.

 

Buona giornata e buon fine settimana.

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