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Pillole di Mercato

11 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

(45° settimana - anno 2026)


Citazione del giorno:

Alphonse de Lamartine: “La stessa aquila, destinata a salire così in alto e a vedere tanto da lontano, comincia la vita nei crepacci della sua roccia e non vede in gioventù che gli orli aridi, spesso fetidi, del suo nido”

 

Le elezioni americane di metà mandato stanno provocando una significativa rotazione degli investimenti sui mercati azionari globali. La vittoria dei Democratici, che hanno conquistato il controllo di entrambe le Camere del Congresso, ha alimentato i timori di una regolamentazione più severa delle infrastrutture legate all’intelligenza artificiale, favorendo contemporaneamente i settori tradizionali e i mercati rimasti finora ai margini del rialzo tecnologico. In Asia, le vendite si sono concentrate soprattutto sui produttori di semiconduttori. Samsung Electronics e SK Hynix hanno perso entrambe oltre il 7%, trascinando il Kospi sudcoreano a un ribasso del 5,2%. Il mercato teme che eventuali restrizioni alla costruzione di nuovi data center negli Stati Uniti possano rallentare la domanda di chip e ridimensionare le aspettative di crescita del settore. Anche i futures sul Nasdaq 100 hanno ceduto l’1,2%, segnalando il rischio di ulteriori pressioni sulle grandi società tecnologiche americane. La situazione è stata molto diversa negli altri comparti azionari. In Cina, Tencent e Alibaba hanno guadagnato oltre il 6%, contribuendo al rialzo del 5% dell’Hang Seng Tech di Hong Kong. L’indice australiano è salito del 2,5% e il Nifty 50 indiano dell’1,8%. In Giappone, il Nikkei 225 ha perso l’1,6%, mentre il più ampio Topix ha guadagnato l’1,3%. Una divergenza che evidenzia come la debolezza delle grandi società tecnologiche non coincida necessariamente con una fuga generalizzata dal mercato azionario. A sostenere questa rotazione contribuisce anche il forte calo del petrolio. Il Brent è sceso a circa 93,94 dollari al barile, perdendo un ulteriore 0,7% dopo il crollo superiore all’8% della seduta precedente. Gli investitori stanno scommettendo sulla possibilità che il nuovo equilibrio politico americano favorisca un'accelerazione dei negoziati per porre fine al conflitto con l’Iran, giunto al nono mese. Le dichiarazioni del senatore democratico Chuck Schumer, favorevole alla conclusione della guerra, hanno rafforzato queste aspettative. La discesa delle quotazioni energetiche potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni inflazionistiche, offrendo un potenziale beneficio ai consumatori e alle imprese maggiormente esposte ai costi dell’energia. Si tratta tuttavia di uno scenario ancora condizionato dagli sviluppi geopolitici e dall’effettiva evoluzione delle trattative diplomatiche. Il miglioramento delle prospettive sull’inflazione e l’ipotesi di una politica fiscale americana meno espansiva stanno favorendo anche il mercato obbligazionario. I Treasury hanno registrato acquisti lungo tutta la curva, con rendimenti in diminuzione di almeno due punti base. Il decennale americano è sceso fino al 4,84%, il livello più basso dal 10 settembre. Gli investitori ritengono che un Congresso controllato dai Democratici possa limitare parte dei programmi di riduzione delle imposte e aumento della spesa pubblica dell’amministrazione Trump, contribuendo potenzialmente a contenere il deficit federale. Anche il dollaro ha risentito della diminuzione dei rendimenti obbligazionari americani, con l’indice Bloomberg Dollar Spot in calo dello 0,2%, avviandosi verso la seconda seduta consecutiva di ribassi. Sul fronte societario, Qualcomm ha presentato previsioni di vendita trimestrali solide, grazie alla diversificazione delle proprie attività oltre il mercato degli smartphone. Arm Holdings ha comunicato prospettive di fatturato in linea con le attese, sostenute dalla crescita dei servizi destinati ai data center. Goldman Sachs e Apollo stanno invece valutando la distribuzione agli investitori di parte di un finanziamento da circa 40 miliardi di dollari destinato all’acquisto di semiconduttori per SpaceX. In Australia, Nextdc ha registrato un forte recupero dopo l’ingresso nel capitale di altri operatori del settore dei data center. Nonostante le preoccupazioni sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale, diversi analisti ritengono improbabile un arresto generalizzato degli investimenti. Eventuali restrizioni in alcuni Stati americani potrebbero infatti favorire lo spostamento dei nuovi progetti verso territori più disponibili ad accoglierli, senza necessariamente compromettere l’espansione complessiva delle infrastrutture tecnologiche. Nel complesso, i mercati stanno reagendo al cambiamento dello scenario politico attraverso una redistribuzione delle esposizioni, più che con una riduzione indiscriminata del rischio. La minore concentrazione degli acquisti sulle grandi società tecnologiche e la maggiore partecipazione di altri settori rappresentano elementi importanti da monitorare per valutare la solidità del mercato azionario. Per i portafogli, questa fase conferma il valore della diversificazione geografica e settoriale, oltre al ruolo delle obbligazioni governative nei momenti di maggiore incertezza. Le prospettive dell’intelligenza artificiale rimangono significative, ma il rendimento di un investimento dipende anche dalle valutazioni iniziali, dal costo del capitale e dalle condizioni economiche e normative. La lezione è che non basta individuare correttamente una grande trasformazione economica: occorre costruire un portafoglio capace di beneficiarne senza dipendere esclusivamente dal suo successo. Perché una buona strategia non deve funzionare soltanto quando lo scenario più favorevole si realizza, ma deve rimanere sostenibile anche quando le aspettative cambiano.

 

I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciali in Australia, vendite al dettaglio in Italia, decisione sui tassi di interesse in Gran Bretagna (attuali 3,75% - aspettative 4%), richieste dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai +1,78%, China A50 +1,88%, Hang Seng +0,93%, il Nikkei -1,50%, l’Australia -0,59%, Taiwan -0,83%, la Corea del Sud Kospi +0,24%, l’indice Indiano Sensex -0,05%. Il nostro FTSEMib +2,18%, Dax +2,22%, Ftse100 +1,79%, Cac40 +1,96%, Zurigo +1,90%. Lo S&P500 +1,58%, il Nasdaq +1,44%, il Russell2000 +1,58%. L’oro ha chiuso a 4.133,67 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 86,91$ per il wti e 93,93$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 84,850. Lo spread BTP/BUND 104,310. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,61%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,11%, China A50 -0,78%, Hang Seng +3,46%, il Nikkei -1,57%, l’Australia +2,61%, Taiwan -3,20%, la Corea del Sud Kospi -5,37%, l’indice Indiano Sensex +1,95%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono deboli. L’oro si attesta a 4.073,00 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 88,12$ per il greggio e 94,62$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 80.448 e l’Ethereum 2.423.

 

Buona giornata.

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