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Pillole di Mercato

11 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

(45° settimana - anno 2026)


Citazione del giorno:

Ennio Flaiano: “Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso”

 

I mercati azionari asiatici aprono la settimana in territorio negativo, risentendo delle nuove vendite sui semiconduttori americani e dell’incertezza legata alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. L’indice MSCI Asia Pacific ha perso l’1,2%, mentre il Kospi sudcoreano ha ceduto quasi il 4%, penalizzato soprattutto da Samsung Electronics e SK Hynix, entrambe in ribasso di oltre il 4%. Anche la Borsa di Taiwan ha registrato una flessione del 3,6%, mentre il mercato giapponese è rimasto chiuso per festività. La debolezza asiatica segue la correzione del settore tecnologico americano. L’indice dei semiconduttori statunitensi ha accumulato perdite del 12% in tre sedute, mentre il Nasdaq 100 ha raggiunto una flessione del 10% rispetto ai massimi, entrando tecnicamente in fase di correzione. Le preoccupazioni riguardano soprattutto la capacità delle aziende di trasformare gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale in profitti e flussi di cassa adeguati. Tuttavia, la maggiore tenuta di altri comparti azionari suggerisce che gli investitori stiano riducendo le esposizioni più concentrate sulla tecnologia, piuttosto che abbandonando indiscriminatamente il mercato azionario. L’attenzione si concentra anche sulle elezioni americane di metà mandato, che potrebbero influenzare le aspettative sulla politica economica e sulla regolamentazione tecnologica. Storicamente, dal 1950, l’S&P 500 ha registrato una performance positiva nei sei mesi successivi a ciascuna elezione di metà mandato. Si tratta però di una regolarità statistica che non garantisce risultati analoghi in futuro, soprattutto in presenza di valutazioni elevate e crescenti interrogativi sulla redditività degli investimenti nell’intelligenza artificiale. In Cina, l’indice CSI 300 ha perso lo 0,9%, nonostante la banca centrale abbia annunciato nuove iniziative per sostenere la stabilità del mercato azionario. Le autorità intendono favorire un maggiore utilizzo degli strumenti di liquidità destinati agli acquisti di azioni, attraverso operazioni di swap e finanziamenti agevolati. Gli investitori rimangono tuttavia prudenti, considerando che i precedenti interventi non sono riusciti a invertire stabilmente la debolezza dei listini, ancora condizionati dal rallentamento economico e dai dubbi sulla redditività del settore tecnologico. Sul mercato valutario, lo yuan ha interrotto una sequenza di tredici sedute consecutive di apprezzamento, la più lunga dal 1996, dopo che la People's Bank of China ha adottato misure per contenere la forza della valuta. La moneta cinese si è indebolita fino allo 0,4%, raggiungendo quota 6,6728 per dollaro. Anche il dollaro australiano ha perso terreno, nonostante la banca centrale abbia aumentato il tasso di riferimento al livello più elevato degli ultimi diciotto anni. Un segnale di distensione arriva invece dal mercato energetico. Il Brent si è stabilizzato intorno a 105 dollari al barile dopo essere crollato di quasi l’8% nella seduta precedente, mentre il WTI è sceso sotto i 97 dollari. Il movimento riflette le aspettative di una possibile ripresa dei negoziati tra Stati Uniti e Iran, dopo nove mesi di conflitto in Medio Oriente. Le dichiarazioni delle autorità iraniane e del presidente americano Donald Trump hanno alimentato le speranze di progressi diplomatici, anche se le tensioni nella regione continuano a mantenere elevata l’incertezza sulle forniture energetiche. Sul fronte macroeconomico, la settimana sarà caratterizzata dalla pubblicazione di importanti indicatori sul mercato del lavoro americano. Le offerte di impiego di settembre sono attese in lieve aumento, mentre le richieste settimanali di sussidio dovrebbero mantenersi su livelli storicamente contenuti. Il rapporto occupazionale di venerdì dovrebbe evidenziare la creazione di circa 65.000 nuovi posti di lavoro a ottobre, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,2%. Questi dati saranno fondamentali per valutare la tenuta dell’economia e le prospettive della politica monetaria della Federal Reserve. Tra le notizie societarie, Palantir ha presentato previsioni di fatturato annuale superiori alle aspettative, sostenute dalla crescente domanda di strumenti di analisi dei dati. Marvell Technology ha raggiunto un accordo per acquisire Lumentum, specializzata in componenti ottici per data center, per un valore d’impresa di circa 115 miliardi di dollari. Anthropic ha inoltre comunicato ricavi trimestrali prossimi a 17 miliardi di dollari, dodici volte superiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, alimentando l’interesse per la sua possibile quotazione. Nel complesso, i mercati stanno attraversando una fase di maggiore selettività, nella quale le aspettative di crescita non sono più sufficienti a sostenere indiscriminatamente le valutazioni. L’intelligenza artificiale continua a rappresentare una trasformazione economica di grande portata, ma gli investitori chiedono prove sempre più concrete della sostenibilità finanziaria degli investimenti. Per i portafogli, questa fase conferma l’importanza di monitorare la concentrazione settoriale, mantenere una diversificazione effettiva e distinguere le opportunità di lungo periodo dalle oscillazioni di breve termine. Una grande rivoluzione tecnologica può creare valore per l’economia senza garantire rendimenti positivi a qualsiasi prezzo. Investire con disciplina significa riconoscere questa differenza e preservare la capacità di raggiungere i propri obiettivi, anche quando i mercati attraversano periodi di forte incertezza.

 

I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte della RBA in Australia (attuali 4,60% - aspettative 4,85%), nuove offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai +0,99%, China A50 +0,791%, Hang Seng +0,61%, il Nikkei -0,27%, l’Australia -0,58%, Taiwan -0,65%, la Corea del Sud Kospi +2,58%, l’indice Indiano Sensex +1,26%. Il nostro FTSEMib +0,90%, Dax +0,63%, Ftse100 +0,29%, Cac40 +0,98%, Zurigo -0,05%. Lo S&P500 -0,51%, il Nasdaq -1,07%, il Russell2000 -0,21%. L’oro ha chiuso a 3.969,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 96,46$ per il wti e 104,77$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 96,275. Lo spread BTP/BUND 111,79. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 21,15%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,78%, China A50 -1,42%, Hang Seng +0,31%, il Nikkei chiuso per festività, l’Australia +0,34%, Taiwan -3,59%, la Corea del Sud Kospi -3,59%, l’indice Indiano Sensex +1,22%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.930,57 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 97,50$ per il greggio e 105,86$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 76.618 e l’Ethereum 2.249.

 

Buona giornata.


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