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Pillole di Mercato

36 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

(45° settimana - anno 2026)


Citazione del giorno:

Guido Ceronetti: “Il più straordinario degli innumerevoli enigmi umani è l'esistenza (certa, dimostrabile, indubitabile, e sempre nuova sotto il sole) – qua e là – dei buoni”

Non tutte le opportunità di investimento devono essere colte immediatamente. I mercati attraversano fasi nelle quali forti ribassi si alternano a recuperi improvvisi, senza che questi rappresentino necessariamente l’inizio di una nuova tendenza rialzista. È quanto accaduto al Kospi sudcoreano, capace di guadagnare il 6,6% in una sola seduta, pur rimanendo circa il 34% sotto i massimi di giugno. Un esempio che ricorda quanto sia importante distinguere un rimbalzo tecnico da un effettivo miglioramento delle condizioni di mercato. L’ultima settimana ha evidenziato una crescente rotazione degli investimenti. Negli Stati Uniti, l’S&P 500 ha perso lo 0,57% e il Nasdaq il 2%, mentre il Russell 2000 e l’S&P MidCap 400 hanno guadagnato rispettivamente l’1,30% e l’1,26%. In Europa, lo STOXX 600 è salito dell’1,73%, il DAX del 2,53% e il CAC 40 del 2,40%. La debolezza delle grandi società tecnologiche non si sta quindi traducendo in una correzione generalizzata dell’azionario, ma in una maggiore selettività tra settori, capitalizzazioni e aree geografiche. Al centro dell’attenzione rimane l’intelligenza artificiale. Le trimestrali di Alphabet, Microsoft e Amazon confermano una crescita sostenuta, soprattutto nei servizi cloud, ma evidenziano anche il costo crescente degli investimenti. Alphabet ha registrato ricavi in aumento del 25%, con Google Cloud in crescita del 103%, ma un free cash flow trimestrale negativo per circa 9,1 miliardi di dollari. Microsoft ha aumentato i ricavi del 19%, con Azure a +48%, accompagnando questa crescita con ingenti impegni infrastrutturali futuri. Amazon ha raggiunto 201,9 miliardi di fatturato, con AWS in crescita del 39,3%, ma il free cash flow degli ultimi dodici mesi è sceso a -42,4 miliardi. Il punto non è mettere in discussione il potenziale dell’intelligenza artificiale, bensì comprendere quanto capitale sarà necessario per svilupparla e quali rendimenti riuscirà effettivamente a generare. Una rivoluzione tecnologica può trasformare profondamente l’economia senza garantire automaticamente risultati soddisfacenti a tutte le aziende che la finanziano. Se nei prossimi anni la capacità di calcolo dovesse crescere più rapidamente della domanda, la concorrenza potrebbe comprimere prezzi e margini, riducendo la redditività degli investimenti. Sul fronte macroeconomico, la Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati al 3,75-4,00%, dopo il rialzo di settembre. L’economia americana continua a mostrare una notevole capacità di crescita, con un PIL del terzo trimestre in aumento del 3,4% annualizzato, consumi a +3,8% e investimenti delle imprese a +12,7%. Emergono tuttavia alcuni segnali di fragilità: a settembre la spesa reale delle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile, il reddito disponibile reale è diminuito e il tasso di risparmio è sceso al 3,8%. L’inflazione rimane un problema rilevante, con il PCE al 3,6% annuo e la componente core al 3,1%. La Fed deve quindi trovare un equilibrio tra la necessità di contenere i prezzi e il rischio che ulteriori rialzi dei tassi penalizzino consumi, investimenti e mercato immobiliare. La recente discesa dei rendimenti dei Treasury suggerisce che una parte degli investitori stia attribuendo crescente importanza alla possibilità di un rallentamento economico. Anche le altre banche centrali affrontano scenari differenti. La BCE ha mantenuto il tasso sui depositi al 2,50%, nonostante un’inflazione europea al 3,8% e una crescita economica disomogenea tra i Paesi. La Bank of Japan ha lasciato i tassi all’1,25%, proseguendo il percorso di normalizzazione monetaria, mentre la Bank of Canada li ha aumentati al 2,50% per contrastare le pressioni inflazionistiche. Queste divergenze ricordano che le obbligazioni internazionali non sono tutte esposte agli stessi rischi: duration, valuta, inflazione e politica monetaria possono determinarne risultati molto differenti. Nel complesso, stiamo osservando mercati ancora sostenuti da importanti prospettive di crescita, ma sempre più attenti alla qualità degli utili, alla generazione di liquidità e alla sostenibilità finanziaria degli investimenti. Per i portafogli, questo significa privilegiare una diversificazione effettiva, monitorare le concentrazioni e mantenere un livello di rischio coerente con gli obiettivi patrimoniali. Non è necessario acquistare sui minimi per ottenere buoni risultati, così come non bisogna interpretare ogni correzione come l’inizio di una crisi. La vera differenza la fanno il metodo, la disciplina e la capacità di preservare il capitale necessario per raggiungere i propri obiettivi. Perché investire con successo non significa prevedere ogni movimento del mercato, ma essere nelle condizioni di cogliere le opportunità quando si presentano, senza aver compromesso il proprio futuro finanziario lungo il percorso.

 

La settimana dal 2 al 6 novembre sarà particolarmente ricca di appuntamenti macroeconomici, con l’attenzione concentrata sulla crescita economica, sull’inflazione e sulle prospettive dei tassi di interesse. A rendere il quadro ancora più interessante saranno le elezioni americane di metà mandato e i dati sul mercato del lavoro statunitense.

·       Lunedì 2 novembre – Attività manifatturiera: pubblicazione dei PMI manifatturieri delle principali economie europee, della Cina e del Giappone. Negli Stati Uniti, attenzione all’indice ISM manifatturiero, importante per valutare la tenuta dell’industria e l’andamento dei prezzi.

·       Martedì 3 novembre – Elezioni USA: appuntamento politico rilevante per i futuri equilibri del Congresso americano. Sul fronte economico, saranno pubblicati i dati JOLTS sui posti di lavoro vacanti, utili per misurare la domanda di lavoro delle imprese.

·       Mercoledì 4 novembre – Servizi e inflazione: PMI dei servizi delle principali economie, inflazione preliminare dell’Eurozona e rapporto ADP sull’occupazione privata americana. Negli USA sarà particolarmente osservato anche l’ISM dei servizi.

·       Giovedì 5 novembre – Bank of England: decisione sui tassi di interesse britannici e conferenza stampa del governatore Andrew Bailey. Negli Stati Uniti arriveranno le richieste di sussidio di disoccupazione e i dati sulla produttività e sul costo del lavoro.

·       Venerdì 6 novembre – Mercato del lavoro USA: giornata centrale della settimana con il rapporto sull’occupazione americana, che comprende nuovi posti di lavoro, tasso di disoccupazione e crescita dei salari. Seguiranno la fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e le aspettative di inflazione.

 

VENERDI’

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,90%, China A50 -0,71%, Hang Seng +1,50%, il Nikkei -2,36%, l’Australia +0,18%, Taiwan -2,49%, la Corea del Sud Kospi -3,78%, l’indice Indiano Sensex +0,49%. Il nostro FTSEMib -1,00%, Dax -0,85%, Ftse100 +0,07%, Cac40 -0,01%, Zurigo +0,36%. Lo S&P500 -1,82%, il Nasdaq -2,86%, il Russell2000 -1,66%. L’oro ha chiuso a 3.884,90 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 102,95$ per il wti e 113,10$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 103,944. Lo spread BTP/BUND 116,960. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 19,42%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai +0,99%, China A50 +0,791%, Hang Seng +0,61%, il Nikkei -0,27%, l’Australia -0,58%, Taiwan -0,65%, la Corea del Sud Kospi +2,58%, l’indice Indiano Sensex +1,26%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura intorno alla parità mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 3.923,55 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 100,60$ per il greggio e 109,93$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 78.265 e l’Ethereum 2.289.

 

Buona giornata e buona settimana.


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