Pillole di Mercato
(44° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Simone Weil: “Una visione chiara del possibile e dell'impossibile, del facile e del difficile, delle fatiche che separano il progetto dalla messa in opera basta a cancellare i desideri insaziabili e i vani timori; da questo e non da altro derivano la temperanza e il coraggio, virtù senza le quali la vita è solo un vergognoso delirio”
I mercati azionari tornano a mostrare segnali di debolezza, con il settore tecnologico nuovamente sotto pressione dopo che i risultati trimestrali di alcune grandi società hanno riacceso i dubbi sulla capacità degli investimenti nell’intelligenza artificiale di generare rendimenti adeguati. Il recupero delle ultime sedute si è interrotto soprattutto a causa della delusione per i risultati di Alphabet e Samsung Electronics, confermando quanto le aspettative degli investitori siano diventate elevate e quanto poco spazio rimanga per eventuali risultati inferiori alle previsioni. Alphabet ha perso il 10% nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street, dopo aver comunicato ricavi inferiori alle attese, alimentando i timori che Google stia perdendo terreno rispetto ai concorrenti nell’intelligenza artificiale nonostante gli investimenti per centinaia di miliardi di dollari. In Corea del Sud, Samsung Electronics ha ceduto fino al 6,6%, penalizzata soprattutto dalla mancata presentazione di un nuovo piano di remunerazione degli azionisti. La società ha annunciato un aumento degli investimenti per sostenere la domanda di infrastrutture AI, che continua a favorire il rialzo dei prezzi delle memorie, ma gli utili della divisione semiconduttori non hanno raggiunto le aspettative particolarmente ambiziose degli analisti. Samsung ha rinviato alla fine di gennaio la comunicazione del nuovo programma di restituzione del capitale agli azionisti, una decisione che ha favorito la rotazione degli investimenti verso SK Hynix, salita del 2,8% dopo aver annunciato il giorno precedente risultati particolarmente positivi e un piano per distribuire ulteriori 45 miliardi di dollari agli azionisti. Il Kospi sudcoreano ha perso l’1,2%, invertendo la direzione rispetto al forte rialzo di mercoledì, mentre l’indice MSCI Asia Pacific ha ceduto lo 0,4%. Anche i futures sul Nasdaq 100 sono arretrati dell’1,1%, dopo tre sedute consecutive di guadagni dell’indice americano. Le vendite hanno coinvolto anche le società cinesi produttrici di hardware tecnologico, nonostante alcune abbiano pubblicato risultati trimestrali molto positivi. Il messaggio che emerge è che il mercato non considera più sufficiente una crescita sostenuta dei ricavi o degli investimenti: le aziende devono dimostrare di riuscire a superare aspettative già elevate e, soprattutto, di trasformare la spesa in nuovi profitti e flussi di cassa. Non tutte le notizie sono state negative. Microsoft ha guadagnato il 2,9% nelle contrattazioni successive alla chiusura, sostenuta dalla solidità delle vendite dei servizi cloud, mentre Oracle aveva registrato un rialzo dell’11% dopo aver presentato prospettive di lungo periodo favorevoli per la generazione di free cash flow. Il miglioramento delle aspettative sulla liquidità futura ha contribuito anche a ridurre il rischio di credito percepito su Oracle, con il relativo indicatore che ha registrato il maggiore miglioramento degli ultimi nove mesi. Questo confronto evidenzia una distinzione sempre più importante: gli investitori stanno premiando le aziende che riescono a dimostrare la sostenibilità economica dei propri investimenti, mentre penalizzano quelle per le quali rimangono interrogativi sui tempi e sull’entità dei ritorni attesi. Le prossime trimestrali di Amazon e, successivamente, Apple rappresenteranno ulteriori verifiche della solidità del settore tecnologico. Nel frattempo, il ritorno dell’avversione al rischio sta favorendo il mercato obbligazionario americano. I Treasury hanno registrato nuovi acquisti dopo che la Federal Reserve ha deciso mercoledì di mantenere invariati i tassi di interesse, con una votazione di dieci membri favorevoli e due contrari. Il rendimento del titolo biennale americano è sceso di due punti base al 4,68%, mentre quello del decennale è diminuito della stessa misura, attestandosi al 5%. Gli investitori sembrano interpretare le dichiarazioni del presidente della Fed, Kevin Warsh, come un segnale di maggiore cautela sulle prospettive economiche e sui possibili effetti di un rallentamento degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Il recupero dei Treasury, accompagnato da una moderata debolezza del dollaro, conferma il ritorno della domanda di strumenti considerati più difensivi. È una dinamica particolarmente significativa perché si manifesta mentre oro e Bitcoin continuano a perdere terreno, suggerendo che, in questa fase, le obbligazioni governative americane stiano recuperando un ruolo centrale nella ricerca di protezione dei portafogli. L’oro ha ceduto lo 0,7%, portandosi intorno a 4.040 dollari l’oncia, mentre Bitcoin ha perso l’1,5%, scendendo verso gli 80.000 dollari. Sul fronte energetico, il Brent è diminuito dell’1% a circa 114,15 dollari al barile, sostenuto dalle speranze che i nuovi tentativi diplomatici in Medio Oriente possano evitare una ripresa degli attacchi militari americani contro l’Iran. Nonostante il ribasso, i prezzi del petrolio rimangono elevati e continuano a rappresentare un rischio per l’inflazione e per il potere d’acquisto delle famiglie. L’attenzione si concentra ora anche sulla pubblicazione dell’indice PCE core americano, la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve, che offrirà nuove indicazioni sulla persistenza delle pressioni sui prezzi e sulle possibili decisioni future della banca centrale. Dopo la Fed, sarà inoltre il turno della Banca Centrale Europea e della Bank of Japan, entrambe attese mantenere invariati i tassi di interesse. Per la BCE, oltre alla politica monetaria, sarà importante comprendere se verranno fornite rassicurazioni sulla disponibilità degli strumenti necessari a contrastare eventuali rischi sistemici derivanti dalle tensioni sui debiti sovrani dell’Eurozona, in particolare alla luce delle recenti difficoltà francesi. Tra le altre notizie societarie, il progetto di integrazione tra Deutsche Telekom e la controllata americana T-Mobile US avrebbe incontrato alcuni ostacoli, mettendo in discussione quella che potrebbe diventare la più grande fusione tra società quotate mai realizzata. Marvell Technology sarebbe invece in trattative avanzate per acquisire Lumentum, specializzata in componenti ottici per data center, mentre Hyundai Motor ha pubblicato utili trimestrali superiori alle attese, beneficiando della solidità della domanda automobilistica in Nord America e India. Nel complesso, il mercato continua a mostrare una crescente selettività nei confronti delle società tecnologiche. L’intelligenza artificiale rimane un importante motore di trasformazione economica, ma l’entità degli investimenti necessari e le valutazioni raggiunte impongono una maggiore attenzione alla redditività effettiva e alla capacità di generare liquidità. Le reazioni opposte ai risultati di Alphabet, Samsung, Microsoft e Oracle dimostrano che non è più sufficiente appartenere a un settore caratterizzato da forti prospettive di crescita per ottenere il favore degli investitori. Per i portafogli, questa fase conferma l’importanza di distinguere tra potenziale tecnologico e rendimento finanziario, monitorando la concentrazione delle esposizioni, la qualità dei bilanci e la sostenibilità delle aspettative. Allo stesso tempo, il recupero dei Treasury ricorda il valore della diversificazione tra strumenti con caratteristiche differenti. L’obiettivo non dovrebbe essere anticipare ogni oscillazione del mercato, ma mantenere una strategia coerente con gli orizzonti temporali e con gli obiettivi patrimoniali, evitando che le variazioni del sentiment compromettano decisioni di investimento costruite per il lungo periodo.
I market movers di oggi sono: indice di fiducia del consumatori in Italia, PCE (inflazione preferita dalla FED) e richiesta dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti, decisione sui tassi di interesse da parte del BCE in Eurozona (attuali 2,50% - aspettative 2,50%).
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai +0,81%, China A50 +0,77%, Hang Seng +0,10%, il Nikkei +1,21%, l’Australia -0,03%, Taiwan +2,04%, la Corea del Sud Kospi +6,84%, l’indice Indiano Sensex -0,81%. Il nostro FTSEMib +0,40%, Dax +0,42%, Ftse100 +0,07%, Cac40 +0,00%, Zurigo -0,11%. Lo S&P500 +0,37%, il Nasdaq +0,27%, il Russell2000 +0,43%. L’oro ha chiuso a 4.074,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 101,55$ per il wti e 110,27$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 98,550. Lo spread BTP/BUND 113,03. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,77%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,41%, China A50 -0,53%, Hang Seng -0,04%, il Nikkei +1,19%, l’Australia +0,50%, Taiwan -1,44%, la Corea del Sud Kospi -0,65%, l’indice Indiano Sensex +0,77%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono deboli. L’oro si attesta a 4.055,65 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 101,21$ per il greggio e 110,7$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 80.229 e l’Ethereum 2.322.
Buona giornata.




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