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Pillole di Mercato

31 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

(44° settimana - anno 2026)


Citazione del giorno:

Ian Maclaren: “Sii gentile, ogni persona che incontri sta combattendo una dura battaglia”

 

I mercati azionari asiatici accelerano al rialzo, sostenuti dal ritorno dell’interesse per l’intelligenza artificiale dopo i risultati particolarmente positivi di SK Hynix, che hanno contribuito a rafforzare la fiducia degli investitori nel settore dei semiconduttori. Il Kospi sudcoreano ha guadagnato il 6,6%, avviandosi verso la migliore seduta degli ultimi tre mesi, mentre SK Hynix è salita dell’11% dopo aver annunciato un piano che prevede la restituzione agli azionisti di ulteriori 45 miliardi di dollari. Samsung Electronics ha registrato un progresso dell’8,5%, contribuendo al rialzo dell’1,3% dell’indice MSCI Asia Pacific. Anche in Giappone il comparto tecnologico ha beneficiato del miglioramento del sentiment, con Kioxia in crescita fino al 16%. Il recupero arriva dopo tre settimane di forti pressioni sulle società legate all’intelligenza artificiale, durante le quali gli investitori avevano espresso crescenti preoccupazioni sulle valutazioni elevate, sui costi di finanziamento e sulla sostenibilità degli enormi investimenti necessari per sviluppare infrastrutture di calcolo e data center. A riaccendere l’interesse hanno contribuito anche il deposito della documentazione per la quotazione al Nasdaq di Anthropic, con il simbolo ANT, e l’annuncio di nuove operazioni di raccolta di capitale. Secondo indiscrezioni, Anthropic avrebbe inoltre incaricato JPMorgan di coordinare la distribuzione delle azioni agli investitori individuali statunitensi nell’ambito di un’offerta pubblica iniziale che potrebbe raggiungere dimensioni record. Il mercato sembra quindi ritrovare fiducia nella capacità delle grandi aziende tecnologiche di proseguire i propri programmi di investimento, anche se rimane una distinzione importante tra le società finanziariamente più solide e quelle maggiormente dipendenti dal credito. I risultati di SK Hynix e il forte recupero dei produttori di semiconduttori rappresentano un segnale incoraggiante, ma la tenuta del rialzo sarà messa alla prova dalle trimestrali delle principali società americane. Oggi sono attesi i risultati di Alphabet e Microsoft, che offriranno indicazioni fondamentali sull’evoluzione della domanda di intelligenza artificiale, sulla spesa per infrastrutture e soprattutto sulla capacità di trasformare questi investimenti in ricavi, utili e flussi di cassa. I futures sul Nasdaq 100 hanno intanto guadagnato lo 0,4%, mentre le borse europee si preparano a un’apertura leggermente negativa dopo la pubblicazione di numerosi risultati bancari. UBS ha comunicato utili sostanzialmente in linea con le aspettative, Deutsche Bank ha registrato ricavi da negoziazione obbligazionaria coerenti con le stime, BNP Paribas ha beneficiato di una forte crescita dell’attività di trading azionario e ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie, mentre Santander, Standard Chartered ed Equinor hanno presentato risultati complessivamente in linea o superiori alle previsioni. Sul fronte tecnologico, emerge inoltre la notizia secondo cui OpenAI intenderebbe acquistare chip per l’intelligenza artificiale da Google, società del gruppo Alphabet, nell’ambito della diversificazione delle proprie forniture e dell’espansione della capacità di calcolo. Si tratta di un ulteriore segnale della competizione crescente per le infrastrutture necessarie allo sviluppo dei modelli avanzati di intelligenza artificiale. L’attenzione degli investitori rimane tuttavia concentrata anche sulla politica monetaria americana. La Federal Reserve comunicherà oggi la propria decisione sui tassi di interesse, con il mercato che attribuisce una probabilità inferiore al 10% a un rialzo di 25 punti base in questa riunione, pur continuando a considerare probabile un nuovo intervento restrittivo a dicembre. La banca centrale dovrebbe quindi mantenere invariati i tassi, nonostante i dati sull’inflazione di settembre siano risultati superiori alle attese. Dopo il rialzo approvato all’unanimità nella riunione precedente, gli investitori cercheranno soprattutto di comprendere le ragioni di un’eventuale pausa e le condizioni che potrebbero rendere necessario un ulteriore aumento del costo del denaro. Le proiezioni pubblicate il mese scorso indicavano infatti la possibilità di un altro rialzo entro la fine dell’anno. Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, sarà quindi chiamato a chiarire quanto il Comitato rimanga preoccupato per la persistenza delle pressioni inflazionistiche e quale peso attribuisca all’andamento dei prezzi energetici. Il rendimento del Treasury decennale americano è intanto salito di due punti base al 5,02%, mentre il dollaro si avvia verso la quarta seduta consecutiva di rafforzamento. Anche la Banca Centrale Europea e la Bank of Japan comunicheranno le proprie decisioni di politica monetaria nei prossimi giorni, rendendo questa settimana particolarmente importante per le prospettive dei mercati obbligazionari e valutari. In Nuova Zelanda, la decisione inattesa della banca centrale di mantenere invariati i tassi ha provocato un forte movimento valutario, con il dollaro neozelandese in calo di quasi il 2% rispetto a quello australiano, la maggiore flessione dal 2017. Sul fronte delle materie prime, il petrolio Brent è tornato a salire dell’1,5%, raggiungendo circa 115,55 dollari al barile, dopo due sedute consecutive di ribassi. A sostenere le quotazioni sono state nuove indiscrezioni secondo cui gli Stati Uniti avrebbero invitato alcuni Paesi del Golfo a prepararsi alla possibilità di una breve ma intensa campagna militare dopo le elezioni americane di metà mandato. Il permanere di tensioni in Medio Oriente continua quindi a rappresentare un rischio per l’offerta energetica globale e per l’evoluzione dell’inflazione. L’oro ha invece perso lo 0,7%, portandosi intorno a 4.030 dollari l’oncia. Sul piano geopolitico, le prime elezioni israeliane successive agli attacchi di Hamas del 2023 hanno evidenziato un confronto particolarmente equilibrato tra Benjamin Netanyahu e Gadi Eisenkot, aprendo una fase di incertezza sulla formazione del prossimo governo. Nel complesso, il forte recupero dei semiconduttori dimostra quanto rapidamente possa cambiare il sentiment degli investitori e quanto siano ancora elevate le aspettative legate all’intelligenza artificiale. Tuttavia, dopo le recenti correzioni, il mercato appare più selettivo e meno disposto a sostenere indiscriminatamente tutte le società esposte al settore. La disponibilità di capitale, la qualità dei bilanci e la capacità di generare rendimenti adeguati sugli investimenti rimangono elementi centrali per distinguere le opportunità dai rischi. Per i portafogli, la ripresa della tecnologia rappresenta un segnale positivo, ma non modifica la necessità di mantenere una diversificazione coerente con gli obiettivi e di evitare concentrazioni eccessive su un unico tema di investimento. Le trimestrali di Alphabet e Microsoft, insieme alle indicazioni della Federal Reserve, saranno determinanti per capire se il recupero potrà consolidarsi oppure se le preoccupazioni sui costi del capitale e sulla sostenibilità della crescita torneranno a prevalere.

 

I market movers di oggi sono: CPI (inflazione) e decisione sui tassi di interesse dal parte della RBNZ in Nuova Zelanda (attuali 2,75% - aspettative 3,00%), rapporto GfK sulla fiducia del consumatori in Germania, decisione sui tassi di interesse dal parte della BoC in Canada (attuali 2,25% - aspettative 2,50%), decisione sui tassi di interesse dal parte della FED negli Stati Uniti (attuali 4,00% - aspettative 4,00%).

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,53%, China A50 -0,21%, Hang Seng -0,83%, il Nikkei +1,68%, l’Australia +0,46%, Taiwan +0,12%, la Corea del Sud Kospi +2,87%, l’indice Indiano Sensex -0,03%. Il nostro FTSEMib +0,90%, Dax +0,71%, Ftse100 -0,75%, Cac40 +0,51%, Zurigo +0,40%. Lo S&P500 +0,60%, il Nasdaq +1,18%, il Russell2000 +1,16%. L’oro ha chiuso a 4.074,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 99,90$ per il wti e 109,41$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 97,800. Lo spread BTP/BUND 113,01. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,52%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai +0,81%, China A50 +0,77%, Hang Seng +0,10%, il Nikkei +1,21%, l’Australia -0,03%, Taiwan +2,04%, la Corea del Sud Kospi +6,84%, l’indice Indiano Sensex -0,81%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.046,02 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 101,60$ per il greggio e 111,24$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 80.799 e l’Ethereum 2.349.

 

Buona giornata.

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