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Pillole di Mercato

10 minuti fa
Tempo di lettura: 4 min

(43° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Philip K. Dick: “La realtà è ciò che si rifiuta di sparire anche quando smetti di crederci”

 

I mercati azionari tornano a recuperare terreno, sostenuti dai risultati superiori alle attese di alcune società tecnologiche, che hanno contribuito ad attenuare le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale dopo le forti vendite della settimana precedente. In Asia, il Kospi sudcoreano ha guadagnato il 2,6% e il Taiex taiwanese lo 0,9%, mentre l’indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,9%, interrompendo due sedute consecutive di ribassi. A favorire il recupero sono state soprattutto le trimestrali di SpaceX e Super Micro Computer, entrambe migliori delle aspettative, con rialzi rispettivamente dell’8,1% e del 16% nelle contrattazioni successive alla chiusura di Wall Street. Anche i futures sul Nasdaq 100 sono avanzati dello 0,7%, mentre le borse europee si preparano a un’apertura positiva. Il recupero arriva dopo una settimana particolarmente difficile per la tecnologia americana, durante la quale il Nasdaq 100 ha perso il 5,5%, registrando la peggiore performance settimanale dall’aprile 2025, mentre l’indice Philadelphia Semiconductor ha accumulato otto sedute consecutive di ribassi, la sequenza negativa più lunga dall’ottobre 2008. Nonostante il miglioramento del sentiment, il settore continua a mostrare forti differenze tra le singole società. In Corea del Sud, Elice, specializzata in infrastrutture per l’intelligenza artificiale, è rimbalzata del 30% dopo un debutto in Borsa particolarmente negativo, mentre in Australia Nextdc ha perso il 40% dopo aver ridotto le proprie previsioni. Questi movimenti confermano quanto gli investitori siano diventati più selettivi nei confronti delle aziende coinvolte nella costruzione di data center e infrastrutture di calcolo. L’attenzione si concentra ora sulle trimestrali di Meta e Tesla, attese oggi, che rappresenteranno un test importante per verificare se la crescita dei risultati economici sia sufficiente a giustificare le valutazioni raggiunte e gli ingenti investimenti programmati. Il tema centrale rimane infatti la capacità delle aziende di trasformare la forte domanda di intelligenza artificiale in ricavi, utili e flussi di cassa adeguati rispetto al capitale impiegato. Le preoccupazioni sono alimentate anche dalle dimensioni degli investimenti previsti: secondo indiscrezioni riportate dal Wall Street Journal, Anthropic potrebbe destinare fino a 750 miliardi di dollari all'acquisizione di ulteriore capacità di calcolo nei prossimi anni. Parallelamente, Nvidia sarebbe in trattative per investire centinaia di milioni di dollari nella società australiana Firmus Grid, mentre DayOne Data Centers starebbe valutando un rinvio o un ridimensionamento della propria quotazione negli Stati Uniti. Anche Elon Musk ha dichiarato che SpaceX e Tesla hanno costituito comitati speciali per esplorare una possibile fusione, un’operazione ancora preliminare che, se realizzata, potrebbe assumere dimensioni senza precedenti. Nonostante la ripresa delle quotazioni, alcuni importanti investitori continuano a esprimere cautela. Ken Griffin ritiene che il mercato si trovi probabilmente in una bolla legata all’intelligenza artificiale, mentre Ray Dalio ha recentemente richiamato l’attenzione sui rischi derivanti dall’aumento dei tassi di interesse e dalla necessità di trasformare le valutazioni finanziarie in liquidità effettiva. Queste valutazioni non implicano necessariamente un rallentamento della domanda tecnologica, che continua a mostrare segnali di solidità, ma evidenziano il rischio che le aspettative incorporate nei prezzi siano diventate eccessive per alcune società. Il mercato sembra quindi attraversare una fase di maturazione, passando da un entusiasmo generalizzato per qualsiasi azienda collegata all’intelligenza artificiale a una maggiore attenzione alla qualità dei bilanci, alla capacità di autofinanziamento e alla redditività degli investimenti. Sul fronte obbligazionario, i Treasury americani hanno registrato una lieve flessione, con il rendimento del decennale in aumento di un punto base al 5,12%, mentre l’oro è rimasto intorno a 4.115 dollari l’oncia, dopo aver perso oltre l’1% dall’inizio della settimana. Il petrolio Brent è invece tornato sopra i 110 dollari al barile, sostenuto dai nuovi attacchi alle navi nell’area dello Stretto di Hormuz e dalle indicazioni di un ulteriore calo delle scorte americane. Il permanere di prezzi energetici elevati continua a rappresentare un rischio per l’inflazione e per le prospettive dei tassi di interesse, contribuendo a mantenere oneroso il finanziamento degli investimenti. Tra le altre notizie societarie, Netflix ha registrato la crescita dei ricavi più debole degli ultimi tre anni e previsto un ulteriore rallentamento nel trimestre successivo, mentre il produttore cinese di batterie CATL ha riportato un incremento degli utili inferiore alle attese. Nel complesso, il recupero dei mercati tecnologici rappresenta un segnale incoraggiante, ma non è ancora sufficiente per considerare superate le preoccupazioni emerse nelle ultime settimane. Le prossime trimestrali saranno decisive soprattutto per valutare la sostenibilità dei programmi di investimento e la capacità delle aziende di generare rendimenti adeguati. Per i portafogli, rimane fondamentale distinguere tra il potenziale economico di una tecnologia e la convenienza finanziaria delle società che vi operano. La crescita dell’intelligenza artificiale può proseguire anche in presenza di forti correzioni delle quotazioni, perché una domanda strutturalmente elevata non garantisce automaticamente profitti proporzionati per tutte le aziende coinvolte. In un contesto di rendimenti obbligazionari elevati e capitale costoso, la solidità finanziaria, la generazione di liquidità e la disciplina negli investimenti diventano elementi sempre più importanti per valutare le opportunità e contenere i rischi.

 

I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Giappone, CPPI (Inflazione) in Gran Bretagna, livello delle scorte di petrolio di greggio negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,42%, China A50 -0,91%, Hang Seng -1,26%, il Nikkei -1,39%, l’Australia -0,36%, Taiwan -1,11%, la Corea del Sud Kospi -4,27%, l’indice Indiano Sensex chiuso per festività. Il nostro FTSEMib -0,03%, Dax -0,06%, Ftse100 -0,29%, Cac40 -0,38%, Zurigo +0,76%. Lo S&P500 +0,28%, il Nasdaq -0,02%, il Russell2000 +1,65%. L’oro ha chiuso a 4.142,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 97,82$ per il wti e 108,79$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 87,795. Lo spread BTP/BUND 112,58. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,31%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,33%, China A50 -1,07%, Hang Seng -0,51%, il Nikkei +1,06%, l’Australia +0,16%, Taiwan +0,70%, la Corea del Sud Kospi +2,63%, l’indice Indiano Sensex +0,58%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.157,15 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 98,95$ per il greggio e 110,16$per il brent. Infine, il Bitcoin quota 82.769 e l’Ethereum 2.444.

 

Buona giornata.

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