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Pillole di Mercato

17 ore fa
Tempo di lettura: 6 min

(43° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Gabriel Garcia Marquez: “La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”

 

I titoli tecnologici tornano sotto pressione, mentre gli investitori attendono una settimana particolarmente importante per valutare la sostenibilità del rialzo legato all’intelligenza artificiale. Dopo il recupero registrato lunedì a Wall Street, i mercati asiatici hanno mostrato nuovamente segnali di debolezza, confermando un clima di crescente incertezza sulle prospettive del settore. Il Kospi sudcoreano, considerato uno dei principali indicatori dell’andamento degli investimenti nell’AI, ha perso il 4,2%, con SK Hynix avviata verso la chiusura più bassa da aprile. L’indice MSCI Asia Pacific ha ceduto l’1,2%, mentre i futures sul Nasdaq sono arretrati dello 0,2% e quelli europei indicano un’apertura negativa dello 0,6%. A peggiorare il sentiment ha contribuito anche il debutto in Borsa di Elice, società sudcoreana specializzata in infrastrutture per data center, che ha registrato un ribasso fino al 33% nella prima seduta di contrattazioni. Un segnale che evidenzia quanto gli investitori siano diventati più prudenti nei confronti delle aziende impegnate nello sviluppo delle infrastrutture necessarie all’intelligenza artificiale, soprattutto quando richiedono investimenti elevati e una continua disponibilità di finanziamenti. Il recupero di Wall Street nella seduta precedente era stato sostenuto principalmente dalle grandi società tecnologiche. L’indice Philadelphia Semiconductor ha guadagnato l’1,6%, interrompendo una sequenza di otto sedute consecutive di ribassi, la più lunga dal 2008, e contribuendo al rimbalzo del Nasdaq 100 dopo la peggiore settimana dall’aprile 2025. Tuttavia, circa il 65% delle società dell’S&P 500 ha chiuso la seduta in territorio negativo. Questo significa che il recupero degli indici non è stato accompagnato da un miglioramento generalizzato del mercato, ma si è concentrato prevalentemente su un numero ristretto di grandi aziende tecnologiche. È una dinamica opposta a quella osservata nella settimana precedente, quando la debolezza della tecnologia aveva penalizzato gli indici nonostante la maggioranza delle società americane avesse registrato risultati positivi. Ancora una volta emerge quanto il peso delle grandi capitalizzazioni possa condizionare la lettura complessiva del mercato azionario. Il principale appuntamento dei prossimi giorni sarà rappresentato dalla pubblicazione delle trimestrali delle grandi società tecnologiche. Netflix presenterà i risultati oggi, seguita mercoledì da Tesla, Meta e IBM. Gli investitori cercheranno soprattutto indicazioni sulla crescita dei ricavi, sull’evoluzione dei margini e sui programmi di investimento, con particolare attenzione alla capacità delle aziende di trasformare la spesa per l’intelligenza artificiale in ritorni economici adeguati. Il problema non riguarda necessariamente il potenziale di crescita della tecnologia, ma la sostenibilità finanziaria degli investimenti necessari per svilupparla. Con rendimenti obbligazionari elevati e condizioni di finanziamento più onerose, alcuni progetti potrebbero diventare meno redditizi, subire ritardi o essere ridimensionati. Il mercato sta quindi iniziando a distinguere con maggiore attenzione tra aziende capaci di finanziare gli investimenti attraverso i propri flussi di cassa e società maggiormente dipendenti dal debito. Un segnale in questa direzione arriva anche da SoftBank, il cui rischio di credito, misurato attraverso i credit default swap, ha raggiunto il livello più elevato degli ultimi quattro anni, alimentato dalle preoccupazioni sui finanziamenti legati all’intelligenza artificiale e sulla possibilità di una nuova acquisizione di grandi dimensioni. Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, Nscale starebbe discutendo con Anthropic un accordo per la fornitura di capacità di calcolo del valore di circa 45 miliardi di dollari. Operazioni di questa portata confermano quanto la domanda di infrastrutture AI rimanga elevata, ma sollevano anche interrogativi sulla quantità di capitale necessaria e sui tempi di recupero degli investimenti. Sul mercato obbligazionario, i Treasury hanno mantenuto le perdite registrate lunedì, quando il miglioramento temporaneo del sentiment aveva ridotto la domanda di strumenti considerati più sicuri. Il rendimento del decennale americano si è attestato al 5,13%, dopo un aumento di sette punti base nella seduta precedente. Rendimenti così elevati continuano a rappresentare una variabile fondamentale per le valutazioni azionarie, perché aumentano il costo del capitale e rendono più impegnativo giustificare prezzi basati su aspettative di crescita molto lontane nel tempo. Anche il petrolio rimane un fattore di rischio. Il Brent si è mantenuto intorno a 109,80 dollari al barile, vicino ai massimi degli ultimi cinque mesi, mentre gli operatori valutano la possibilità di nuovi attacchi iraniani nello Stretto di Hormuz e la tenuta dei flussi energetici dal Golfo Persico. Prezzi energetici persistentemente elevati possono alimentare ulteriori pressioni inflazionistiche, complicando le decisioni delle banche centrali e riducendo il potere d’acquisto delle famiglie. Si crea così una combinazione particolarmente delicata per i mercati: costo dell’energia elevato, rendimenti obbligazionari sostenuti e aspettative di crescita molto ambiziose per il settore tecnologico. Sul fronte valutario, il dollaro si è indebolito rispetto a tutte le principali divise del G10, mentre l’oro è rimasto sostanzialmente stabile intorno a 4.145 dollari l’oncia. Gli investitori sembrano poco propensi ad assumere posizioni significative prima delle trimestrali tecnologiche, considerando che le prospettive dell’intelligenza artificiale sono diventate una componente importante delle aspettative sulla crescita economica globale. In Europa, invece, l’attenzione rimane concentrata sulla Francia, dove le proteste contro il caro vita sono sfociate durante il fine settimana in episodi di violenza, vandalismo e saccheggi. Il governo ha annunciato nuove misure di sicurezza e sostegni alle attività economiche colpite, ma gli elevati livelli di debito pubblico e il deficit tra i più consistenti dell’area euro limitano la possibilità di aumentare significativamente la spesa pubblica. Le tensioni hanno contribuito alla debolezza dei titoli di Stato francesi e continuano a rappresentare un elemento di incertezza per l’euro, già penalizzato dalle conseguenze economiche del conflitto in Iran. Anche in Cina le prospettive rimangono complesse. Un possibile cambiamento del riferimento operativo della politica monetaria, dal tasso sulle operazioni pronti contro termine a sette giorni a quello overnight, potrebbe rappresentare una forma di allentamento delle condizioni finanziarie, ma difficilmente sarebbe sufficiente, da solo, a rilanciare la fiducia dei consumatori e la domanda interna. Nel complesso, il mercato sta attraversando una fase nella quale i rialzi e i ribassi degli indici possono offrire una rappresentazione incompleta delle dinamiche sottostanti. Il recupero della tecnologia americana non si è tradotto in un miglioramento diffuso del mercato, così come le vendite asiatiche mostrano che le preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti nell’AI rimangono elevate. Le prossime trimestrali saranno quindi importanti non soltanto per verificare la crescita degli utili, ma soprattutto per valutare quanto capitale venga impiegato per generarli e quali ritorni economici le aziende prevedano di ottenere. Per i portafogli, questo contesto conferma l’importanza di osservare la concentrazione degli investimenti, la qualità dei bilanci, la capacità di generare flussi di cassa e la sensibilità delle diverse attività finanziarie ai movimenti dei rendimenti. Non è necessario modificare continuamente le strategie in risposta alle oscillazioni giornaliere, ma diventa fondamentale comprendere se i risultati aziendali continuino a giustificare le valutazioni raggiunte. L’intelligenza artificiale rimane una delle principali trasformazioni tecnologiche ed economiche in corso, ma una prospettiva di crescita straordinaria non garantisce automaticamente rendimenti finanziari altrettanto elevati. In una fase caratterizzata da capitale costoso e aspettative ambiziose, la capacità di trasformare gli investimenti in utili sostenibili e liquidità sarà sempre più importante per distinguere le opportunità dai rischi.

 

I market movers di oggi sono: tasso privilegiato della PboC in Cina (attuali 3,00% - aspettative 3,00%), tasso di disoccupazione in Gran Bretagna, indice Zew del sentiment della fiducia nell’economia in Germania, variazione settimanale dell’occupazione dell’ADP e permessi di costruzioni rilasciati negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai +0,06%, China A50 +0,10%, Hang Seng +0,52%, il Nikkei -0,71%, l’Australia +0,42%, Taiwan -0,64%, la Corea del Sud Kospi +0,76%, l’indice Indiano Sensex -0,30%. Il nostro FTSEMib -1,55%, Dax -1,18%, Ftse100 -1,08%, Cac40 -1,11%, Zurigo -0,16%. Lo S&P500 +0,41%, il Nasdaq +1,11%, il Russell2000 +0,25%. L’oro ha chiuso a 4.160,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 98,54$ per il wti e 109,55$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 88,590. Lo spread BTP/BUND 111,90. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,44%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai -0,42%, China A50 -0,91%, Hang Seng -1,26%, il Nikkei -1,39%, l’Australia -0,36%, Taiwan -1,11%, la Corea del Sud Kospi -4,27%, l’indice Indiano Sensex chiuso per festività. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa mentre gli Stati Uniti sono intorno alla parità. L’oro si attesta a 4.157,15 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 98,87$ per il greggio e 110,02$per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.902 e l’Ethereum 2.405.

 

Buona giornata.

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