Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 1 giorno fa
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(36° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Benjamin Frankiln: “Molti uomini credono di comprare piacere. In realtà si stanno vendendo al piacere come suoi schiavi”
I mercati azionari globali hanno proseguito il recupero, sostenuti soprattutto dal ridimensionamento delle aspettative su un possibile rialzo dei tassi della Federal Reserve già a settembre. L’MSCI Asia Pacific è salito dello 0,8%, contribuendo alla terza seduta consecutiva di rialzo dell’indice azionario globale, dopo che anche Wall Street aveva reagito positivamente alle dichiarazioni del governatore della Fed Christopher Waller. Waller ha infatti aperto alla possibilità di mantenere invariati i tassi qualora l’inflazione continuasse a muoversi nella direzione dell’obiettivo del 2%. Il cambiamento delle aspettative è stato rapido: la probabilità implicita di un rialzo di 25 punti base a settembre è scesa intorno al 50%, rispetto al 70% raggiunto all’inizio della settimana. Treasury e oro hanno mantenuto parte dei guadagni della seduta precedente, mentre il dollaro si è stabilizzato dopo essere sceso sui livelli più bassi degli ultimi quattro mesi. Anche le valute asiatiche si sono rafforzate, raggiungendo complessivamente i livelli più elevati dall’ottobre 2024. Ancora una volta particolare attenzione è stata riservata allo yen, che giovedì aveva guadagnato circa il 2%, cancellando in una sola seduta buona parte della debolezza accumulata nell’ultimo mese. La valuta giapponese si è successivamente assestata intorno a 156 contro dollaro, mentre gli operatori hanno aumentato le probabilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Bank of Japan e continuano a considerare possibile un ulteriore intervento delle autorità sul mercato valutario. Il recupero simultaneo di azioni e obbligazioni è particolarmente significativo perché arriva dopo una settimana nella quale i rendimenti globali avevano raggiunto i livelli più elevati degli ultimi decenni. A provocare il movimento erano stati soprattutto il rialzo del petrolio, le indicazioni restrittive di Kevin Warsh a Jackson Hole e la crescente quantità di debito pubblico e societario che il mercato deve assorbire, anche per finanziare gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale. Le parole di Waller hanno quindi riequilibrato almeno parzialmente il quadro, ricordando agli investitori che all’interno della Fed la decisione di settembre resta ancora aperta. Saranno soprattutto due dati a determinarla: il rapporto sull’occupazione e il prossimo aggiornamento sull’inflazione. Il PCE, la misura dei prezzi preferita dalla Federal Reserve, è sceso dal 4,1% di maggio al 3,7% di luglio. Il livello rimane chiaramente superiore all’obiettivo del 2%, ma la direzione è migliorata abbastanza da consentire alla banca centrale di attendere qualora i prossimi dati confermassero il rallentamento delle pressioni sui prezzi. Il Treasury a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, è rimasto intorno al 4,34% dopo essere sceso nella seduta precedente. Il petrolio rappresenta però ancora una variabile importante. Il Brent è rimasto vicino ai 96 dollari al barile e si avvia verso il maggiore rialzo settimanale da luglio, mentre le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano ad alimentare il timore di interruzioni prolungate dei flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz. È proprio questa la variabile che potrebbe complicare nuovamente il lavoro della Fed: se l’aumento dell’energia dovesse iniziare a trasferirsi in maniera più ampia sui prezzi, il miglioramento dell’inflazione sottostante potrebbe rallentare. Sul fronte societario continua intanto la trasformazione legata all’intelligenza artificiale. Anthropic sarebbe vicina ad ampliare fino a 15 miliardi di dollari la propria linea di credito, un altro esempio della quantità crescente di capitale necessaria per sostenere lo sviluppo dell’infrastruttura AI. Volkswagen ha invece ricevuto il sostegno del consiglio di sorveglianza per un'importante ristrutturazione che prevede ulteriori 50.000 tagli occupazionali, una riduzione del numero di modelli e una struttura industriale più contenuta, mentre Lululemon ha nuovamente abbassato le proprie previsioni annuali. Il quadro complessivo resta quindi caratterizzato da un equilibrio delicato. Il mercato ha reagito positivamente alla possibilità che la Fed possa evitare un rialzo a settembre, dimostrando ancora una volta quanto le valutazioni siano sensibili anche a piccoli cambiamenti nelle aspettative sui tassi.
Il commento finale:
Questa settimana ha mostrato con grande chiarezza quanto rapidamente possa cambiare la narrativa: in pochi giorni siamo passati da una probabilità del 70% di rialzo a uno scenario praticamente alla pari. Più che cercare di anticipare ogni dichiarazione della Fed, diventa quindi importante osservare la direzione dei dati. Se inflazione e lavoro consentiranno alla banca centrale di restare ferma, il mercato potrebbe trovare maggiore stabilità; se invece petrolio e prezzi dovessero tornare ad accelerare, rendimenti e valutazioni potrebbero rapidamente tornare sotto pressione.
I market movers di oggi sono: consumi delle famiglie in Giappone, ordini alle fabbriche in Germania, vendite al dettaglio in Italia, vendite al dettaglio nell’Eurozona, tasso di disoccupazione, buste paga del settore non agricolo (NFP) e salario orario medio negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,12%, China A50 +0,13%, Hang Seng -0,49%, il Nikkei ha chiuso a -0,64%, l’Australia -0,91%, Taiwan +0,06%, la Corea del Sud Kospi -0,95%, l’indice Indiano Sensex +0,21%. Il nostro FTSEMib +0,88%, Dax +0,63%, Ftse100 +0,70$, Cac40 +0,07%, Zurigo +0,22%. Lo S&P500 +1,06%, il Nasdaq +1,40%, il Russell2000 +0,51%. L’oro ha chiuso a 4.539,90 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 91,30$ per il wti e 95,52$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 71,475. Lo spread BTP/BUND 83,180. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 14,32%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,58%, China A50 +0,86%, Hang Seng +1,94%, il Nikkei ha chiuso a +1,40%, l’Australia -0,14%, Taiwan +1,21%, la Corea del Sud Kospi +2,48%, l’indice Indiano Sensex +0,74%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.520,96 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 91,49$ per il greggio e 95,51$per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.122 e l’Ethereum 2.514.
Buona giornata e buon fine settimana.


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