Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 2 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
(36° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Hans Rosling: “Partite dal presupposto che voi non siete normali e che gli altri non sono scemi”
Wall Street è tornata a salire dopo tre sedute consecutive di ribasso, con gli investitori che hanno approfittato della recente correzione per tornare ad acquistare titoli sostenuti da valutazioni più interessanti e fondamentali societari ancora solidi. L’S&P 500 ha interrotto la fase negativa, mentre Dell ha guadagnato circa il 16% grazie a prospettive migliori delle attese. A favorire il recupero è stato soprattutto il rallentamento della corsa del petrolio, che nei giorni precedenti aveva alimentato i timori di nuove pressioni inflazionistiche, anche se il greggio americano è rimasto sopra i 90 dollari al barile. Contemporaneamente i rendimenti dei Treasury hanno leggermente corretto dopo aver raggiunto i massimi degli ultimi anni, contribuendo ad alleggerire la pressione sulle valutazioni azionarie. Anche lo yen è tornato a rafforzarsi, mantenendo alta l’attenzione sulla possibilità di nuovi interventi delle autorità giapponesi. Il clima è quindi diventato più disteso rispetto alle sedute precedenti, quando l’escalation militare in Medio Oriente aveva fatto salire rapidamente petrolio e rendimenti obbligazionari, aumentando il timore che la Federal Reserve potesse essere costretta a intervenire nuovamente sui tassi. Le dichiarazioni di Donald Trump, secondo cui le operazioni contro l’Iran potrebbero essere di breve durata e gli Stati Uniti manterrebbero il controllo dello Stretto di Hormuz, hanno contribuito a ridurre almeno temporaneamente il premio per il rischio geopolitico. Sul fronte macroeconomico, il Beige Book della Federal Reserve ha mostrato un’economia americana ancora in moderata espansione, con gli investimenti nei data center che continuano a rappresentare uno dei principali motori della crescita. Anche il mercato del lavoro resta complessivamente equilibrato: le aziende hanno aumentato l’occupazione a un ritmo più moderato in agosto, ma la disoccupazione rimane storicamente bassa e la Fed continua a considerare il mercato del lavoro vicino alla piena occupazione. Questo consente alla banca centrale di mantenere l’attenzione principalmente sull’inflazione. Proprio su questo fronte sono arrivate indicazioni leggermente più rassicuranti da John Williams, presidente della Federal Reserve di New York, secondo cui esistono segnali che le pressioni sui prezzi stiano continuando a diminuire con l’esaurirsi dell’impatto dei dazi, mentre l’aumento dell’energia non sembra ancora trasferirsi in maniera significativa ai prezzi dei servizi. Le sue parole non escludono un rialzo dei tassi a settembre, ma ridimensionano l’idea che questa decisione sia ormai scontata, introducendo maggiore equilibrio nelle aspettative dopo il tono più restrittivo emerso da Jackson Hole. L’attenzione si sposta quindi sui dati sull’occupazione di venerdì, che potrebbero diventare decisivi per capire quanto spazio abbia realmente la Fed nelle prossime riunioni. Sul fronte societario continua intanto a emergere la forza degli investimenti nell’intelligenza artificiale. Nvidia ha invitato i Paesi del G20 ad accelerare la costruzione di data center e infrastrutture AI, mentre Meta ha presentato il proprio modello di intelligenza artificiale più avanzato, riducendo ulteriormente la distanza dai principali concorrenti. Alphabet ha ottenuto una decisione favorevole sul fronte antitrust, evitando la vendita forzata della propria piattaforma pubblicitaria, anche se dovrà renderla maggiormente interoperabile con quelle concorrenti. Uber ha invece annunciato il taglio di circa 3.300 posti di lavoro, pari al 10% della forza lavoro globale, con l’obiettivo di ridurre i livelli manageriali e riallocare maggiori risorse verso ride-sharing, consegne e robotaxi. Il recupero della seduta non cancella quindi i rischi emersi negli ultimi giorni, ma conferma che sotto la volatilità i fondamentali societari continuano a fornire sostegno al mercato.
Commento finale:
In questa fase, azioni e obbligazioni sembrano muoversi soprattutto sulla velocità con cui cambiano le aspettative su inflazione e tassi. Basta un rallentamento del petrolio o una dichiarazione meno restrittiva della Fed per riportare rapidamente i compratori sul mercato. Questo dimostra che la domanda per l’azionario rimane presente, ma anche che l’equilibrio è diventato più fragile: con rendimenti elevati e valutazioni ancora importanti, saranno soprattutto utili e dati macroeconomici a dover giustificare la prosecuzione del rialzo.
I market movers di oggi sono: indice PMI del settore dei servizi in Cina, saldo della bilancia commerciale in Australia, indice PMI del settore dei servizi nell’Eurozona, richieste dei sussidi alla disoccupazione e saldo della bilancia commerciale negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,79%, China A50 -1,11%, Hang Seng -0,77%, il Nikkei ha chiuso a -2,69%, l’Australia -0,91%, Taiwan -1,51%, la Corea del Sud Kospi -3,45%, l’indice Indiano Sensex -0,69%. Il nostro FTSEMib -0,24%, Dax -0,50%, Ftse100 -0,30$, Cac40 -0,26%, Zurigo +0,20%. Lo S&P500 +0,46%, il Nasdaq +0,45%, il Russell2000 +1,13%. L’oro ha chiuso a 4.414,16 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 91,01$ per il wti e 95,63$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 73,985. Lo spread BTP/BUND 84,650. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,20%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,12%, China A50 +0,13%, Hang Seng -0,49%, il Nikkei ha chiuso a -0,64%, l’Australia -0,91%, Taiwan +0,06%, la Corea del Sud Kospi -0,95%, l’indice Indiano Sensex +0,21%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.473,14 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 90,39$ per il greggio e 94,83$per il brent. Infine, il Bitcoin quota 77.695 e l’Ethereum 2.421.
Buona giornata.


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