Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 11 minuti fa
- Tempo di lettura: 4 min
(31° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Ennio Flaiano: “La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia”
I mercati asiatici hanno chiuso in ordine sparso, senza riuscire a seguire il forte recupero di Wall Street guidato dai titoli tecnologici. La volatilità resta particolarmente elevata in Corea del Sud, segno che gli investitori continuano a interrogarsi sulla sostenibilità del rally legato all'intelligenza artificiale. L'indice MSCI Asia Pacific ha perso lo 0,7%, con la maggior parte dei settori in calo, mentre l'indice dei semiconduttori asiatici ha ceduto l'1%. Il Kospi sudcoreano ha terminato la seduta in ribasso dell'1,1%, dopo essere arrivato a guadagnare oltre il 2% nelle prime fasi della giornata. A Wall Street il clima è rimasto più costruttivo. I future sul Nasdaq 100 hanno proseguito il recupero grazie ai risultati societari, con Palantir in rialzo dopo aver migliorato le proprie stime di crescita. Amazon, invece, ha perso terreno dopo l'annuncio di Jeff Bezos di una nuova vendita di azioni, nonostante il titolo abbia recentemente raggiunto una capitalizzazione superiore ai 3.000 miliardi di dollari. Sul mercato valutario lo yen ha interrotto la fase di recupero, indebolendosi leggermente dopo quattro sedute consecutive di rialzo. Il movimento segue le indiscrezioni su un possibile nuovo intervento coordinato tra Giappone e Stati Uniti a sostegno della valuta nipponica, che continua a rappresentare uno degli elementi di maggiore attenzione per gli operatori. Il tema dominante resta comunque l'intelligenza artificiale. Dopo settimane di forti oscillazioni, gli investitori chiedono sempre più prove concrete che gli enormi investimenti in data center, cloud e semiconduttori siano in grado di tradursi in crescita degli utili e della redditività. La narrativa dell'AI rimane intatta, ma il mercato è diventato molto più selettivo e pretende risultati tangibili. L'attenzione si sposta ora sui prossimi dati macroeconomici statunitensi, in particolare sul mercato del lavoro, che potrebbero fornire indicazioni decisive sull'evoluzione della politica monetaria della Federal Reserve. Dopo i recenti movimenti del petrolio e delle aspettative d'inflazione, gli investitori sembrano preferire attendere nuovi dati piuttosto che prendere posizione sulla sola base delle dichiarazioni delle banche centrali. Anche il contesto geopolitico continua a influenzare il sentiment. Le dichiarazioni dell'amministrazione americana su una possibile riapertura dello Stretto di Hormuz hanno favorito un moderato recupero del petrolio, mentre i Treasury hanno restituito parte dei guadagni della seduta precedente, con il rendimento del decennale tornato intorno al 4,7%. Nel frattempo, i dati pubblicati negli Stati Uniti hanno mostrato un settore manifatturiero in accelerazione, con produzione e occupazione in miglioramento. Secondo diversi strategist, il mercato sta entrando in una nuova fase: dopo mesi dominati dai flussi speculativi e dalla corsa all'intelligenza artificiale, saranno sempre di più gli utili aziendali, la domanda reale e i dati macroeconomici a determinare la direzione dei mercati.
Commento Finale
La sensazione è che il mercato stia attraversando una fase di transizione. L'entusiasmo per l'intelligenza artificiale non è scomparso, ma oggi da solo non basta più a sostenere le valutazioni. Gli investitori stanno tornando a concentrarsi sui fondamentali: crescita degli utili, qualità dei bilanci, capacità di generare cassa e sostenibilità degli investimenti. È un passaggio naturale dopo una lunga corsa, ma anche un segnale importante. Le prossime settimane saranno decisive per capire se la leadership del comparto tecnologico saprà consolidarsi oppure se assisteremo a una rotazione più ampia verso altri settori. In un contesto simile, più che inseguire i movimenti di breve periodo, diventa fondamentale mantenere una visione d'insieme, distinguendo il rumore di mercato dai cambiamenti realmente strutturali.
I market movers di oggi sono: vendite al dettaglio in Italia, saldo della bilancia commerciale e nuove offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,70%, China A50 -0,82%, Hang Seng +0,12%, il Nikkei ha chiuso a -1,24%, l’Australia +0,15%, Taiwan +0,83%, la Corea del Sud Kospi -5,43%, l’indice Indiano Sensex +0,80%. Il nostro FTSEMib +1,34%, Dax +1,45%, Ftse100 -0,10%, Cac40 +1,22%, Zurigo +0,18%. Lo S&P500 +1,48%, il Nasdaq +2,13%, il Russell2000 +1,73%. L’oro ha chiuso a 4.090,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 80,34$ per il wti e 83,77$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 58,205. Lo spread BTP/BUND 79,470. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,86%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,15%, China A50 +0,92%, Hang Seng -0,78%, il Nikkei ha chiuso a -0,48%, l’Australia +1,25%, Taiwan -0,10%, la Corea del Sud Kospi -1,48%, l’indice Indiano Sensex +0,05%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.113,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 81,30$ per il greggio e 85,15$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 63.803 e l’Ethereum 1.863.
Buona giornata.


Commenti