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Pillole di Mercato

(30° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Benjamin Graham: “nel breve periodo il mercato è una macchina da voto, mentre nel lungo diventa una macchina da pesatura”

 

Le borse asiatiche hanno chiuso in calo per la seconda seduta consecutiva, mentre gli investitori hanno continuato a ridurre l’esposizione ai semiconduttori, sempre più dubbiosi sulla capacità degli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale di generare ritorni adeguati. A peggiorare il clima è stato anche il nuovo rialzo del petrolio, dopo la ripresa degli scontri in Medio Oriente. La Corea del Sud è rimasta l’epicentro delle vendite. Il Kospi ha perso il 9%, dopo il crollo dell’11% della seduta precedente, avviandosi verso la peggiore flessione su due giorni della sua storia. SK Hynix è arrivata a perdere il 20%, nonostante un aumento del 557% dell’utile trimestrale, risultato comunque inferiore alle aspettative molto elevate del mercato. Samsung Electronics, attesa alla prova dei conti, ha ceduto fino al 14%. Il peso delle due società sull’indice coreano è tale che, quando entrambe scendono contemporaneamente, diventa difficile trovare aree di protezione all’interno del mercato. Le vendite si sono estese al resto dell’Asia, con l’MSCI Asia Pacific in calo dell’1,5% sui livelli più bassi da metà aprile. Anche i future sul Nasdaq 100 hanno perso lo 0,7%. L’indice tecnologico americano arriva da cinque sedute consecutive negative, la serie peggiore dell’anno, ed è ormai vicino a una correzione tecnica. Le borse europee si preparavano a un’apertura debole. La pressione sul comparto tecnologico non dipende soltanto dai fondamentali. Il posizionamento era diventato estremamente affollato e una parte degli investitori sta ora riducendo l’esposizione in modo forzato. La velocità delle vendite riflette quindi anche dinamiche tecniche, leva finanziaria e psicologia del mercato. Il tema centrale resta la sostenibilità degli investimenti nell’intelligenza artificiale. SK Hynix prevede almeno 31 miliardi di dollari di spesa in conto capitale per l’anno, il livello più alto della propria storia. Alphabet ha recentemente portato fino a 205 miliardi di dollari la previsione dei propri investimenti. Queste cifre confermano che la costruzione delle infrastrutture AI prosegue a ritmo sostenuto, ma aumentano anche le domande sulla redditività futura. Il mercato non si limita più a osservare la crescita di ricavi e utili: vuole capire quanta cassa viene assorbita, quanto capitale sarà ancora necessario e in quanto tempo gli investimenti potranno tradursi in ritorni concreti. La reazione negativa di SK Hynix, nonostante la forte crescita degli utili, dimostra quanto la soglia delle aspettative si sia alzata. In questa fase, superare le stime non è più sufficiente se la composizione dei risultati, la guidance o le prospettive sui margini non risultano altrettanto convincenti. La rotazione è già visibile. Negli ultimi trenta giorni, mentre i titoli tecnologici hanno perso terreno, i comparti dei consumi discrezionali, della finanza e dell’energia sono stati tra i migliori in Asia. Gli investitori stanno quindi cercando opportunità in settori meno esposti alle valutazioni elevate e alla forte concentrazione che aveva caratterizzato il rally dell’AI. La tensione è aumentata anche sul fronte geopolitico. Il Brent è salito di quasi il 4%, superando gli 87 dollari al barile, dopo che gli Stati Uniti hanno dichiarato di aver intercettato un attacco iraniano contro le proprie truppe e di aver reagito militarmente. Il rimbalzo del greggio arriva dopo il più forte calo in tre giorni dall’aprile 2020 e riporta l’attenzione sullo Stretto di Hormuz. Un’interruzione dei flussi attraverso quest’area potrebbe ridurre l’offerta globale, aumentare i prezzi dell’energia e complicare ulteriormente il percorso dell’inflazione. Il rischio energetico si aggiunge quindi ai dubbi sulla tecnologia proprio mentre il mercato attende la decisione della Federal Reserve. La banca centrale dovrebbe lasciare invariati i tassi, ma gli investitori non escludono completamente un aumento a sorpresa. Secondo JPMorgan, la probabilità di un rialzo è inferiore al 30% attualmente incorporato nei prezzi. Lo scenario ritenuto più probabile è una pausa accompagnata però da un messaggio restrittivo, con la Fed intenzionata a mantenere alta la vigilanza sull’inflazione. Le recenti oscillazioni del petrolio rendono il quadro particolarmente instabile. Un nuovo aumento dei prezzi energetici potrebbe spingere la Fed verso una posizione più dura, mentre un’eventuale normalizzazione del greggio favorirebbe il processo di disinflazione. L’attenzione si sposta ora sulle trimestrali delle principali società tecnologiche americane. Microsoft e Meta pubblicheranno i risultati oggi, seguite il giorno successivo da Apple e Amazon. Questi conti saranno determinanti per capire se la correzione dell’AI rappresenti soltanto una fase di riequilibrio oppure l’inizio di una revisione più profonda delle valutazioni. Il mercato analizzerà soprattutto la crescita del cloud, la spesa in data center, il free cash flow, i margini e le indicazioni sui ritorni del capitale investito. Sul fronte societario, UBS ha annunciato un nuovo programma di riacquisto di azioni proprie da 3 miliardi di dollari, valido fino alla metà del 2027, offrendo maggiore visibilità agli azionisti sulla politica di remunerazione. Standard Chartered ha invece comunicato un buyback da un miliardo di dollari, dopo risultati del secondo trimestre superiori alle attese, nonostante le nuove restrizioni introdotte dalla Cina sui conti transfrontalieri.

 

Commento Finale

La nuova ondata di vendite sui semiconduttori mostra come il mercato sia passato rapidamente dall’entusiasmo alla richiesta di prove concrete. L’intelligenza artificiale resta una tendenza strutturale, ma il livello degli investimenti e delle valutazioni non consente più margini di errore. Quando le aspettative diventano così elevate, anche utili in forte crescita possono deludere. La correzione non indica necessariamente la fine del ciclo, ma segnala che la selezione sarà sempre più importante. Da ora in avanti non basterà appartenere al tema giusto: serviranno crescita di qualità, capacità di generare cassa e ritorni credibili sul capitale impiegato.

 

I market movers di oggi sono: CPI (inflazione) in Australia, decisione sui tassi di interesse da parte della Fed negli Stati Uniti (attuali 3,75% - aspettative 3,75%).

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -1,24%, China A50 -2,53%, Hang Seng -0,07%, il Nikkei ha chiuso a -4,12%, l’Australia +0,48%, Taiwan -4,17%, la Corea del Sud Kospi -10,57%, l’indice Indiano Sensex +0,02%. Il nostro FTSEMib -0,69%, Dax +0,52%, Ftse100 +0,83%, Cac40 +0,63%, Zurigo +1,04%. Lo S&P500 +0,21%, il Nasdaq -0,22%, il Russell2000 +0,20%. L’oro ha chiuso a 4.038,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 79,26$ per il wti e 82,08$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 55,935. Lo spread BTP/BUND 82,170. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,21%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,26%, China A50 -0,35%, Hang Seng +1,377%, il Nikkei ha chiuso a -1,68%, l’Australia +1,12%, Taiwan -4,50%, la Corea del Sud Kospi -7,40%, l’indice Indiano Sensex +1,13%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.026,00 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 81,95$ per il greggio e 84,52$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 63.838 e l’Ethereum 1.903.

 

Buona giornata.

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