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Pillole di Mercato

(29° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Salvator Rosa: “Gli avari sono tutori non padroni delle loro ricchezze”

 

I titoli dei semiconduttori hanno proseguito il recupero a livello globale, sostenuti dal ritorno degli acquisti sul tema dell’intelligenza artificiale. Dopo settimane di forte volatilità, una parte degli investitori è tornata a scommettere sul fatto che il ciclo dell’AI abbia ancora spazio per svilupparsi. Allo stesso tempo, il petrolio è salito nuovamente, alimentato dal crescente pessimismo sulle possibilità di una rapida soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran. L’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato circa l’1%, proseguendo il rimbalzo iniziato nella seduta precedente. In Corea del Sud il Kospi, particolarmente sensibile agli investimenti legati all’intelligenza artificiale, è salito del 4%, mentre Samsung Electronics e SK Hynix hanno guidato i rialzi. La recente correzione del mercato sudcoreano era stata aggravata dalla chiusura forzata di numerose posizioni a leva. Il Kospi era arrivato a perdere quasi il 30% dai massimi, ma ora il processo di riduzione della leva finanziaria sembra avvicinarsi alla conclusione. Questo sta consentendo agli investitori di tornare a concentrarsi sui fondamentali delle aziende, anziché sui flussi tecnici generati dalle vendite automatiche. Il recupero asiatico ha seguito il rialzo superiore al 5% registrato dal comparto dei semiconduttori statunitensi. Il settore era entrato temporaneamente in una fase ribassista, con perdite superiori al 20% dai massimi, ma nelle ultime sedute ha mostrato segnali di stabilizzazione. Il mercato attende ora le trimestrali di Alphabet e Tesla, che rappresentano un passaggio decisivo per comprendere se gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale siano in grado di produrre ricavi e utili sufficienti a sostenere valutazioni ancora elevate. Nonostante il recupero dei chip, il clima resta prudente. I future sul Nasdaq 100 hanno registrato una lieve flessione, così come quelli sull’S&P 500, mentre le borse europee si preparavano a un’apertura poco movimentata. Gli investitori sembrano quindi disposti a tornare sul settore tecnologico, ma senza abbandonare completamente la cautela. La principale fonte di incertezza continua ad arrivare dal petrolio. Il Brent è salito dell’1,4%, superando i 92 dollari al barile, dopo che il presidente Donald Trump ha ridimensionato le possibilità di un rapido avvio dei negoziati con l’Iran. Il rialzo del greggio ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione e ha contribuito a spingere i rendimenti dei Treasury sui livelli più alti degli ultimi due mesi. Il mercato teme infatti che un petrolio stabilmente sopra i 90 dollari possa rallentare il processo di disinflazione e costringere la Federal Reserve a mantenere i tassi elevati più a lungo o, nello scenario più restrittivo, a valutare nuovi rialzi. Anche l’oro ha mostrato un comportamento particolarmente interessante. Nonostante la crescita dei rendimenti obbligazionari, il metallo prezioso è salito fino a circa 4.142 dollari l’oncia, toccando il livello più alto delle ultime due settimane. Normalmente rendimenti reali più elevati e un dollaro più forte rappresentano elementi negativi per l’oro. Questa volta, però, gli acquisti delle banche centrali e la ricerca di diversificazione da parte degli investitori sembrano aver prevalso. L’oro continua quindi a beneficiare del proprio ruolo di riserva strategica in un contesto caratterizzato da tensioni geopolitiche, inflazione incerta e crescente volatilità. Anche gli altri metalli preziosi hanno registrato rialzi. L’argento è salito dell’1,5%, avvicinandosi ai 60 dollari l’oncia, mentre il platino ha proseguito il proprio recupero. Sul mercato valutario, lo yen è rimasto vicino ai minimi degli ultimi quarant’anni, dopo aver superato quota 163 contro il dollaro. Il movimento continua a mettere sotto pressione le autorità giapponesi, che hanno nuovamente dichiarato di essere pronte a intervenire qualora la debolezza della valuta diventasse eccessiva o disordinata. La combinazione tra petrolio in rialzo, inflazione potenzialmente più persistente e rendimenti obbligazionari elevati resta quindi uno dei principali rischi per i mercati. Finora, però, gli utili societari stanno aiutando a compensare queste pressioni. Secondo Tim Waterer di KCM Trade, il mercato sta imparando a convivere con prezzi dell’energia più elevati, ma la vera domanda è per quanto tempo questo equilibrio potrà reggere. Per il momento, risultati aziendali ancora solidi stanno distogliendo l’attenzione degli investitori dai rischi macroeconomici. L’attenzione si concentra ora sulla stagione delle trimestrali. Quasi il 20% della capitalizzazione dell’S&P 500 pubblicherà i risultati nel corso della settimana. Alphabet e Intel offriranno indicazioni particolarmente importanti sulla trasformazione dell’industria tecnologica e sulla sostenibilità degli investimenti in infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Il mercato non vuole più soltanto sapere quanto le aziende stanno investendo. Vuole capire quali ritorni economici stanno ottenendo, quanto velocemente stanno crescendo i ricavi e se i bilanci possono sostenere ancora a lungo questo livello di spesa. Secondo Bret Kenwell di eToro, il peso della prova è cambiato. Gli investitori non si limitano più a chiedersi se le aziende siano in grado di resistere all’incertezza. Ora pretendono crescita e indicazioni future sufficientemente forti da giustificare valutazioni così elevate. È proprio questa maggiore severità ad aver provocato la recente correzione dei semiconduttori. Il mercato non ha necessariamente abbandonato la storia dell’intelligenza artificiale, ma ha iniziato a distinguere con maggiore attenzione tra società realmente capaci di trasformare gli investimenti in profitti e aziende sostenute soprattutto dalle aspettative. Alcuni strategist continuano comunque a considerare la correzione come un normale riequilibrio dopo un rialzo troppo rapido. Secondo Adam Turnquist di LPL Financial, il contesto di lungo periodo per l’intelligenza artificiale resta intatto e il recente calo appare più simile a una pausa salutare che a un deterioramento strutturale del tema. Sul fronte societario, Super Micro Computer ha guadagnato circa il 15% nelle contrattazioni successive alla chiusura dopo aver comunicato ordini trimestrali per oltre 60 miliardi di dollari e un portafoglio ordini record. Il dato rafforza l’idea che la domanda di server e infrastrutture destinate all’intelligenza artificiale rimanga ancora molto sostenuta. SpaceX si prepara invece a uno dei più grandi sblocchi azionari mai osservati sui mercati privati, con titoli per un valore potenziale di circa 116 miliardi di dollari che potrebbero diventare negoziabili per la prima volta nel mese successivo. Cathay Pacific ha infine previsto un forte aumento dell’utile netto semestrale, sostenuto dalla crescita della domanda sia nel trasporto passeggeri sia in quello delle merci.

 

Commento Finale

Il recupero dei semiconduttori non significa che tutte le preoccupazioni siano scomparse. Significa piuttosto che il mercato sta cercando un nuovo equilibrio dopo una correzione molto rapida. La storia dell’intelligenza artificiale resta forte, ma non è più sufficiente affidarsi alla narrativa. Da questo momento in poi saranno i numeri a fare la differenza: ricavi, margini, ordini, free cash flow e ritorni sugli investimenti. Allo stesso tempo, petrolio e rendimenti obbligazionari ricordano che il contesto macroeconomico continua a essere impegnativo. In una fase così, la disciplina consiste nel non confondere un rimbalzo con una conferma definitiva e una correzione con la fine di un ciclo. Il mercato seleziona, mette alla prova le aspettative e premia chi riesce a distinguere una tendenza strutturale da un semplice eccesso di prezzo.

 

I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Giappone, CPI (inflazione) in Gran Bretagna, scorte di petrolio greggio negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,75%, China A50 +1,62%, Hang Seng -0,21%, il Nikkei ha chiuso a +2,53%, l’Australia -0,16%, Taiwan +3,86%, la Corea del Sud Kospi +3,28%, l’indice Indiano Sensex -0,32%. Il nostro FTSEMib +0,81%, Dax +0,66%, Ftse100 +0,58%, Cac40 +0,28%, Zurigo +0,31%. Lo S&P500 +0,89%, il Nasdaq +1,29%, il Russell2000 +1,53%. L’oro ha chiuso a 4.076,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 84,34$ per il wti e 91,01$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 59,930. Lo spread BTP/BUND 83,310. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,05%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,06%, China A50 +0,13%, Hang Seng -1,02%, il Nikkei ha chiuso a +0,07%, l’Australia +0,27%, Taiwan +1,72%, la Corea del Sud Kospi +2,22%, l’indice Indiano Sensex -0,87%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura debole mentre gli Stati Uniti sono negativi. L’oro si attesta a 4.127,95 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 85,52$ per il greggio e 92,37$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 66.040 e l’Ethereum 1.921.

 

Buona giornata.

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