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Pillole di Mercato

(29° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Abraham Maslow: “Se l’unico strumento che hai in mano è un martello, ogni cosa inizierà a sembrarti un chiodo”

 

Le borse asiatiche hanno chiuso in netto ribasso, trascinate ancora una volta dal comparto dei semiconduttori, mentre cresce il timore che il rally legato all'intelligenza artificiale possa aver raggiunto valutazioni troppo elevate per essere sostenuto senza risultati sempre più convincenti. Anche il petrolio ha mostrato volatilità, dopo che le nuove tensioni tra Stati Uniti e Iran hanno riacceso le preoccupazioni sulla sicurezza delle forniture energetiche. L'epicentro delle vendite è stato ancora una volta la Corea del Sud. Il Kospi, considerato uno degli indici più rappresentativi del tema AI grazie al peso di Samsung Electronics e SK Hynix, ha perso fino al 7,6%. Anche il Nikkei giapponese ha ceduto il 2,5%, contribuendo a spingere l'indice MSCI Asia Pacific in calo dell'1,2%, interrompendo così due sedute consecutive di rialzo. A raffreddare ulteriormente il sentiment è stata un'indiscrezione pubblicata da The Information, secondo cui ASML, azienda chiave nella produzione di macchinari per semiconduttori, starebbe valutando un aumento dei prezzi. Gli investitori attendono ora con particolare attenzione i risultati trimestrali di Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC), considerati un importante banco di prova per valutare se la domanda di infrastrutture destinate all'intelligenza artificiale continui a giustificare le elevate aspettative del mercato. Nonostante la debolezza asiatica, i future statunitensi ed europei hanno mostrato una certa stabilità, suggerendo un'apertura leggermente positiva. Sul fronte delle materie prime, il Brent ha cancellato i guadagni iniziali provocati dai nuovi raid americani contro l'Iran, tornando a scendere dello 0,4% intorno a 84,6 dollari al barile dopo tre sedute consecutive di rialzo. Il mercato continua quindi a interrogarsi sulla sostenibilità del ciclo dell'intelligenza artificiale. Dopo una corsa eccezionale - il Kospi guadagna ancora oltre il 60% da inizio anno - è fisiologico assistere a prese di profitto. Tuttavia, il vero interrogativo riguarda la capacità delle aziende del settore di continuare a generare una crescita degli utili sufficiente a sostenere valutazioni ormai molto elevate. John Woods, Chief Investment Officer Asia di Lombard Odier, ha espresso una particolare preoccupazione per l'eccesso di leva finanziaria presente tra gli investitori retail sudcoreani, ricordando come le fasi di forte speculazione raramente si concludano senza conseguenze significative. Nel frattempo, Jensen Huang, fondatore e CEO di Nvidia, ha ribadito che la nuova generazione di sistemi di accelerazione AI Vera Rubin è già in produzione e procede secondo i tempi previsti, confermando che, almeno dal punto di vista industriale, la domanda per l'intelligenza artificiale continua a rimanere molto robusta. Sul mercato obbligazionario, i titoli di Stato australiani e neozelandesi hanno beneficiato del dato sull'inflazione alla produzione statunitense, inferiore alle attese, che ha favorito un recupero dei Treasury americani e ridotto ulteriormente le probabilità di nuovi rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve nel breve periodo. Il dollaro è rimasto sostanzialmente stabile dopo due sedute di indebolimento, mentre l'oro ha perso circa lo 0,5%, interrompendo il recupero delle giornate precedenti. L'indice asiatico dei produttori di semiconduttori ha registrato un ribasso del 3,1%, avviandosi verso la peggior chiusura dell'ultimo mese. Secondo Suresh Tantia di UBS Global Wealth Management, una fase di consolidamento dopo un rialzo superiore al 100% rappresenta un comportamento del tutto naturale del mercato e non modifica la visione positiva di lungo periodo sull'azionario sudcoreano, che viene interpretato come una semplice pausa all'interno del ciclo rialzista. Più prudente invece il commento degli strategist di Bloomberg, secondo cui la debolezza del Kospi potrebbe trasformarsi in un segnale anticipatore anche per gli altri mercati globali, proprio perché l'indice sudcoreano era stato uno dei principali leader della fase rialzista legata all'intelligenza artificiale. In Corea del Sud cresce inoltre l'attenzione delle autorità di vigilanza verso gli ETF a leva lanciati recentemente su Samsung Electronics e SK Hynix. Questi strumenti, che amplificano di due volte i movimenti giornalieri dei titoli sottostanti, sono accusati da molti operatori di aver accentuato la volatilità attraverso continui ribilanciamenti automatici. Sul fronte geopolitico, la tregua temporanea tra Stati Uniti e Iran appare ormai sostanzialmente compromessa. Le tensioni sul controllo dello Stretto di Hormuz continuano ad aumentare, mentre il presidente Donald Trump ha dichiarato che i bombardamenti proseguiranno finché Teheran non interromperà gli attacchi alle navi commerciali e non garantirà nuovamente la libera navigazione. Se i dati sull'inflazione americana hanno temporaneamente ridotto le preoccupazioni per ulteriori rialzi dei tassi, il deterioramento della situazione nel Golfo Persico riporta invece al centro dell'attenzione il rischio energetico. Come osserva David Russell di TradeStation, il calo dell'inflazione registrato a giugno è stato favorito soprattutto dalla discesa dei prezzi dell'energia, ma questo beneficio potrebbe rapidamente svanire se lo Stretto di Hormuz dovesse restare bloccato ancora a lungo.

 

Commento Finale

I mercati ci ricordano spesso che le grandi tendenze non procedono mai in linea retta. Anche i temi più forti, come quello dell'intelligenza artificiale, attraversano inevitabilmente fasi di consolidamento, prese di profitto e maggiore selettività. La vera sfida per un investitore non è prevedere ogni correzione, ma distinguere ciò che rappresenta un semplice rallentamento da un cambiamento strutturale del ciclo. Restare disciplinati, evitare l'eccesso di entusiasmo e continuare a osservare i fondamentali permette di affrontare anche le fasi più volatili con maggiore lucidità. Spesso non è il mercato a mettere alla prova gli investitori, ma la loro capacità di mantenere un metodo quando le emozioni prendono il sopravvento.

 

I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale, produzione industriale in Gran Bretagna, CPI (inflazione) in Italia, vendite al dettaglio, richiesta dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,04%, China A50 +0,36%, Hang Seng +1,42%, il Nikkei +1,10%, l’Australia +0,25%, Taiwan +2,52%, la Corea del Sud Kospi +6,13%, l’indice Indiano Sensex +0,71%. Il nostro FTSEMib -0,85%, Dax -0,59%, Ftse100 -0,13%, Cac40 +0,19%, Zurigo +0,46%. Lo S&P500 +0,38%, il Nasdaq +0,62%, il Russell2000 +0,39%. L’oro ha chiuso a 4.051,80 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 79,60$ per il wti e 84,95$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 54,755. Lo spread BTP/BUND 77,170. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,67%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,89%, China A50 -0,99%, Hang Seng +1,75%, il Nikkei -2,86%, l’Australia -0,17%, Taiwan -0,36%, la Corea del Sud Kospi -6,33%, l’indice Indiano Sensex +0,25%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura intorno alla parità mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.036,55 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 79,35$ per il greggio e 84,51$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 64.599 e l’Ethereum 1.917.

 

Buona giornata.

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