Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 14 lug
- Tempo di lettura: 4 min
(29° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Libro di Daniele: “I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”
Il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha riportato il petrolio al centro dell’attenzione dei mercati finanziari, alimentando i timori di un’interruzione delle forniture energetiche e di una nuova pressione inflazionistica. Il Brent ha superato gli 83 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato l’intenzione di ripristinare il blocco delle navi iraniane in transito nello Stretto di Hormuz e di imporre controlli su tutte le altre imbarcazioni commerciali che attraversano uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il commercio del petrolio. L’escalation geopolitica ha pesato immediatamente sui mercati. Wall Street ha interrotto due sedute consecutive di rialzo, con l’S&P 500 in calo, penalizzato soprattutto dalla nuova debolezza del comparto dei semiconduttori. Anche il mercato obbligazionario ha subito pressioni, mentre gli operatori hanno aumentato le probabilità di un rialzo dei tassi della Federal Reserve già nella riunione di luglio, dopo che il governatore Christopher Waller ha ribadito come un ulteriore intervento restrittivo potrebbe rendersi necessario per contenere le pressioni sui prezzi. Le nuove ostilità tra Washington e Teheran hanno ridimensionato le speranze di una rapida normalizzazione del traffico nello Stretto di Hormuz. A rafforzare ulteriormente il clima di tensione sono arrivate le dichiarazioni di Trump, che ha annunciato ulteriori operazioni militari contro l'Iran nei giorni successivi, alimentando nuove preoccupazioni sulla stabilità dell'area. Secondo Ian Lyngen di BMO Capital Markets, il settore energetico è tornato ad essere il principale motore dei mercati globali: finché la situazione nello Stretto di Hormuz non mostrerà segnali concreti di miglioramento, lo scenario più probabile resta quello di prezzi del petrolio elevati, aspettative di inflazione più alte e tassi d'interesse destinati a rimanere restrittivi, con inevitabili ripercussioni sulla volatilità dei mercati azionari. Questo nuovo contesto arriva proprio mentre Wall Street si prepara all'avvio della stagione delle trimestrali, in un momento in cui gli investitori stanno cercando di capire se gli enormi investimenti effettuati nell'intelligenza artificiale saranno in grado di tradursi in una crescita degli utili sufficiente a giustificare le valutazioni raggiunte dal settore tecnologico. Secondo Carson Group, sarà proprio l'intelligenza artificiale a rappresentare il principale fattore di guida dei mercati nelle prossime settimane. Tuttavia, la continua volatilità che sta colpendo i produttori di semiconduttori rende più difficile una ripresa stabile del comparto tecnologico, soprattutto in presenza di un petrolio nuovamente in rialzo e di un quadro geopolitico sempre più complesso. Chris Larkin di E*Trade, società del gruppo Morgan Stanley, sottolinea inoltre come i dati sull'inflazione attesi nei prossimi giorni potrebbero avere un impatto inferiore rispetto al passato. Un eventuale rallentamento dell'indice dei prezzi al consumo, favorito anche dal recente calo della benzina, rischierebbe infatti di essere compensato dalle nuove tensioni sul petrolio. Ancora più importante sarà il dato sui prezzi alla produzione, che potrebbe confermare come le pressioni inflazionistiche a monte della filiera restino ancora elevate. Nelle stesse giornate il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, terrà le sue prime audizioni davanti al Congresso, appuntamenti particolarmente attesi dai mercati. Sul fronte societario continuano ad arrivare segnali contrastanti dal settore dell'intelligenza artificiale. La correzione dei titoli coreani legati ai semiconduttori si è estesa anche agli Stati Uniti, dove gli ADR di SK Hynix hanno registrato un deciso ribasso, riaccendendo il dibattito sulla sostenibilità del rally dell'AI. Allo stesso tempo, Meta ha annunciato un ulteriore investimento da 40 miliardi di dollari nel proprio campus di data center in Louisiana, portando l'impegno complessivo oltre i 250 miliardi di dollari. Intel investirà invece 5 miliardi di euro per ampliare il proprio stabilimento in Irlanda nel tentativo di rafforzare la capacità produttiva destinata al mercato dell'intelligenza artificiale. Taiwan Semiconductor Manufacturing (TSMC) ha comunicato una crescita del 36% delle vendite trimestrali, confermando che la domanda globale di infrastrutture AI rimane estremamente robusta. Infine, Wells Fargo ha suggerito che Disney potrebbe rilanciare il valore del titolo valutando la cessione della propria attività di streaming.
Commento Finale
Questa settimana il mercato ci ricorda ancora una volta quanto sia fragile l'equilibrio tra economia, geopolitica e tecnologia. Da una parte l'intelligenza artificiale continua a rappresentare uno dei più grandi motori di crescita degli ultimi anni; dall'altra basta una crisi geopolitica in un punto strategico del pianeta per cambiare rapidamente le aspettative su inflazione, tassi e mercati finanziari. Investire oggi significa convivere con questa complessità senza farsi guidare né dall'entusiasmo né dalla paura. Chi riesce a mantenere disciplina e visione di lungo periodo non elimina l'incertezza, ma impara a trasformarla in un vantaggio competitivo.
I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Cina, variazione dell’occupazione settimanale elaborato dall’ADP negli Stati Unit.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -1,54%, China A50 -0,44%, Hang Seng -0,36%, il Nikkei -2,32%, l’Australia -0,11%, Taiwan +0,13%, la Corea del Sud Kospi -7,80%, l’indice Indiano Sensex -0,39%. Il nostro FTSEMib +0,37%, Dax +0,19%, Ftse100 +0,01%, Cac40 +0,31%, Zurigo +0,22%. Lo S&P500 -0,79%, il Nasdaq -1,55%, il Russell2000 -0,83%. L’oro ha chiuso a 4.005,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 78,14$ per il wti e 83,33$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 52,460. Lo spread BTP/BUND 79,010. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,15%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,66%, China A50 -0,11%, Hang Seng -0,39%, il Nikkei +0,09%, l’Australia -0,21%, Taiwan -2,46%, la Corea del Sud Kospi -0,90%, l’indice Indiano Sensex -0,59%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.027,25 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 79,80$ per il greggio e 84,92$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 62.657 e l’Ethereum 1.783,80.
Buona giornata.


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