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Pillole di Mercato

(29° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Robert Ditts: “Il compito di un leader è quello di portare le persone da dove si trovano a dove non sono mai state prima”

 

Le borse asiatiche hanno registrato un deciso rialzo dopo che i dati sull’inflazione statunitense, risultati inferiori alle attese, hanno spinto gli investitori a ridimensionare le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve. Allo stesso tempo, il tema dell’intelligenza artificiale è tornato a sostenere il comparto tecnologico, mentre il petrolio ha continuato a salire per il terzo giorno consecutivo a causa delle rinnovate tensioni geopolitiche in Medio Oriente. L’indice MSCI Asia Pacific è salito del 2%, mettendo a segno la migliore seduta dell’ultimo mese, trainato soprattutto dai titoli tecnologici. In evidenza la Corea del Sud, con il Kospi in rialzo del 7%, che torna ad essere il principale indice azionario mondiale per performance da inizio anno. SK Hynix ha guadagnato l’11%, beneficiando del ritorno di interesse verso i semiconduttori. A rafforzare ulteriormente il sentiment positivo sul settore è stata anche ASML, che ha pubblicato risultati superiori alle attese e una guidance sul terzo trimestre migliore delle previsioni, confermando che la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale continua a rimanere molto solida. Anche i future sul Nasdaq 100 hanno reagito positivamente, avanzando dello 0,7%. Sul fronte obbligazionario, il calo dell’inflazione americana ha favorito una discesa dei rendimenti dei Treasury, mentre il dollaro ha proseguito la propria fase di indebolimento. Gli investitori hanno infatti ridotto le probabilità che la Federal Reserve possa intervenire con un rialzo dei tassi già nel mese di luglio, sostenendo anche i titoli di Stato di Giappone e Australia. Nonostante il miglioramento del sentiment sui mercati finanziari, resta però alta l’attenzione sul fronte geopolitico. Il Brent è salito dell’1%, raggiungendo circa 85,5 dollari al barile dopo il balzo dell’11% registrato nelle due sedute precedenti. A sostenere il prezzo del greggio sono state le nuove minacce del presidente Donald Trump nei confronti dell’Iran e la ripresa del blocco navale statunitense sul traffico marittimo iraniano nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di energia. Secondo Tiffany Wilding di PIMCO, il dato sull’inflazione rappresenta un importante sollievo per i mercati. Pur non eliminando completamente la possibilità di ulteriori strette monetarie, rende decisamente meno probabile un rialzo dei tassi già nella riunione di luglio. Gli analisti di Bloomberg osservano tuttavia come il mercato sembri sottovalutare il rischio energetico. I prezzi dei carburanti raffinati stanno infatti crescendo molto più rapidamente rispetto al petrolio greggio, segnalando che eventuali problemi nelle forniture potrebbero avere effetti più persistenti su inflazione, obbligazioni, credito e mercati azionari di quanto oggi venga scontato dagli investitori. Anche il comparto dei semiconduttori ha mostrato segnali di stabilizzazione dopo la recente volatilità. L’indice asiatico del settore è salito del 3,5%, mentre le azioni statunitensi di SK Hynix hanno continuato a correre, arrivando a trattare con un premio superiore al 50% rispetto alle azioni quotate a Seul appena pochi giorni dopo il debutto sul mercato americano. Secondo Kazuhiro Sasaki di Phillip Securities Japan, la fase più acuta della volatilità sembra essersi attenuata e gli investitori stanno tornando gradualmente ad acquistare titoli del settore. Tuttavia, non si osserva ancora un ritorno indiscriminato verso tutta la tecnologia: la rotazione settoriale continua, con particolare interesse anche verso il comparto bancario, sostenuto dalle solide trimestrali pubblicate negli Stati Uniti. Sul fronte cinese, le vendite al dettaglio hanno sorpreso positivamente con una crescita dell’1% dopo il calo dello 0,6% del mese precedente, mentre la produzione industriale è aumentata del 5,3%, oltre le aspettative. Il tasso di disoccupazione urbana è sceso al 5%. Nonostante questi dati incoraggianti, la crescita complessiva del PIL cinese continua però a rallentare. Nei mercati delle materie prime, l’oro ha perso parte del recupero della seduta precedente, scendendo dello 0,6% intorno ai 4.030 dollari l’oncia, mentre il dollaro si è indebolito contro la maggior parte delle principali valute. Nel corso della sua audizione al Congresso, il presidente della Federal Reserve Kevin Warsh ha ribadito che la banca centrale non intende abbassare la guardia sull’inflazione. Pur riconoscendo che il dato di giugno è stato migliore delle attese, ha sottolineato come il percorso verso il target del 2% sia ancora lontano, dichiarando che "non è assolutamente il momento di considerare conclusa la missione". Sul fronte societario, Reuters ha riportato che Stripe e Advent International avrebbero presentato un'offerta per acquisire PayPal con una valutazione superiore ai 53 miliardi di dollari. In Cina, invece, DeepSeek, una delle principali società attive nell'intelligenza artificiale, avrebbe avviato i preparativi per una possibile quotazione in Borsa entro la fine dell'anno.

 

Commento Finale

Questa settimana i mercati hanno dimostrato ancora una volta quanto sia sottile il confine tra ottimismo e prudenza. Un solo dato sull'inflazione è bastato per riaccendere l'interesse verso la tecnologia e l'intelligenza artificiale, ma il rialzo del petrolio ricorda che i rischi geopolitici restano tutt'altro che risolti. Investire significa proprio questo: saper convivere con informazioni spesso contrastanti, evitando sia l'euforia sia il pessimismo. I mercati cambiano continuamente, ma chi mantiene disciplina, metodo e capacità di adattamento è spesso nella posizione migliore per trasformare l'incertezza in opportunità.

 

I market movers di oggi sono: PIL 2° trimestre, produzione industriale, tasso di disoccupazione in Cina, produzione industriale nell’Eurozona, decisione sui tassi di interesse da parte della BoC in Canada (attuale 2,25% - aspettative 2,25%).

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,66%, China A50 -0,11%, Hang Seng -0,39%, il Nikkei +0,09%, l’Australia -0,21%, Taiwan -2,46%, la Corea del Sud Kospi -0,90%, l’indice Indiano Sensex -0,59%. Il nostro FTSEMib +0,10%, Dax +0,13%, Ftse100 +0,30%, Cac40 +0,03%, Zurigo -0,17%. Lo S&P500 +0,38%, il Nasdaq +0,90%, il Russell2000 +0,43%. L’oro ha chiuso a 4.069,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 79,34$ per il wti e 84,73$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 54,155. Lo spread BTP/BUND 76,050. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,50%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,04%, China A50 +0,36%, Hang Seng +1,42%, il Nikkei +1,10%, l’Australia +0,25%, Taiwan +2,52%, la Corea del Sud Kospi +6,13%, l’indice Indiano Sensex +0,71%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura intorno alla parità mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.030,25 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 79,83$ per il greggio e 85,46$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 64.665 e l’Ethereum 1.873.

 

Buona giornata.

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