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Pillole di Mercato

(24° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Gian Piero Quaglino: “Le persone cambiano in quanto apprendono, le organizzazioni apprendono in quanto cambiano”

 

Nel giro di pochi giorni il mercato è passato dalla paura alla speranza. Dopo settimane dominate da tensioni geopolitiche, volatilità in aumento, rendimenti in rialzo e dubbi sulla tenuta del rally dell’intelligenza artificiale, è bastato un cambio di tono sul fronte iraniano per riportare gli investitori verso gli asset più rischiosi. L’azionario globale ha reagito con forza. L’indice MSCI Asia Pacific ha registrato il miglior rialzo degli ultimi due mesi, trainato soprattutto dalla Corea del Sud, dove il Kospi ha messo a segno un balzo superiore all’8%, confermandosi ancora una volta uno dei principali termometri dell’intero ecosistema AI mondiale. Anche i future americani hanno immediatamente recepito il cambiamento di scenario, con gli investitori tornati a scommettere che il peggio della crisi geopolitica possa essere ormai alle spalle. Il vero elemento di svolta è arrivato dalle dichiarazioni del presidente Trump, che ha affermato che gli Stati Uniti sarebbero molto vicini a un accordo con l’Iran e che la guerra potrebbe essere considerata sostanzialmente conclusa. Come sempre accade nei mercati, non conta soltanto ciò che è successo, ma soprattutto ciò che gli investitori iniziano a immaginare possa accadere dopo. E il messaggio che il mercato sta cercando di prezzare è abbastanza chiaro: meno rischio geopolitico significa meno pressione sul petrolio, meno pressione sull’inflazione e, di conseguenza, minore necessità per le banche centrali di mantenere condizioni monetarie particolarmente restrittive. Il primo asset a riflettere questo cambiamento è stato proprio il petrolio. Il Brent è sceso sotto i 90 dollari al barile, allontanandosi sensibilmente dai massimi registrati durante le fasi più acute della crisi. Non si tratta soltanto di una questione energetica. Negli ultimi mesi il petrolio era diventato il principale collegamento tra guerra, inflazione e politica monetaria. Ogni rialzo del greggio aumentava il rischio di una nuova accelerazione dei prezzi al consumo e costringeva il mercato a rinviare le aspettative di taglio dei tassi. Ora il processo si sta invertendo. Con il petrolio in calo, gli investitori iniziano nuovamente a guardare con maggiore fiducia agli utili aziendali e alla crescita economica. Anche il mercato obbligazionario ha reagito in modo coerente. I rendimenti americani si sono stabilizzati e le aspettative sui tassi della Federal Reserve si sono spostate verso scenari meno aggressivi. Solo pochi giorni fa il mercato prezzava quasi completamente un rialzo dei tassi entro fine anno. Oggi quelle aspettative si sono notevolmente ridimensionate. Questa è una dinamica importante perché ci ricorda quanto velocemente possano cambiare le aspettative quando il principale fattore di rischio viene percepito come meno minaccioso. Ma il vero protagonista continua a essere l’intelligenza artificiale. Se nelle ultime settimane la narrativa dominante era diventata quella della correzione, delle valutazioni elevate e dei timori di bolla, oggi il mercato è tornato a concentrarsi sui fondamentali che hanno sostenuto il rally per gran parte dell’anno. L’IPO di SpaceX rappresenta probabilmente il simbolo più evidente di questa fase. La più grande quotazione della storia ha raccolto 75 miliardi di dollari e ha registrato una domanda superiore di oltre quattro volte all’offerta disponibile. Ancora più interessante è il fatto che il mercato grigio stia già prezzando un rialzo superiore al 35% rispetto al prezzo di collocamento. Al di là del singolo titolo, il messaggio è molto più ampio. Gli investitori continuano a mostrare una disponibilità enorme a finanziare le aziende considerate strategiche per il prossimo ciclo tecnologico. E SpaceX non viene più percepita soltanto come una società spaziale. Oggi il mercato la vede come un ecosistema che integra satelliti, connettività globale, infrastrutture dati e applicazioni di intelligenza artificiale. Questo spiega perché l’attenzione non sia concentrata soltanto sul debutto di SpaceX, ma anche sulle possibili future quotazioni di OpenAI e Anthropic. Per molti investitori stiamo entrando in una fase storica in cui alcune delle aziende private più influenti dell’ultimo decennio stanno finalmente diventando accessibili al mercato pubblico. Naturalmente questo non significa che i rischi siano scomparsi. L’accordo con l’Iran non è ancora stato firmato. Le autorità iraniane continuano a inviare segnali contrastanti e non esiste ancora una conferma definitiva dell’intesa. Anche il quadro macroeconomico resta delicato. L’inflazione non è tornata sotto controllo in modo definitivo e le banche centrali continuano a monitorare con attenzione ogni dato relativo ai prezzi e al mercato del lavoro. Inoltre, dopo il forte rimbalzo delle ultime sedute, il mercato si trova nuovamente vicino a livelli di entusiasmo molto elevati. E sappiamo bene che quando il posizionamento torna rapidamente dalla paura all’euforia, la volatilità può riaffacciarsi in qualsiasi momento.

 

Commento finale

La settimana sta mostrando quanto rapidamente possano cambiare le dinamiche di mercato quando il principale fattore di rischio perde intensità. Fino a pochi giorni fa gli investitori erano concentrati su guerra, inflazione e possibili rialzi dei tassi. Oggi l’attenzione è tornata su utili, crescita e intelligenza artificiale. Il trend di lungo periodo rimane costruttivo e l’AI continua a rappresentare il motore principale del mercato. Tuttavia, il passaggio dalla paura all’ottimismo è stato estremamente rapido e questo richiede disciplina. I mercati stanno nuovamente prezzando uno scenario quasi ideale: de-escalation geopolitica, petrolio in calo, tassi più stabili e crescita degli utili sostenuta. È uno scenario possibile, ma non ancora garantito. Per questo motivo il messaggio resta lo stesso: seguire il trend senza dimenticare che la gestione del rischio è ciò che permette di restare investiti abbastanza a lungo da beneficiare davvero delle opportunità che il mercato offre.

 

I market movers di oggi: produzione industriale in Giappone, CPI (inflazione) in Germania, saldo della bilancia commerciale e produzione industriale in Gran Bretagna, previsione dell’indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativo. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,37%, China A50 -0,39%, Hang Seng -1,09%, il Nikkei +0,09%, l’Australia -0,02%, Taiwan -0,14%, la Corea del Sud Kospi -0,47%, l’indice Indiano Sensex chiuso -0,07%. Il nostro FTSEMib +0,95%, Dax +0,03%, Ftse100 +0,48%, Cac40 +0,48%, Zurigo +0,49%. Lo S&P500 +1,75%, il Nasdaq +2,54%, il Russell2000 +2,96%. L’oro ha chiuso a 4.114,0 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 87,71$ per il wti e 90,38$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 47,425. Lo spread BTP/BUND 77,530. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 19,44%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere in forte rialzo. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,51%, China A50 +1,47%, Hang Seng +1,99%, il Nikkei +3,46%, l’Australia +1,93%, Taiwan +2,23%, la Corea del Sud Kospi +7,83%, l’indice Indiano Sensex chiuso +0,97%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura in forte rialzo e gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.208,75 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 86,09$ per il greggio e 88,57$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 63.399 e l’Ethereum 1.666.

 

Buona giornata e buon fine settimana.

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