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Pillole di Mercato

(23° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Luigi Einaudi: “La democrazia non è fatta di formule, ma di uomini che sentono il dovere di servire il pubblico con onestà e competenza

 

Ancora una volta il mercato ha mostrato una delle sue caratteristiche più tipiche: la capacità di assorbire rapidamente le prese di profitto e tornare a concentrarsi sui temi che stanno guidando il ciclo. Dopo una breve fase di debolezza, gli investitori sono tornati a comprare i titoli legati all’intelligenza artificiale, permettendo agli indici globali di mantenersi vicino ai massimi storici. L’indice MSCI All Country World ha recuperato le perdite iniziali e si è riportato sui livelli record raggiunti nelle settimane precedenti. Anche l’Asia ha mostrato una notevole capacità di reazione: dopo essere scese di circa l’1%, le borse hanno chiuso in rialzo grazie al recupero del mercato coreano e al proseguimento della corsa dei grandi nomi tecnologici cinesi. Il Kospi, considerato uno dei migliori indicatori dell’intero ecosistema dell’intelligenza artificiale, ha cancellato completamente i ribassi di giornata, mentre Tencent ha registrato un balzo vicino al 9%. Anche negli Stati Uniti il tema dominante resta sempre lo stesso. I futures sul Nasdaq hanno ridotto gran parte delle perdite iniziali, segnale che l’appetito per il comparto tecnologico continua a essere molto elevato. L’impressione è che qualsiasi correzione venga ancora interpretata dagli investitori come un’opportunità di acquisto piuttosto che come l’inizio di un vero cambiamento di trend. Questa forza non sorprende. L’entusiasmo per l’intelligenza artificiale continua a sostenere gli utili attesi, gli investimenti e le prospettive di crescita di interi settori. I semiconduttori restano al centro della scena e il Philadelphia Semiconductor Index sta viaggiando verso uno dei migliori trimestri della sua storia dopo un rialzo superiore al 70% in appena due mesi. Un movimento di questa portata racconta chiaramente quanto capitale stia affluendo verso tutto ciò che è collegato alla costruzione dell’infrastruttura AI. Tuttavia, proprio perché il rally è stato così intenso, il mercato è diventato estremamente sensibile a qualsiasi elemento che possa rimettere in discussione lo scenario di fondo. Il rischio principale continua a essere rappresentato dalla combinazione tra energia, inflazione e tassi di interesse. Negli ultimi tre mesi gli investitori hanno cercato di lasciarsi alle spalle il timore che il conflitto in Medio Oriente potesse alimentare una nuova ondata inflazionistica. Ma ogni nuova tensione geopolitica è sufficiente per riportare rapidamente questi timori al centro dell’attenzione. Il petrolio Brent resta infatti vicino ai 94 dollari al barile e continua a oscillare in funzione delle notizie provenienti dall’area del Golfo Persico. Gli investitori vedono ancora una possibile strada verso un accordo tra Stati Uniti e Iran, ma la situazione nello Stretto di Hormuz resta fragile e ogni dichiarazione contrastante proveniente dalle parti coinvolte contribuisce ad aumentare l’incertezza. Questo spiega perché il mercato obbligazionario continui a mantenere un atteggiamento prudente. I Treasury americani hanno registrato nuovi acquisti e anche in Giappone i titoli di Stato hanno beneficiato di una domanda sostenuta. Non si tratta di un segnale di panico, ma della conferma che una parte del mercato continua a cercare protezione mentre l’azionario corre verso nuovi massimi. In questo contesto cresce anche l’attenzione verso i prossimi dati macroeconomici. Gli investitori vogliono capire se gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale stiano iniziando a produrre effetti concreti sull’economia reale. Sta infatti prendendo piede l’idea che la crescita americana possa accelerare grazie alla diffusione sempre più ampia delle infrastrutture AI, dei data center e degli investimenti tecnologici. Se questa tesi dovesse trovare conferma nei dati economici, la Federal Reserve potrebbe sentirsi ancora più libera di mantenere una politica monetaria restrittiva e concentrarsi esclusivamente sui rischi inflazionistici. Sul fronte corporate continuano ad arrivare segnali che confermano la portata della corsa all’intelligenza artificiale. Alphabet ha annunciato un piano di raccolta di capitali da 80 miliardi di dollari destinato a sostenere gli investimenti nelle infrastrutture AI. Anthropic ha presentato la documentazione riservata per la propria quotazione in Borsa, alimentando la competizione con OpenAI. Hewlett Packard Enterprise ha sorpreso il mercato con una guidance sulle vendite nettamente superiore alle attese grazie alla fortissima domanda di server e sistemi di networking destinati all’intelligenza artificiale. Tutto questo conferma una realtà ormai evidente: il mercato continua a vedere nell’AI il principale motore della crescita futura. Ma più il rally si estende e più aumenta la dipendenza da questa narrativa. È proprio qui che si trova il punto di equilibrio da monitorare nelle prossime settimane.

 

Commento finale

I mercati stanno attraversando una fase in cui il trend sembra quasi inarrestabile. Ogni correzione viene comprata, ogni notizia positiva amplificata e ogni nuova opportunità ricondotta al grande tema dell’intelligenza artificiale. Ma proprio quando una narrativa diventa così dominante è importante mantenere lucidità. Non perché il trend sia destinato a finire domani, ma perché la gestione del rischio richiede sempre di distinguere tra una storia affascinante e il prezzo che si è disposti a pagare per crederci. Il mercato continua a premiare chi segue il flusso, ma la vera sfida resta la stessa di sempre: partecipare al rialzo senza smettere di vedere i rischi che si nascondono dietro l’entusiasmo.

 

I market movers di oggi: CPI (inflazione) nell’Eurozona, nuove offerte di lavoro JOLTS negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,07%, China A50 -0,56%, Hang Seng +0,67%, il Nikkei +0,67%, l’Australia -0,03% Taiwan +1,56%, la Corea del Sud Kospi +3,58%, l’indice Indiano Sensex chiuso +0,21%. Il nostro FTSEMib -0,52%, Dax -0,40%, Ftse100 -0,68%, Cac40 -0,45%, Zurigo -1,75%. Lo S&P500 +0,27%, il Nasdaq +0,42%, il Russell2000 -0,44%. L’oro ha chiuso a 4.513,62 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 92,32$ per il wti e 95,23$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 48,295. Lo spread BTP/BUND 72,110. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,05%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,43%, China A50 +2,16%, Hang Seng +2,17%, il Nikkei -0,49%, l’Australia -0,06% Taiwan +0,48%, la Corea del Sud Kospi +0,15%, l’indice Indiano Sensex chiuso -0,34%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono sulla parità. L’oro si attesta a 4.570,00 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 91,33 per il greggio e 94,12$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 69.931 e l’Ethereum 1.978.

 

Buona giornata e buona Festa della Repubblica.

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