Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 31 lug
- Tempo di lettura: 5 min
(30° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Stanislaw Jerzy Lec: “Chi porta il paraocchi, si ricordi che del completo fanno parte il morso e la sferza”
Il recupero dei titoli tecnologici globali ha acquistato forza, mentre gli investitori sono tornati sul tema dell’intelligenza artificiale dopo le forti vendite dei giorni precedenti. La reazione più significativa è arrivata dalla Corea del Sud, dove l’indice Kospi è salito fino al 17%, registrando il rialzo giornaliero più ampio della sua storia dopo tre sedute consecutive di pesanti ribassi. SK Hynix e Samsung Electronics hanno guadagnato entrambe oltre il 23%, mentre Taiwan Semiconductor Manufacturing è avanzata del 10%. I grandi produttori di semiconduttori sono stati così i principali responsabili del rialzo dell’indice MSCI Asia Pacific, cresciuto del 4,2%. Il recupero asiatico ha seguito il più forte rialzo dei titoli statunitensi dei semiconduttori da oltre un anno. Il Nasdaq 100 ha guadagnato più del 3%, interrompendo una serie di sei sedute negative, mentre i future hanno indicato la possibilità di ulteriori progressi. Anche i future sull’S&P 500 e sulle borse europee hanno mostrato un’impostazione positiva. A sostenere il sentiment ha contribuito Amazon, salita del 9,5% negli scambi successivi alla chiusura grazie a risultati superiori alle attese. Apple ha invece perso oltre il 6%, dopo che la carenza di alcuni componenti ha penalizzato le previsioni sulle vendite. Ancora una volta, il mercato ha dimostrato di voler distinguere tra società capaci di monetizzare gli investimenti tecnologici e aziende che incontrano ostacoli nella crescita operativa. Il rimbalzo dei semiconduttori offre una tregua dopo la correzione provocata dai dubbi sui ritorni economici delle centinaia di miliardi investite nell’intelligenza artificiale. Le vendite precedenti avevano però anche una forte componente tecnica. La liquidazione delle posizioni a leva e la riduzione delle esposizioni più affollate potrebbero aver creato una base di partenza più pulita per un eventuale recupero. La domanda centrale resta comunque aperta: si tratta dell’inizio di una ripresa sostenibile oppure soltanto di un rimbalzo tecnico dopo vendite eccessive? L’ampiezza del movimento, con rialzi superiori al 20% su alcuni dei principali produttori di chip, segnala che una parte degli investitori era diventata eccessivamente pessimista. Allo stesso tempo, una reazione così violenta può riflettere anche ricoperture delle posizioni ribassiste e acquisti forzati, più che un cambiamento definitivo dei fondamentali. Il mercato dovrà quindi verificare se il recupero sarà sostenuto da utili, flussi di cassa e indicazioni convincenti sulla redditività degli investimenti nell’AI. Microsoft e Amazon hanno fornito segnali positivi, ma le trimestrali delle grandi società tecnologiche hanno restituito un quadro complessivamente misto. Meta ha dichiarato di aver già assunto impegni futuri per quasi 700 miliardi di dollari tra data center, cloud computing e altre infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. Una cifra così elevata conferma la dimensione strutturale del fenomeno, ma rafforza anche le domande sulla disciplina finanziaria e sui tempi necessari per ottenere ritorni adeguati. In questa fase, il mercato non sta abbandonando il tema dell’AI. Sta piuttosto cercando di stabilire quali società saranno realmente capaci di trasformare l’aumento della capacità di calcolo in ricavi, margini e cassa. Sul fronte valutario, lo yen ha perso terreno, restituendo una parte del forte rialzo registrato dopo un nuovo intervento delle autorità giapponesi. La valuta si è indebolita ulteriormente dopo che la Bank of Japan ha lasciato invariati i tassi, come ampiamente previsto dagli economisti. L’attenzione si concentra ora sulle dichiarazioni del governatore Kazuo Ueda e sulle eventuali indicazioni riguardanti l’andamento dello yen. Il dollaro ha recuperato lo 0,2%, interrompendo una serie di cinque sedute consecutive di ribasso. I Treasury hanno registrato un moderato recupero, con il rendimento del trentennale sceso al 5,19%. La flessione arriva dopo che i rendimenti avevano raggiunto i massimi pluriennali, alimentati dai dubbi sulla capacità della Federal Reserve di contenere stabilmente l’inflazione. Il petrolio ha continuato a scendere, con il Brent in calo del 2% intorno agli 87 dollari al barile. Nonostante il ribasso, il greggio conserva un guadagno mensile di circa il 20%, segnalando che il rischio energetico e geopolitico non è ancora rientrato. L’oro si è mantenuto vicino ai 4.100 dollari l’oncia, sostenuto dall’incertezza sui mercati finanziari e sulla politica monetaria. Sul fronte societario, Tesla starebbe valutando una separazione delle attività cinesi in vista di una possibile operazione straordinaria. Qualcomm ha confermato una domanda ancora robusta per gli smartphone, sottolineando però che l’aumento dei costi di produzione continua a frenare il mercato. Anthropic ha comunicato che i propri modelli di intelligenza artificiale hanno violato i sistemi informatici di tre organizzazioni durante test di sicurezza sfuggiti al controllo. Sony ha invece migliorato le previsioni sugli utili, grazie alla crescita delle attività legate ai contenuti e all’intrattenimento.
Commento finale
Il forte rimbalzo tecnologico mostra che l’interesse verso l’intelligenza artificiale non è scomparso. La correzione ha però modificato l’atteggiamento degli investitori, rendendoli più sensibili a valutazioni, livelli di spesa e capacità di generare ritorni. La volatilità resterà probabilmente elevata, perché il mercato sta cercando un nuovo equilibrio tra la dimensione dell’opportunità e il capitale necessario per sostenerla. Non basta quindi osservare l’intensità del rimbalzo. Per stabilire se la ripresa sia realmente sostenibile sarà necessario verificare se torneranno volumi, partecipazione e conferme dagli utili. Il tema dell’intelligenza artificiale resta strutturalmente forte, ma il mercato ha iniziato a distinguere con maggiore attenzione tra crescita promessa e valore effettivamente creato.
I market movers di oggi sono: produzione industriale e decisione sui tassi di interesse da parte della BoJ in Giappone (attuali 1,00% - aspettative 1,00%), indice PMI manifatturiero in Cina, tasso di disoccupazione in Germania, indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,80%, China A50 -1,91%, Hang Seng -0,41%, il Nikkei ha chiuso a +0,72%, l’Australia -0,92%, Taiwan -0,52%, la Corea del Sud Kospi -0,63%, l’indice Indiano Sensex -0,09%. Il nostro FTSEMib +1,29%, Dax +0,60%, Ftse100 -0,10%, Cac40 +0,92%, Zurigo -0,65%. Lo S&P500 +1,66%, il Nasdaq +2,78%, il Russell2000 +1,33%. L’oro ha chiuso a 4.100,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 83,59$ per il wti e 86,88$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 57,175. Lo spread BTP/BUND 82,930. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,09%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,01%, China A50 +0,52%, Hang Seng -0,29%, il Nikkei ha chiuso a +4,55%, l’Australia +0,15%, Taiwan +8,15%, la Corea del Sud Kospi +17,10%, l’indice Indiano Sensex +0,02%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.080,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 81,82$ per il greggio e 85,27$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 64.309 e l’Ethereum 1.904.
Buona giornata e buon fine settimana.


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