Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 27 mag
- Tempo di lettura: 4 min
(22° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Pier Giorgio Frassati: “La vita degli onesti è la più difficile, ma è la più breve per raggiungere quella del cielo”
I mercati azionari globali hanno continuato ad aggiornare i massimi storici, sostenuti ancora una volta dalla forza del settore tecnologico e dal ritorno dell’entusiasmo legato all’intelligenza artificiale. L’indice MSCI All Country World Index ha chiuso la sesta seduta consecutiva in rialzo segnando nuovi record, mentre in Asia il movimento è stato ancora più forte, con l’indice regionale MSCI in crescita dell’1,5%. A guidare il rally è stata soprattutto la Corea del Sud. Il Kospi ha ormai raddoppiato il proprio valore da inizio anno, diventando il miglior indice azionario al mondo nel 2026, grazie alla straordinaria corsa dei titoli legati ai semiconduttori e alla memoria. SK Hynix ha esteso il proprio rialzo degli ultimi dodici mesi oltre il 1.000%, entrando nel ristretto club delle società asiatiche con una capitalizzazione superiore ai mille miliardi di dollari, insieme a Taiwan Semiconductor Manufacturing Company e Samsung Electronics. Anche negli Stati Uniti il tema AI continua a dominare la scena. I futures sull’Nasdaq 100 e sull’S&P 500 hanno segnalato ulteriori rialzi dopo i nuovi record di Wall Street. Tra i protagonisti spicca Micron Technology, che con un balzo del 19% ha superato la soglia simbolica dei mille miliardi di dollari di valore di mercato, confermando quanto il mercato stia premiando tutto il segmento della memoria legato alla costruzione dei data center AI. Ed è proprio qui che emerge uno degli aspetti più interessanti della fase attuale. Non si tratta più soltanto di comprare le grandi società che producono GPU avanzate. Il mercato sta iniziando a prezzare una domanda sempre più ampia di memoria, networking e componenti infrastrutturali. I chip di memoria sono diventati uno dei principali colli di bottiglia nella costruzione dei data center, e molti analisti ritengono che la carenza di offerta possa durare fino al 2027. Questo sta dando ai grandi produttori un potere di prezzo straordinario, anche nei confronti delle principali Big Tech globali. Il rally azionario è stato sostenuto anche dal graduale allentamento delle tensioni geopolitiche. Il petrolio Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile grazie alle aspettative di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. La prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz e di una riduzione del premio di rischio energetico ha contribuito ad alimentare il clima positivo sui mercati, favorendo anche un calo dei rendimenti obbligazionari americani. Questa combinazione tra rallentamento delle pressioni energetiche e accelerazione del tema AI ha rafforzato ulteriormente il momentum del mercato. Molti investitori stanno vivendo una vera e propria fase FOMO, cioè la paura di restare esclusi da un trend che continua a produrre nuovi massimi. E il messaggio che arriva dai mercati è molto chiaro: mentre il premio geopolitico si riduce, il premio sull’intelligenza artificiale continua ad aumentare. Tuttavia, sotto la superficie resta un certo livello di prudenza. Le tensioni in Medio Oriente non sono risolte e il percorso negoziale continua a essere fragile. Gli Stati Uniti e l’Iran hanno proseguito i colloqui per il prolungamento della tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz, ma gli attacchi reciproci delle ultime ore ricordano quanto il contesto resti instabile. Gli investitori sanno bene che il mercato può passare molto rapidamente dall’ottimismo alla cautela, soprattutto quando il sentiment dipende da headline geopolitiche così sensibili. Anche sul mercato valutario emergono elementi di attenzione. Lo yen giapponese continua a muoversi vicino ai livelli più deboli degli ultimi mesi contro il dollaro, aumentando il rischio di possibili interventi delle autorità monetarie giapponesi. Parallelamente, cresce l’idea che proprio lo yen possa nei prossimi mesi invertire la propria debolezza, mettendo sotto pressione uno dei trade più popolari degli ultimi anni. Nel mondo corporate continuano intanto le grandi trasformazioni industriali e finanziarie. Ferrari ha subito forti vendite dopo la presentazione della sua prima auto completamente elettrica, segnale di quanto il mercato sia ancora diviso sulla capacità dei marchi storici di gestire la transizione energetica. In Europa, invece, società come Kingfisher hanno mostrato resilienza nonostante un contesto macro ancora debole. Ed è proprio questo il punto più interessante della fase attuale: i mercati stanno continuando a salire nonostante uno sfondo geopolitico ed economico ancora complesso. La vera forza oggi arriva dall’idea che l’intelligenza artificiale possa rappresentare un nuovo ciclo strutturale di investimenti capace di sostenere crescita, utili e produttività per anni.
Commento finale: I mercati ci insegnano spesso che le grandi trasformazioni non arrivano in modo ordinato e lineare. Arrivano accompagnate da entusiasmo, eccessi, dubbi e improvvisi cambi di direzione. L’intelligenza artificiale sta diventando sempre più il centro della narrativa finanziaria globale, ma proprio per questo richiede ancora più disciplina e lucidità. Seguire il trend può avere senso, ma solo ricordando che ogni grande corsa di mercato porta con sé opportunità enormi e rischi altrettanto importanti.
I market movers di oggi sono: vendite industriali in Italia, variazione settimanale dei dati sull’occupazione elaborato dall’ADP.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,84%, China A50 +0,14%, Hang Seng +0,43%, il Nikkei -0,27%, l’Australia -0,35% Taiwan +0,02%, la Corea del Sud Kospi +2,88%, l’indice Indiano Sensex +0,06%. Il nostro FTSEMib -0,64%, Dax -0,80%, Ftse100 +0,24%, Cac40 -1,03%, Zurigo +0,17%. Lo S&P500 +0,61%, il Nasdaq +1,19%, il Russell2000 +1,81%. L’oro ha chiuso a 4.535,00 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 93,89$ per il wti e 96,67$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 46,500. Lo spread BTP/BUND 72,820. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,01%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi ad esclusione della Cina. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,99%, China A50 -0,51%, Hang Seng -0,96%, il Nikkei +0,36%, l’Australia +0,30% Taiwan +1,78%, la Corea del Sud Kospi +3,26%, l’indice Indiano Sensex +0,13%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.544,37 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 91,97 per il greggio e 95,04$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 75.494 e l’Ethereum 2.069.
Buona giornata.


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