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Pillole di Mercato

(22° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Giovanni Falcone: “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e cammina a testa alta muore una volta sola

 

I mercati azionari hanno ridotto parte dei guadagni iniziali mentre il petrolio è tornato a salire dopo i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani, un evento che ha raffreddato l’ottimismo su una possibile intesa capace di porre fine al conflitto e riaprire stabilmente lo Stretto di Hormuz. I futures sull’S&P 500 sono rimasti in rialzo, ma con movimenti molto più contenuti rispetto all’euforia vista nella seduta precedente, quando i mercati americani erano chiusi e il sentiment era stato sostenuto dalle speranze di una soluzione diplomatica. Anche l’Asia ha chiuso positiva, pur lontana dai massimi di giornata, dopo che il comando centrale statunitense ha confermato attacchi contro siti missilistici iraniani e imbarcazioni impegnate nel posizionamento di mine nello Stretto di Hormuz. Le autorità americane hanno definito le operazioni come “difensive”, ma il mercato ha comunque interpretato l’episodio come un segnale che il percorso verso un accordo resta fragile e potenzialmente instabile. Il petrolio Brent è tornato vicino ai 100 dollari al barile, recuperando parte del forte ribasso della seduta precedente, quando era crollato di oltre il 7% sulle speranze di un imminente allentamento delle tensioni. Il problema è che ogni nuovo episodio militare rende più difficile per gli investitori costruire uno scenario stabile sul fronte energetico. E finché resta aperta la questione Hormuz, resta aperta anche la questione inflazione. Non a caso, il dollaro si è rafforzato contro tutte le principali valute del G10, mentre l’oro ha perso terreno dopo un iniziale tentativo di rialzo. Sul mercato obbligazionario, invece, i Treasury hanno recuperato, in un movimento di “catch-up” dopo la riapertura delle contrattazioni americane. Ancora una volta, il legame tra petrolio, inflazione e rendimenti resta il centro della scena. Il mercato continua a oscillare tra due narrative opposte. Da una parte c’è la convinzione che il peggio dello shock energetico possa essere alle spalle e che un accordo con l’Iran possa riportare gradualmente stabilità sui prezzi dell’energia. Dall’altra resta la paura che ogni progresso diplomatico possa essere rapidamente smentito da nuovi episodi di tensione militare. Le dichiarazioni provenienti dalle varie parti coinvolte contribuiscono ad alimentare questa volatilità. Il presidente Donald Trump ha parlato di negoziati che procedono “molto bene”, mentre mediatori internazionali sostengono che un accordo sarebbe vicino. Tuttavia, rimangono nodi cruciali irrisolti, come il futuro del programma nucleare iraniano e la richiesta di Teheran di ottenere lo sblocco degli asset congelati. Ed è proprio questa distanza tra dichiarazioni ottimistiche e realtà negoziale che continua a rendere i mercati estremamente sensibili a ogni headline. Nel frattempo, gli investitori restano focalizzati anche sulla politica monetaria. I prezzi energetici elevati e i timori inflazionistici continuano a sostenere l’idea che la Federal Reserve possa mantenere i tassi elevati più a lungo. È una dinamica importante, perché il mercato azionario, soprattutto il comparto growth e tecnologico, continua a dipendere da un equilibrio delicato tra crescita, inflazione e costo del capitale. Anche in Europa il clima resta positivo ma più prudente rispetto ai giorni precedenti. Lo Stoxx 600 ha raggiunto i livelli più alti da inizio marzo, sostenuto dalle speranze di un accordo in Medio Oriente e dal calo dei rendimenti obbligazionari europei. I Bund tedeschi hanno registrato un rally significativo, segnale che il mercato ha temporaneamente ridotto le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi in Europa grazie all’attenuazione delle pressioni sul petrolio. Sul fronte corporate, emergono storie che continuano a riflettere i grandi temi di questa fase di mercato. Ferrari ha presentato la sua prima auto completamente elettrica, segnando un passaggio storico per il marchio. In Asia, i titoli dei semiconduttori cinesi hanno beneficiato delle aspettative di progressi tecnologici di Huawei, mentre in Europa si è parlato di possibili operazioni straordinarie nel settore delivery dopo l’interesse di Uber per Delivery Hero.

 

Commento finale: I mercati spesso si muovono tra speranza e paura molto più velocemente di quanto faccia l’economia reale. Basta una dichiarazione diplomatica per alimentare ottimismo, e poche ore dopo un nuovo episodio di tensione può cambiare completamente il sentiment. È proprio in queste fasi che serve equilibrio mentale: evitare sia l’euforia del “tutto risolto” sia il pessimismo del “sta per crollare tutto”. Perché nei mercati, come nella vita, la vera forza non è prevedere ogni movimento, ma restare lucidi mentre il contesto continua a cambiare.

 

I market movers di oggi sono: rapporto sulla fiducia dei consumatori elaborato dal conference board.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,57%, China A50 +1,23%, Hang Seng chiusa per festività, il Nikkei +3,18%, l’Australia +0,43% Taiwan +3,13%, la Corea del Sud Kospi +0,41%, l’indice Indiano Sensex +1,02%. Il nostro FTSEMib +1,43%, Dax +2,03%, Ftse100 chiuso per festività, Cac40 +1,76%, Zurigo chiuso per festività. Lo S&P500 chiuso per festività, il Nasdaq chiuso per festività, il Russell2000 chiuso per festività. L’oro ha chiuso a 4.605,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 90,31$ per il wti e 93,65$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 45,600. Lo spread BTP/BUND 74,090. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,59%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,84%, China A50 +0,14%, Hang Seng +0,43%, il Nikkei -0,27%, l’Australia -0,35% Taiwan +0,02%, la Corea del Sud Kospi +2,88%, l’indice Indiano Sensex +0,06%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.559,82 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 92,03$ per il greggio e 95,51$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 76.721 e l’Ethereum 2.094.

 

Buona giornata.

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