Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 13 ore fa
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(20° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Antony Robbins: “vedete, nella vita un sacco di gente sa cosa fare, ma pochi in effetti fanno ciò che sanno. La conoscenza non basta! Dovete agire”
I mercati azionari hanno recuperato terreno dopo una partenza debole, con gli investitori tornati a comprare sui ribassi, soprattutto nel comparto dei semiconduttori, segnale che la fiducia nel rally in corso resta elevata. L’indice MSCI Asia Pacific ha chiuso in rialzo dello 0,4%, mentre in Corea del Sud i titoli tecnologici hanno guidato il recupero, con SK Hynix e Samsung Electronics protagoniste di un forte rimbalzo. Anche i future su Stati Uniti ed Europa hanno esteso i guadagni, sostenuti dalla notizia che Jensen Huang parteciperà al viaggio in Cina del presidente Donald Trump, elemento interpretato come un possibile segnale distensivo sul fronte commerciale e tecnologico. Il titolo Nvidia ha reagito positivamente, salendo di oltre il 3% nelle contrattazioni fuori orario. Parallelamente, però, il mercato obbligazionario ha continuato a raccontare una storia diversa. I rendimenti sono saliti a seguito di dati sull’inflazione americana superiori alle attese, rafforzando l’idea che la Federal Reserve possa essere costretta a mantenere una politica restrittiva più a lungo, o addirittura a considerare nuovi rialzi nel prossimo anno. In Giappone, il rendimento del titolo ventennale ha raggiunto i livelli più alti dal 1997, mentre negli Stati Uniti il Treasury a 30 anni si è avvicinato ai massimi annuali. Questo contesto evidenzia una dinamica ormai ricorrente: da una parte l’equity continua a trovare supporto nella narrativa dell’intelligenza artificiale e negli utili delle big tech, dall’altra i tassi e l’inflazione mantengono pressione sul sistema finanziario. Il dato CPI statunitense, con un’inflazione al 3,8% su base annua e core al 2,8%, ha mostrato come il tema dei prezzi, alimentato anche dall’energia, resti centrale e tutt’altro che risolto. Nel frattempo, il petrolio ha corretto leggermente, con il Brent in calo dell’1,4% intorno ai 106 dollari al barile, mentre oro e argento hanno mostrato movimenti più contenuti. Tuttavia, il livello ancora elevato del greggio continua a rappresentare un potenziale fattore di rischio per la crescita e per i margini aziendali. Il comportamento dei semiconduttori resta emblematico di questa fase. Dopo una delle peggiori sedute recenti, con l’indice di settore in calo del 3%, gli investitori sono tornati rapidamente a comprare, spinti dalla convinzione che il ciclo dell’AI sia ancora nelle fasi iniziali e che la domanda strutturale possa sostenere i ricavi nel lungo periodo. Allo stesso tempo, restano aperti diversi fronti di incertezza: dal contesto geopolitico legato all’Iran, alle tensioni politiche nel Regno Unito, fino alle implicazioni di un’inflazione più persistente sulle decisioni delle banche centrali. Tutti elementi che continuano a creare un sottofondo di volatilità, anche in presenza di indici vicini ai massimi.
Commento finale
Il mercato continua a muoversi su una linea di equilibrio molto sottile. La forza dell’azionario, sostenuta dalla narrativa dell’intelligenza artificiale, resta evidente e viene confermata dalla rapidità con cui gli investitori tornano a comprare sui ribassi. Tuttavia, sotto questa superficie, i segnali provenienti da inflazione e tassi raccontano una realtà più complessa. Il fatto che i rendimenti continuino a salire mentre l’equity regge indica che il sistema non è ancora in una fase di equilibrio stabile. In questo contesto, il rischio non è tanto un’immediata inversione del trend, quanto una crescente fragilità: finché la fiducia nella crescita legata all’AI resterà intatta, il mercato potrà continuare a salire. Ma se dovessero emergere dubbi sulla sostenibilità dei margini o sul costo del capitale, la reazione potrebbe essere molto più brusca di quanto oggi si percepisca.
I market movers di oggi sono: PIL 1° trimestre nell’Eurozona, report mensile dell’AIE e dell’OPEC, PPI (prezzi alla produzione) negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,50%, China A50 +0,21%, Hang Seng +0,09%, il Nikkei +0,39%, l’Australia -0,33%, Taiwan +0,93%, la Corea del Sud Kospi -2,84%, l’indice Indiano Sensex -0,77%. Il nostro FTSEMib -1,36%, Dax -1,62%, Ftse100 -0,04%, Cac40 -0,95%, Zurigo +0,14%. Lo S&P500 -0,16%, il Nasdaq -0,71%, il Russell2000 -0,97%. L’oro ha chiuso a 4.686,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 102,18$ per il wti e 107,77$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 46,250. Lo spread BTP/BUND 77,370. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,99%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,32%, China A50 +0,05%, Hang Seng +0,16%, il Nikkei +0,82%, l’Australia -0,48%, Taiwan -0,88%, la Corea del Sud Kospi +2,07%, l’indice Indiano Sensex +0,24%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.708,01 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 100,65$ per il greggio e 106,23$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.067 e l’Ethereum 2.299.
Buona giornata.


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