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Pillole di Mercato

(20° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Arthur Shopenhauer: “Cinque minuti dopo essere nato decideranno il tuo nome, la tua nazionalità, la tua religione e la tua tribù, e passerai il resto della tua vita a difendere cose che non hai scelto

 

Il petrolio è tornato a salire dopo che Donald Trump ha espresso nuovi dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco con l’Iran, alimentando il timore che la chiusura dello Stretto di Hormuz possa protrarsi più a lungo del previsto. Il Brent ha guadagnato circa l’1%, riportandosi sopra i 105 dollari al barile, segnale che il mercato energetico continua a incorporare un premio per il rischio geopolitico. Questo contesto ha mantenuto pressione sui mercati obbligazionari, con il rendimento del Treasury decennale salito al 4,42%, mentre il dollaro si è rafforzato contro tutte le principali valute grazie alla domanda di beni rifugio. In altre parole, mentre l’azionario resta forte, il resto del sistema continua a mandare un messaggio più prudente. Sui mercati azionari asiatici la seduta è stata particolarmente volatile. L’indice Kospi ha perso fino al 5,1% prima di recuperare parte delle perdite, dopo che un importante esponente politico sudcoreano ha ipotizzato la distribuzione di un “dividendo” ai cittadini finanziato tramite una tassa sugli utili legati all’intelligenza artificiale. Una proposta che ha generato forte incertezza tra gli investitori, evidenziando come il tema AI sia ormai centrale non solo per i mercati, ma anche per il dibattito politico ed economico. Nel complesso, l’indice MSCI Asia Pacific ha oscillato tra rialzi e ribassi, mentre i future europei indicavano un’apertura negativa e anche i contratti sugli indici americani hanno mostrato un leggero arretramento, dopo che gli indici di Wall Street avevano chiuso sui massimi storici. Il quadro resta quindi caratterizzato da una tensione evidente tra due forze opposte. Da un lato, il rally azionario continua a essere sostenuto da utili solidi negli Stati Uniti e dal ritorno della narrativa sull’intelligenza artificiale, che ha portato a revisioni al rialzo degli obiettivi di fine anno per molti indici. Dall’altro, il protrarsi del conflitto e il livello elevato del petrolio rischiano di trasformarsi in un freno per la crescita globale. Non a caso, l’attenzione si sta spostando anche sui dati di inflazione americana, che saranno fondamentali per capire quanto lo shock energetico si stia trasferendo all’economia reale e quali implicazioni possa avere per la politica monetaria della Federal Reserve. Per ora, la lettura prevalente resta quella di una Fed in attesa, ma il rischio è che uno scenario di energia più cara possa ridurre ulteriormente lo spazio per eventuali tagli dei tassi. Sul piano geopolitico, la situazione resta estremamente fragile. Lo stesso Trump ha definito l’accordo con l’Iran “in terapia intensiva”, respingendo l’ultima proposta di Teheran e lasciando intendere che un’intesa definitiva sia ancora lontana. Allo stesso tempo, si valutano opzioni per riattivare operazioni di scorta navale nello Stretto di Hormuz, segnale che il rischio operativo resta elevato.

 

Commento finale

Il mercato continua a muoversi su un equilibrio sottile. L’azionario resta sostenuto da una narrativa forte, quella dell’intelligenza artificiale e degli utili resilienti, ma sotto la superficie persistono segnali di tensione che arrivano da petrolio, tassi e geopolitica. Il fatto che il rally prosegua non significa che il rischio sia scomparso, ma piuttosto che gli investitori stanno scegliendo di guardare oltre, almeno per ora. Tuttavia, più a lungo il conflitto resterà irrisolto e più il tema energetico rischierà di diventare centrale anche per la crescita e l’inflazione. Ed è proprio lì che si giocherà la vera tenuta di questo movimento: finché il mercato potrà ignorare il problema, il trend reggerà. Ma se il costo dell’energia inizierà a pesare davvero sui dati, quella narrativa potrebbe essere messa seriamente alla prova.

 

I market movers di oggi sono: consumi delle famiglie in Giappone, CPI (inflazione) e indice ZEW del sentiment dell’economia in Germania, produzione industriale in Italia, CPI in India, variazione settimanale dell’occupazione elaborato dall’ADP e CPI negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,60%, China A50 +0,88%, Hang Seng -0,27%, il Nikkei -0,34%, l’Australia -0,61%, Taiwan +0,97%, la Corea del Sud Kospi +5,17%, l’indice Indiano Sensex -1,38%. Il nostro FTSEMib +0,76%, Dax +0,05%, Ftse100 +0,36%, Cac40 -0,69%, Zurigo +0,01%. Lo S&P500 +0,19%, il Nasdaq +0,10%, il Russell2000 +0,39%. L’oro ha chiuso a 4.728,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 98,07$ per il wti e 104,21$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 46,805. Lo spread BTP/BUND 75,900. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,38%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,50%, China A50 +0,21%, Hang Seng +0,09%, il Nikkei +0,39%, l’Australia -0,33%, Taiwan +0,93%, la Corea del Sud Kospi -2,84%, l’indice Indiano Sensex -0,77%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.725,71 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 98,89$ per il greggio e 104,74$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.203 e l’Ethereum 2.310.

 

Buona giornata.

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