Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 6 ore fa
- Tempo di lettura: 4 min
(19° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
George Addair: “Tutto ciò che hai sempre desiderato è dall’altra parte della paura”
I mercati azionari globali hanno proseguito il movimento rialzista, sostenuti dall’ottimismo crescente su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran. La prospettiva di una de-escalation del conflitto ha alimentato ulteriormente il rally, portando gli indici internazionali su nuovi massimi storici. L’indice MSCI All Country World ha registrato un progresso dello 0,3%, mentre l’azionario asiatico ha mostrato una forza ancora più marcata, con il benchmark regionale in crescita dell’1,9% e aggiornamento dei massimi. A trainare il movimento è stato in particolare il Giappone, con il Nikkei 225 che ha toccato nuovi picchi intraday, sostenuto da un recupero significativo dopo una fase di sottoperformance. La leadership resta chiaramente concentrata sul comparto tecnologico. SoftBank Group ha messo a segno un rialzo del 18%, mentre Taiwan Semiconductor Manufacturing Company ha guadagnato il 3,3%, confermando il ruolo centrale della filiera dell’intelligenza artificiale nel guidare i flussi di capitale. Anche la Corea del Sud si è distinta, diventando il settimo mercato azionario mondiale per capitalizzazione, segnale evidente di quanto il tema AI stia ridisegnando le gerarchie globali. Il movimento positivo si inserisce in un contesto in cui circa l’80% delle società dello S&P 500 ha riportato utili superiori alle attese, rafforzando la fiducia degli investitori sulla tenuta della crescita, soprattutto nei settori più esposti all’innovazione tecnologica. Parallelamente, il mercato energetico ha contribuito a sostenere il sentiment. Il Brent si è stabilizzato poco sotto i 102 dollari al barile, mantenendo gran parte della recente discesa, grazie alle aspettative di una riapertura progressiva dello Stretto di Hormuz e di una normalizzazione dei flussi petroliferi. Questo ha ridotto le pressioni inflattive attese, con effetti immediati anche sui mercati obbligazionari e valutari. Il dollaro si è riportato sui livelli pre-conflitto, mentre i Treasury hanno consolidato i recenti guadagni, con il mercato che ha ridimensionato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi da parte della Federal Reserve. In questo contesto, l’oro ha beneficiato del calo dei rendimenti reali, proseguendo il suo rialzo e raggiungendo area 4.700 dollari l’oncia. L’ottimismo deriva in gran parte dai progressi nei negoziati. L’amministrazione guidata da Donald Trump avrebbe presentato una proposta preliminare per un accordo che prevede una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz e un allentamento della pressione economica sull’Iran, rimandando a una fase successiva i dettagli più complessi legati al programma nucleare. Sebbene nulla sia ancora stato formalizzato, il mercato sta chiaramente prezzando uno scenario di uscita ordinata dal conflitto. Anche il mercato del credito ha reagito positivamente, con gli spread asiatici sui bond in dollari ai minimi storici, segnale di una forte ricerca di rendimento e di un clima di rischio percepito in diminuzione. Sul fronte societario, continuano a emergere dinamiche coerenti con il contesto attuale. Nvidia ha rafforzato la propria strategia sull’intelligenza artificiale attraverso un investimento da 500 milioni di dollari in Corning, mentre partnership tra realtà come Anthropic e SpaceX evidenziano la crescente necessità di infrastrutture computazionali sempre più avanzate. Allo stesso tempo, alcune aziende iniziano a mostrare segnali di maggiore cautela, come Arm Holdings, che ha deluso le attese sul fronte delle prospettive di breve termine. In Europa, il movimento è stato ancora più marcato, con lo Stoxx 600 in rialzo del 2,3% e un recupero diffuso su tutti i principali listini, a eccezione del comparto oil & gas, penalizzato dal calo del greggio.
Commento finale
Il mercato sta costruendo una narrativa molto precisa: fine del rischio geopolitico, energia in discesa, inflazione più gestibile e intelligenza artificiale come motore strutturale della crescita. È una combinazione estremamente potente, capace di giustificare nuovi massimi e un forte appetito per il rischio. Tuttavia, questa lettura resta fortemente anticipatoria. Gli investitori stanno già scontando uno scenario di normalizzazione che nei fatti non è ancora completamente visibile. Proprio per questo motivo, il rischio principale non è tanto l’ottimismo in sé, quanto la velocità con cui è stato incorporato nei prezzi. Se le aspettative verranno confermate, il trend potrà proseguire. In caso contrario, il mercato potrebbe trovarsi rapidamente a ricalibrare una narrativa oggi forse troppo lineare rispetto alla complessità reale del contesto.
I market movers di oggi sono: verbali della politica monetaria da parte della BOJ in Giappone, saldo della bilancia commerciale in Australia, ordini delle fabbriche in Germania, vendite al dettaglio nell’Eurozona, richiesta dei sussidi alla disoccupazione negli stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,04%, China A50 +1,24%, Hang Seng +0,76%, il Nikkei chiuso per festività, l’Australia -0,41%, Taiwan +0,41%, la Corea del Sud Kospi +6,05%, l’indice Indiano Sensex -0,33%. Il nostro FTSEMib +2,35%, Dax +2,12%, Ftse100 +2,15%, Cac40 +2,94%, Zurigo +1,77%. Lo S&P500 +1,46%, il Nasdaq +2,02%, il Russell2000 +1,47%. L’oro ha chiuso a 4.694,30 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 95,08$ per il wti e 101,27$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 44,415. Lo spread BTP/BUND 75,080. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,39%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,26%, China A50 -0,08%, Hang Seng +1,51%, il Nikkei +6,19%, l’Australia +0,74%, Taiwan +1,95%, la Corea del Sud Kospi +0,90%, l’indice Indiano Sensex +0,02%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura poco sopra la parità così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.708,49 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 95,58$ per il greggio e 101,86$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.146 e l’Ethereum 2.331.
Buona giornata.


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