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Pillole di Mercato

(19° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Peter Druker: “La cosa più importante non è trovare le risposte giuste, ma fare le domande giuste

 

I mercati azionari hanno aggiornato nuovi massimi storici spinti da un doppio motore: da una parte i segnali di apertura sul fronte geopolitico, dall’altra la forza sempre più evidente del tema intelligenza artificiale. Le dichiarazioni di Donald Trump su possibili progressi verso un accordo con l’Iran hanno contribuito a rafforzare il sentiment, alimentando l’idea che il rischio energetico possa progressivamente rientrare. L’indice globale MSCI ha raggiunto nuovi record, mentre in Asia il rialzo è stato ancora più marcato. Il benchmark regionale è salito dell’1,8%, con il settore tecnologico a guidare il movimento. In Corea del Sud il Kospi ha guadagnato oltre il 6%, toccando nuovi massimi, sostenuto in particolare da Samsung Electronics, che ha registrato un balzo del 15% arrivando a una valutazione di mille miliardi di dollari, confermando il ruolo centrale della catena dell’AI nei mercati globali. Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha corretto. Il Brent è sceso dell’1,7% verso area 108 dollari al barile, riflettendo aspettative di un possibile allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Anche il dollaro si è indebolito contro tutte le principali valute, mentre lo yen ha registrato un forte recupero, segnalando un parziale rientro della domanda di beni rifugio. Il calo del petrolio ha avuto un impatto diretto anche sul mercato obbligazionario, contribuendo a una discesa dei rendimenti a lungo termine e alimentando la narrativa di un’inflazione più gestibile. Questo mix - energia in discesa, tassi meno pressanti e utili solidi - ha rafforzato ulteriormente il supporto all’azionario, proprio mentre gli indici si trovano su livelli estremamente tirati. A sostenere il rally si aggiungono anche le trimestrali. I risultati migliori delle attese di Advanced Micro Devices e Super Micro Computer hanno riacceso l’appetito per il rischio, spingendo i future sul Nasdaq verso nuovi rialzi e confermando che la domanda legata all’AI resta molto forte. Il punto chiave di questa fase è che il mercato sta progressivamente riducendo il premio per il rischio geopolitico. Meno tensioni percepite significano energia più bassa, inflazione meno aggressiva e prospettive di crescita più solide. Questo scenario si incastra perfettamente con la narrativa dell’intelligenza artificiale, che continua a rappresentare un driver strutturale di lungo periodo. Tuttavia, non tutto è così lineare. Come sottolineano alcuni strategist, esiste ancora una distanza tra la narrativa finanziaria e la realtà operativa. Anche se il petrolio scende sui titoli di giornale, i flussi reali attraverso lo Stretto di Hormuz restano limitati e servirà tempo perché logistica, assicurazioni e produzione tornino a normalizzarsi. In altre parole, il mercato sta anticipando una soluzione che non è ancora completamente visibile nei dati reali. In Cina, il CSI 300 ha guadagnato l’1,5% al ritorno dalle festività, mentre a livello globale l’azionario continua a beneficiare di una partecipazione ancora relativamente concentrata. Secondo alcuni analisti, proprio questa “narrow leadership” potrebbe lasciare spazio a un allargamento del rally qualora arrivassero ulteriori notizie positive. Sul fronte corporate, continuano a emergere segnali coerenti con questa fase di mercato. Alphabet sta aumentando il ricorso al debito per finanziare gli investimenti in AI, a dimostrazione dell’intensità della corsa infrastrutturale. Anthropic ha presentato nuovi strumenti basati su intelligenza artificiale per il settore finanziario, mentre alcune società, come Coupang, iniziano a segnalare difficoltà più legate al contesto domestico. In Europa, i mercati hanno chiuso in rialzo, con lo Stoxx 600 in progresso di circa lo 0,7%. Tra i protagonisti, UniCredit ha pubblicato risultati solidi, superando le attese e aggiornando al rialzo le guidance, mentre il settore bancario nel complesso ha mostrato una buona tenuta.

 

Commento finale

Il messaggio che arriva dai mercati è molto chiaro: l’azionario sta tornando a prezzare uno scenario di normalizzazione, spinto da due fattori chiave, la possibile de-escalation geopolitica e la forza strutturale dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, questa lettura resta in parte anticipatoria. Il mercato sta già scontando una soluzione che nella realtà non è ancora pienamente consolidata. Finché petrolio, flussi energetici e dinamiche geopolitiche non daranno conferme più solide, questa fase resterà una scommessa ottimista. E come tutte le scommesse, può continuare a funzionare, ma richiede attenzione, perché basta poco per cambiare rapidamente il quadro.

 

I market movers di oggi sono: indice PMI del settore terziario in Cina, Eurozona e Gran Bretagna.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi con la Cina, il Giappone e la Corea chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 +0,25%, Hang Seng -1,32%, il Nikkei chiuso per festività, l’Australia -0,41%, Taiwan +0,22%, la Corea del Sud Kospi +4,67%, l’indice Indiano Sensex -0,73%. Il nostro FTSEMib +2,27%, Dax +1,67%, Ftse100 -1,40%, Cac40 +1,08%, Zurigo +0,38%. Lo S&P500 +0,81%, il Nasdaq +1,03%, il Russell2000 +1,75%. L’oro ha chiuso a 4.570,15 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 102,29$ per il wti e 109,76$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 46,925. Lo spread BTP/BUND 83,790. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,38%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,04%, China A50 +1,24%, Hang Seng +0,76%, il Nikkei chiuso per festività, l’Australia -0,41%, Taiwan +0,41%, la Corea del Sud Kospi +6,05%, l’indice Indiano Sensex -0,33%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.647,20 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 100,59$ per il greggio e 108,03$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 81.376 e l’Ethereum 2.369.

 

Buona giornata.

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