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Pillole di Mercato

(18° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Peter Drucker: “Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa

 

Il petrolio ha proseguito il rialzo giornaliero più lungo dell’ultimo mese, mentre i mercati azionari si sono mossi senza una direzione chiara, frenati dai progressi ancora limitati sulla riapertura dello Stretto di Hormuz. Nel frattempo, lo yen si è rafforzato leggermente dopo che la Bank of Japan ha lasciato invariati i tassi con una decisione non unanime. Il Brent è salito dell’1%, portandosi sopra i 109 dollari al barile e mettendo a segno la settima seduta consecutiva di rialzo, fino ai massimi delle ultime tre settimane. La Casa Bianca ha fatto sapere che i funzionari statunitensi stanno valutando l’ultima proposta iraniana, ma ha anche ribadito l’esistenza di “linee rosse” su qualsiasi accordo per mettere fine a una guerra che dura ormai da otto settimane. Lo yen ha guadagnato lo 0,3%, portandosi intorno a 159 contro dollaro, mentre i titoli di Stato giapponesi hanno oscillato dopo che la Bank of Japan ha votato 6 a 3 per mantenere ferma la politica monetaria. La decisione ha spinto oltre il 70% le probabilità attribuite dal mercato a un rialzo dei tassi già a giugno, in attesa della conferenza stampa del governatore Kazuo Ueda. Il rialzo del petrolio e i numerosi appuntamenti chiave della settimana hanno raffreddato l’entusiasmo sull’azionario. L’indice MSCI Asia Pacific è rimasto sostanzialmente stabile, vicino ai livelli osservati all’inizio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran a fine febbraio. La tecnologia ha però continuato a fare meglio del mercato generale, con la Corea del Sud in rialzo dell’1% e capace di superare il Regno Unito, diventando l’ottavo mercato azionario più grande al mondo. Con la Federal Reserve attesa alla decisione sui tassi in un contesto ancora segnato dall’incertezza geopolitica, l’attenzione degli investitori si sta spostando sulle trimestrali delle grandi società tecnologiche, chiamate a dimostrare se il recente rally azionario possa davvero proseguire. Le borse globali hanno ormai recuperato le perdite legate alla guerra, nonostante il petrolio resti su livelli elevati, e una parte importante di questa tenuta continua a dipendere dal ritorno del tema dell’intelligenza artificiale. Secondo Gary Tan di Allspring Global Investments, il recente rally della tecnologia asiatica, nonostante le interruzioni nelle catene di approvvigionamento, mostra che gli investitori stanno guardando oltre i rischi geopolitici di breve periodo. Tuttavia, una rivalutazione sostenibile rispetto agli Stati Uniti dipenderà probabilmente dai segnali sugli investimenti dei grandi hyperscaler nelle prossime trimestrali. I future sull’S&P 500 sono saliti leggermente, con l’indice americano ancora avviato verso la miglior performance mensile dal 2020. Anche le borse europee sono attese in modesto rialzo in apertura. Secondo Walter Todd di Greenwood Capital Associates, i mercati hanno recuperato fino a nuovi massimi storici quasi ignorando i rischi geopolitici ancora presenti, sostenuti soprattutto dalle revisioni positive sugli utili e dalle aspettative di crescita. Proprio per questo, eventuali crepe nelle trimestrali delle grandi società potrebbero rappresentare un rischio importante per il momentum del mercato. La settimana sarà particolarmente importante per il comparto tecnologico. Alphabet, Microsoft, Amazon e Meta pubblicheranno i risultati mercoledì, mentre Apple seguirà il giorno successivo. Anche in Asia si entra nella settimana più intensa della stagione degli utili, offrendo agli investitori una prima indicazione concreta su quanto il conflitto con l’Iran abbia inciso sui risultati aziendali. Sul fronte monetario, oltre alla Bank of Japan e alla Federal Reserve, anche Banca Centrale Europea, Bank of England e Bank of Canada saranno chiamate a decidere sui tassi. Insieme, queste istituzioni rappresentano circa metà dell’economia mondiale. Il mercato si aspetta che tutte lascino i tassi invariati, ma l’attenzione sarà soprattutto sul linguaggio utilizzato dai banchieri centrali. Gli investitori cercheranno di capire se Jerome Powell, Christine Lagarde e gli altri governatori siano preoccupati per il rischio inflazionistico legato alle interruzioni dell’offerta petrolifera. Secondo Ian Lyngen di BMO Capital Markets, il tono della conferenza stampa della Fed dovrebbe sottolineare la prudenza e la necessità di mantenere un atteggiamento attendista. Tuttavia, gli investitori potrebbero ormai aspettarsi una valutazione più chiara degli effetti dello shock energetico, anche se difficilmente la banca centrale comunicherà fino in fondo tutte le proprie preoccupazioni. Sul fronte societario, Contemporary Amperex Technology ha prezzato il collocamento azionario a Hong Kong nella parte bassa della forchetta prevista. Microsoft e OpenAI hanno invece concordato di eliminare il diritto esclusivo di Microsoft nella vendita dei modelli AI della startup, aprendo la strada a possibili accordi con altri fornitori cloud, tra cui Amazon. Elliott Investment Management ha costruito una partecipazione in Nippon Express Holdings, confermando il crescente interesse degli investitori attivisti per il mercato giapponese. In Europa, i listini hanno chiuso in calo nella seduta precedente, con lo STOXX 600 in ribasso dello 0,3%, mentre gli investitori continuano a monitorare gli sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e guardano alle prossime riunioni delle banche centrali. I titoli bancari sono rimasti poco mossi in vista delle trimestrali di diversi grandi istituti europei, tra cui Barclays, UBS, Deutsche Bank e BNP Paribas. Il petrolio ha continuato a sostenersi anche in Europa, con il Brent sopra i 106 dollari e il WTI intorno ai 95 dollari. L’Iran avrebbe presentato una nuova proposta agli Stati Uniti per riaprire lo Stretto di Hormuz e porre fine alla guerra, rinviando però a una fase successiva i colloqui sul nucleare. Questo arriva dopo che Donald Trump ha annullato l’invio di Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad per nuovi incontri con Teheran, sostenendo che gli Stati Uniti hanno tutte le carte in mano e che, se l’Iran vuole parlare, debba semplicemente chiamare. Dal lato europeo, Nordex ha registrato un forte rialzo dopo risultati trimestrali solidi, sostenuti da un aumento delle vendite e da un netto miglioramento dell’utile netto. Anche altri produttori di turbine eoliche, come Ørsted e Vestas, hanno chiuso positivi. Shell, invece, ha annunciato l’acquisto della canadese ARC Resources per 16,4 miliardi di dollari, ma il titolo ha reagito con una lieve flessione. Il quadro complessivo resta quindi dominato da tre forze principali: petrolio alto, banche centrali prudenti e utili tecnologici chiamati a confermare le valutazioni raggiunte dai mercati. L’azionario continua a mostrare resilienza, soprattutto grazie all’intelligenza artificiale, ma il contesto energetico e geopolitico non consente ancora di parlare di vera normalizzazione.

 

Commento finale

Il mercato sta entrando in una settimana decisiva. Da una parte, l’intelligenza artificiale e le trimestrali delle Big Tech continuano a sostenere la narrativa positiva dell’azionario. Dall’altra, il petrolio sopra i 100 dollari, Hormuz ancora lontano da una riapertura credibile e le banche centrali costrette alla prudenza ricordano che il quadro resta fragile. La vera domanda non è se il mercato possa continuare a salire, ma se gli utili e la crescita saranno abbastanza forti da compensare il rischio energetico e inflattivo. Per ora la risposta non è ancora definitiva, e proprio per questo la disciplina resta più importante dell’entusiasmo.

 

I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte della BOJ in Giappone (attuali 0,75% - aspettative 0,75%), vendite industriali in Italia, variazione settimanali dei dati sull’occupazione elaborato dall’ADP e rapporto sulla fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,15%, China A50 -0,21%, Hang Seng -0,10%, il Nikkei +1,75%, l’Australia -0,18%, Taiwan +2,55%, la Corea del Sud Kospi +2,29%, l’indice Indiano Sensex chiuso +0,82%. Il nostro FTSEMib +0,04%, Dax -0,19%, Ftse100 -0,56%, Cac40 -0,19%, Zurigo -0,03%. Lo S&P500 +0,12%, il Nasdaq +0,20%, il Russell2000 +0,04%. L’oro ha chiuso a 4.693,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 96,37$ per il wti e 101,69$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 44,380. Lo spread BTP/BUND 81,240. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,02%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,35%, China A50 +0,02%, Hang Seng -0,95%, il Nikkei -1,16%, l’Australia -0,67%, Taiwan +0,23%, la Corea del Sud Kospi +0,46%, l’indice Indiano Sensex chiuso +0,12%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono piatti. L’oro si attesta a 4.671,89 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 97,43$ per il greggio e 102,69$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 77.051 e l’Ethereum 2.293,80.

 

Buona giornata.


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