top of page

Pillole di Mercato

(9° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Enzo Ferrari: “Non faremo mai del bene se non sei preparato all’ingratitudine”

 

Wall Street ha tentato un recupero dai minimi di seduta mentre il petrolio cancellava i guadagni sulla scia di segnali di progresso nei colloqui sul nucleare tra Stati Uniti e Iran. Il comparto chip, però, è tornato sotto pressione: i conti di Nvidia Corp. non sono riusciti a rassicurare pienamente un mercato che chiede certezze sulla sostenibilità del boom legato all’intelligenza artificiale. Nel frattempo, i bond hanno beneficiato di flussi difensivi. Lo S&P 500 ha perso lo 0,5%, ma con un dato interessante sotto la superficie: circa 350 titoli hanno chiuso in rialzo, segno di una rotazione interna piuttosto che di una vendita indiscriminata. Più pesante il Nasdaq 100 Index, in calo dell’1,2%. Nvidia ha ceduto il 5,5% nonostante una guidance ottimistica, trascinando al ribasso quasi tutto il comparto semiconduttori. Il mercato, in sostanza, non ha messo in discussione i numeri - ricavi, utili e outlook sono stati superiori alle attese - ma la narrativa. Nvidia raramente delude sulle metriche di breve, ma ciò che non ha convinto è stata la mancanza di risposte chiare su due fronti: la difesa dei margini lordi in un contesto competitivo crescente e la strategia per proteggere il proprio “moat” in un mondo in cui l’AI potrebbe ridefinire la catena del valore del calcolo. Anche Michael Burry ha contribuito al nervosismo, sottolineando l’aumento degli impegni di acquisto della società - 95,2 miliardi di dollari contro i 16,1 miliardi dell’anno precedente - che potrebbero diventare un rischio qualora la domanda rallentasse. Il rendimento del Treasury decennale è sceso di quattro punti base al 4,01%, mentre il dollaro ha oscillato senza una direzione chiara. Il petrolio ha chiuso in lieve calo (-0,3%) dopo che l’Oman, mediatore nei colloqui tra Washington e Teheran, ha parlato di “progressi significativi” e di una prosecuzione delle trattative la prossima settimana. Un elemento che ha temporaneamente ridotto il premio al rischio geopolitico. Il tono contrastato delle reazioni agli utili riflette un momento di transizione. Dopo anni di crescita esplosiva, Nvidia non è più valutata come una semplice “macchina da utili”, ma come il simbolo stesso della sostenibilità dell’economia AI. Gli investitori oggi non cercano conferme, ma accelerazioni. E se non le trovano, prendono profitto. Non tutto il comparto tecnologico, però, ha reagito allo stesso modo. Salesforce Inc. ha fornito una guidance di lungo termine robusta e annunciato un ampio piano di buyback, contribuendo ad attenuare alcune paure sull’impatto dell’AI sul software tradizionale. Nel dopoborsa, Dell Technologies Inc. ha presentato stime sulle vendite di server AI superiori alle attese, mentre CoreWeave Inc. ha riportato una perdita più ampia del previsto. Jack Dorsey ha annunciato che Block Inc. taglierà 4.000 posti di lavoro, quasi la metà della forza lavoro, scommettendo sull’AI come leva di produttività futura. Il quadro resta quindi ambivalente: da un lato il mercato ha rimbalzato dopo il selloff di inizio settimana legato allo “AI scare trade”; dall’altro la reazione contenuta a risultati oggettivamente solidi suggerisce che la fiducia non è ancora pienamente ricostruita. Come osservato da diversi strategist, marzo potrebbe presentare nuove turbolenze tra dubbi sulla redditività dell’AI, preoccupazioni sul private credit e timori per l’impatto tecnologico su vari settori. In Europa la seduta si è chiusa in modo misto, con lo Stoxx Europe 600 appena sotto la parità ma con la maggior parte dei listini nazionali in territorio positivo. La stagione delle trimestrali è stata intensa: Puma SE ha registrato un calo delle vendite del 13,1% e una perdita operativa, ma il titolo è salito oltre il 9% perché i numeri sono stati meno negativi del previsto. Rolls-Royce Holdings plc ha sorpreso positivamente con un balzo del 40% dell’utile 2025 e previsioni di oltre 4 miliardi di sterline di profitti nel 2026. London Stock Exchange Group ha annunciato un buyback da 3 miliardi di sterline, spingendo il titolo in rialzo di oltre il 9%. Anche Allianz SE e AXA SA hanno riportato utili robusti, mentre Engie SA ha guadagnato oltre il 7% grazie all’acquisizione di UK Power Networks. Il contesto europeo beneficia di un relativo sollievo sul fronte commerciale: l’entrata in vigore del dazio universale al 10%, anziché al 15% inizialmente minacciato, ha ridotto la pressione immediata, anche se l’incertezza globale resta elevata. La reazione tiepida ai conti di Nvidia racconta molto più della singola trimestrale. Il mercato non è più disposto a pagare valutazioni elevate solo sulla base della crescita attuale: pretende visibilità sulla durata del ciclo e sulla difendibilità dei margini. È il passaggio tipico da fase di euforia a fase di maturazione di un tema di mercato. In parallelo, la rotazione interna all’S&P 500 - con molti titoli in rialzo nonostante l’indice in calo - suggerisce che non siamo di fronte a un selloff sistemico, ma a un processo di selezione più fine. In questa fase la narrativa conta meno dei flussi e dei fondamentali: la domanda non è più “l’AI è il futuro?”, ma “chi riuscirà a monetizzarla senza sacrificare margini e solidità finanziaria?”. Ed è su questa distinzione che si giocherà la prossima gamba di mercato. I market movers di oggi sono: produzione industriale in Giappone, tasso di disoccupazione e CPI (Inflazione) in Germania.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,19%, China A50 -1,01%, Hang Seng -1,04%, il Nikkei +2,39%, l’Australia +1,17%, Taiwan +0,00%, la Corea del Sud Kospi +3,64%, l’indice Indiano Sensex +0,14%. Il nostro FTSEMib +0,54%, Dax chiuso +0,45%, Ftse100 +0,37%, Cac40 +0,72%, Zurigo -0,49%. Lo S&P500 -0,54%, il Nasdaq -1,18%, il Russell2000 +0,52%. L’oro ha chiuso a 5.194,20 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,21$ per il wti e 70,84$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 31,850. Lo spread BTP/BUND 61,330. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 18,63%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,28%, China A50 -0,41%, Hang Seng +0,88%, il Nikkei +0,07%, l’Australia +0,25%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi -0,65%, l’indice Indiano Sensex -0,71%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura sopra la pari con gli Stati Uniti negativi. L’oro si attesta a 5.215,80 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,58$ per il greggio e 71,14$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 67.638 e l’Ethereum 2.033.

 

Buona giornata.

Commenti


Mi trovi anche su:
  • Facebook
Tutti i diritti riservati © 2023 Federico Caligiuri
Email: segreteriacaligiuri@gmail.com  P.IVA - 02053160590

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate dal consulente di riferimento, come Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede per FinecoBank S.p.A., e soggetto autorizzato e vigilato da Consob. Queste informazioni non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.

RISCHI DI INVESTIMENTO

Ci sono rischi associati all'investimento in titoli. Investire in azioni, obbligazioni, exchange traded funds, fondi comuni e ogni altro strumento finanziario comporta il rischio di perdita.  La perdita del capitale è possibile. Alcuni investimenti ad alto rischio possono utilizzare la leva finanziaria, che accentuerà i guadagni e le perdite. Gli investimenti esteri comportano rischi speciali, tra cui una maggiore volatilità e rischi politici, economici e valutari e differenze nei metodi contabili.  La performance passata di un titolo o di un'azienda non è una garanzia o una previsione della performance futura dell'investimento. La totalità dei contenuti presenti nel sito internet è tutelata dal diritto d’autore. Senza previo consenso scritto da parte nostra non è pertanto consentito riprodurre (anche parzialmente), trasmettere (né per via elettronica né in altro modo), modificare, stabilire link o utilizzare il sito internet per qualsivoglia finalità pubblica o commerciale. Qualsiasi controversia riguardante l’utilizzo del sito internet è soggetta al diritto italiano, che disciplina in maniera esclusiva l’interpretazione, l’applicazione e gli effetti di tutte le condizioni sopra elencate. Il foro di Roma è esclusivamente competente in merito a qualsiasi disputa o contestazione che dovesse sorgere in merito al presente sito internet e al suo utilizzo. Accedendo e continuando nella lettura dei contenuti di questo sito Web dichiari di aver letto, compreso e accettato le sopracitate informazioni legali.

bottom of page