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Pillole di Mercato

(9° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Robert Downey Jr.: “Se vuoi sapere chi sono i tuoi veri amici e la tua vera famiglia, perdi il lavoro, ammalati o attraversa un momento difficile. Vedrai tutto con chiarezza”

 

Il rimbalzo delle azioni globali seguito allo “AI scare trade” che aveva scosso Wall Street nei giorni precedenti ha mostrato segnali di rallentamento: gli investitori hanno reagito in modo piuttosto tiepido ai conti di Nvidia Corp., nonostante risultati superiori alle attese. I future sul Nasdaq 100 Index hanno ceduto lo 0,3%, mentre i contratti europei indicavano un avvio leggermente negativo. Le azioni di Nvidia, dopo un primo scatto post-trimestrale, hanno quasi azzerato i guadagni per chiudere in lieve rialzo (+0,2% nell’after-hours). In Asia, invece, l’MSCI Asia Pacific Index è salito dello 0,9%, anche se proprio i titoli dei semiconduttori hanno mostrato qualche presa di profitto. In Europa la seduta precedente si era chiusa in progresso: lo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,7%, con la maggior parte dei listini in territorio positivo, complice il fatto che il dazio universale del 10% annunciato da Donald Trump sia entrato in vigore a quel livello, e non al 15% inizialmente minacciato. Anche questo dettaglio ha contribuito ad allentare temporaneamente la tensione sui mercati. La giornata europea è stata intensa sul fronte trimestrali, con numerosi gruppi industriali ed energetici a riportare risultati, ma a catalizzare l’attenzione è stato soprattutto il crollo di Diageo, scesa di oltre il 12% dopo aver tagliato le stime su vendite e utili 2026. Il colosso degli spirits ha segnalato debolezza della domanda in Nord America e Cina, con ricavi semestrali in calo del 4% e profitto operativo leggermente inferiore all’anno precedente. La guidance prudente e il taglio del dividendo hanno colpito duramente il titolo. Anche Aston Martin ha annunciato un piano di riduzione del 20% della forza lavoro nel 2026, citando l’impatto dei dazi in USA e Cina e riportando ricavi in calo del 21% nel 2025, con una perdita operativa significativa. Di segno opposto la reazione su HSBC Holdings Plc, che ha battuto le stime con un utile ante imposte annuo superiore alle attese e ha visto il titolo salire di quasi l’8%, sui massimi a 52 settimane. Ma il vero baricentro della settimana resta Nvidia. Il gruppo ha fornito una guidance sul primo trimestre tra 76,4 e 79,6 miliardi di dollari di ricavi, sopra le stime medie (72,8 miliardi) e in linea con le aspettative più ottimistiche del mercato. Dopo un anno di crescita straordinaria, però, il problema non è più “battere le stime”, ma stupire. E questa volta il mercato non è rimasto impressionato: le attese erano già molto elevate, i multipli già tirati, e diversi investitori hanno lamentato la mancanza di maggiore chiarezza su margini, sostenibilità della domanda e concorrenza da chip proprietari sviluppati internamente dai grandi hyperscaler. Non è un dettaglio secondario: se nel 2023 e nel 2024 bastava confermare la narrativa del boom dell’AI per alimentare il rally, nel 2026 il mercato chiede qualcosa in più. Come osservato da alcuni strategist, il titolo ora viene scambiato “per più che eccellente”: non basta essere grande, serve accelerare di nuovo. Nel frattempo, il dollaro si è indebolito per il secondo giorno consecutivo, mentre l’oro è salito verso area 5.200 dollari l’oncia, sostenuto dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dall’incertezza legata alle politiche commerciali USA. I Treasury hanno registrato acquisti, con il rendimento del decennale sceso di un punto base al 4,04%. Il Bitcoin ha perso circa l’1%. In Giappone, lo yen si è rafforzato dopo che un membro più “hawkish” del board della Bank of Japan ha rinnovato l’appello a ulteriori rialzi dei tassi, contribuendo a sostenere i rendimenti sul tratto breve della curva domestica. Sul fronte commerciale, l’amministrazione Trump ha ribadito l’intenzione di portare il dazio globale al 15% “ove appropriato”, mantenendo però una certa continuità con i Paesi che hanno già siglato accordi. Il messaggio che arriva dal mercato è sottile ma chiaro: i numeri di Nvidia sono stati solidi, ma non sufficienti a dissipare del tutto i timori su eccessi di investimento e sostenibilità della spesa infrastrutturale AI. La reazione contenuta suggerisce che, dopo la correzione innescata dallo “AI scare trade”, gli investitori non sono ancora pronti a rientrare con la stessa aggressività vista nel 2024. Serve una narrativa più convincente sulla durata del ciclo e sulla capacità di difendere quote di mercato in un contesto competitivo che si sta facendo più complesso. Quello che stiamo osservando non è un’inversione strutturale del tema AI, ma una sua maturazione. Il mercato non discute più se l’intelligenza artificiale sia un driver di crescita, ma quanto durerà il ritmo attuale di investimenti e chi riuscirà a monetizzarlo davvero. Quando le aspettative diventano estremamente elevate, anche risultati eccellenti possono sembrare “insufficienti”. È un passaggio tipico delle fasi avanzate di un grande tema di mercato: l’entusiasmo lascia spazio alla selettività. E in questa selettività si gioca la prossima fase del ciclo, dove non basterà essere esposti all’AI in senso generico, ma servirà dimostrare solidità dei margini, vantaggio competitivo e sostenibilità dei flussi di cassa in un contesto in cui il capitale non viene più premiato a prescindere. I market movers di oggi sono: richieste dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,63%, China A50 +0,60%, Hang Seng +0,27%, il Nikkei +2,39%, l’Australia +1,17%, Taiwan +2,05%, la Corea del Sud Kospi +1,95%, l’indice Indiano Sensex +0,66%. Il nostro FTSEMib +1,11%, Dax chiuso +0,76%, Ftse100 +1,18%, Cac40 +0,47%, Zurigo -0,10%. Lo S&P500 +0,81%, il Nasdaq +1,26%, il Russell2000 +0,41%. L’oro ha chiuso a 5.226,20 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,42$ per il wti e 70,69$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 30,935. Lo spread BTP/BUND 60,640. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,93%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,19%, China A50 -1,01%, Hang Seng -1,04%, il Nikkei +2,39%, l’Australia +1,17%, Taiwan +0,00%, la Corea del Sud Kospi +3,64%, l’indice Indiano Sensex +0,14%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 5.210,76 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,53$ per il greggio e 70,82$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 68.338 e l’Ethereum 2.069.

 

Buona giornata.

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