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Pillole di Mercato

(9° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Chris Gardner: “Non permettere a nessuno di dirti che non puoi farcela. Nemmeno a te stesso”

 

Un nuovo rimbalzo dei titoli tecnologici, partito da Wall Street, si è esteso anche in Asia: dopo settimane di turbolenza, il mercato ha iniziato a respirare perché la paura legata agli effetti “disruptive” dell’intelligenza artificiale si è attenuata, almeno per il momento. L’MSCI Asia ha guadagnato circa l’1,5% aggiornando i massimi storici, con Corea del Sud e Taiwan - due piazze considerate barometri degli investimenti legati all’AI - anch’esse su nuovi record. Negli Stati Uniti, la risalita dei software, tra i comparti più colpiti nelle ondate di vendite recenti, ha sostenuto gli indici in vista dell’evento più atteso della giornata: i conti di Nvidia, destinati a diventare il vero stress test per capire se il ciclo di spesa sull’AI è ancora intatto. Anche l’Europa si preparava a un avvio in rialzo. Sul fronte valute e tassi, il dollaro ha perso fino allo 0,2%, mentre i future sugli indici USA hanno limato buona parte dei guadagni iniziali dopo il discorso sullo Stato dell’Unione di Donald Trump. I Treasury hanno leggermente ceduto, con il rendimento del decennale salito di un punto base al 4,04%. Lo yuan è avanzato e, più in generale, le valute asiatiche si sono rafforzate fino a un massimo a 16 mesi, approfittando della debolezza del biglietto verde. A dare una mano al tono del mercato sono arrivati anche messaggi dal mondo AI stesso. Anthropic ha indicato la volontà di costruire partnership, lasciando intendere che il suo chatbot Claude punta a integrarsi nei processi esistenti più che a sostituire direttamente le aziende. È un dettaglio non banale, perché la narrativa delle ultime settimane - quella che ha alimentato il cosiddetto “AI scare trade” - era soprattutto una narrativa di rimpiazzo: l’idea che l’AI potesse “cannibalizzare” ricavi e modelli di business in settori molto diversi tra loro, dal software all’intermediazione assicurativa, dal wealth management alla cybersecurity. In questo senso, il rimbalzo è stato letto da più parti come una sorta di “circuit breaker” nel flusso di cattive notizie: un sollievo dopo vendite diffuse e poco selettive, ma non necessariamente l’inizio di un reset strutturale del posizionamento. Il messaggio è chiaro: la pressione può essersi allentata, ma le domande di fondo sull’impatto dell’AI restano aperte. In parallelo, il tema tariffe continua a pesare sul dollaro e sul sentiment. Trump ha attaccato la Corte Suprema per la bocciatura di una parte dei dazi globali e ha ribadito l’intenzione di ripristinare ampie imposte sulle importazioni usando altre basi legali. Ha anche rilanciato un concetto che il mercato ascolta con attenzione: l’idea che le tariffe possano generare così tanto gettito da sostituire in parte il sistema moderno dell’imposta sul reddito. È proprio questo tipo di messaggi a tenere alta l’incertezza, perché suggerisce una potenziale escalation futura nell’uso dei dazi come strumento di politica economica. In Giappone, intanto, lo yen ha oscillato dopo la nomina di due accademici “reflazionisti” nel board della Bank of Japan, elemento che può alimentare l’idea di una banca centrale più cauta nel rialzare i tassi in fretta. Nel resto del mercato, oro e argento hanno guadagnato, coerentemente con il fatto che quest’anno stanno salendo insieme alle azioni, mentre il Bitcoin ha ridimensionato parte dei progressi tornando in area 65.000 dollari. Il vero baricentro della giornata, però, resta Nvidia. Il mercato è in attesa di numeri e indicazioni capaci di “calmare o riaccendere” le paure: da un lato c’è la necessità di conferme sulla tenuta del boom di investimenti in AI, dall’altro c’è una comunità di investitori che, dopo settimane di volatilità, chiede chiarezza. Non serve che arrivino tutte le risposte in una sola trimestrale, ma basta una guidance poco convincente per riaprire le tensioni. Sul fronte corporate, la giornata ha portato anche notizie miste: HSBC ha pubblicato utili 2025 sopra le stime; Workday e HP hanno sofferto sull’outlook; WiseTech ha annunciato un taglio significativo della forza lavoro nell’ambito di una revisione “AI-driven”; e sul dossier media sono proseguite le manovre tra Warner Bros. Discovery e Paramount Skydance. In Europa, le borse hanno chiuso leggermente positive, con un movimento rilevante nel settore auto, uno dei più sensibili alle tariffe, salito di circa il 2%. Qui si incastra un altro dettaglio importante: dopo l’annuncio politico di una tariffa globale al 15%, all’atto pratico l’entrata in vigore è avvenuta al 10% come “Temporary Section 122 Duties” per 150 giorni, creando ulteriore rumore interpretativo (tempistiche, esenzioni, Paesi coinvolti, compreso il Regno Unito). Proprio questa incertezza, più ancora del numero secco, è ciò che tende a condizionare i multipli e la propensione al rischio. Quello che emerge, sotto la superficie, è un mercato che sta cercando di tornare a respirare senza illudersi che la partita sia chiusa. Il rimbalzo del tech e dei software assomiglia a una tregua dopo una fase di vendite “indiscriminate”, più che a una vera riconciliazione con il tema AI. La linea di confine resta sottile: da una parte la narrativa dell’AI come crescita e investimenti, dall’altra la narrativa dell’AI come minaccia ai modelli di ricavo. E nel mezzo c’è Nvidia, che in questo momento non è solo una trimestrale, ma un termometro: se il mercato vede continuità nella spesa e una monetizzazione credibile, la tensione si sgonfia; se vede crepe, la paura torna subito a cercare un nuovo bersaglio. In un contesto così, la disciplina non è “scegliere una storia”, ma seguire i prezzi, i flussi e i segnali che dicono se stiamo vivendo un rimbalzo tecnico o un cambio di tono più profondo. I market movers di oggi sono: tasso privilegia d’interesse da parte della PboC in Cina (attuale 3,50% - aspettative 3,50%), variazione settimanale dei dati sull’occupazione elaborato dall’ADP e discorsi di alcuni membri del FOMC negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,90%, China A50 +0,19%, Hang Seng -2,10%, il Nikkei +0,81%, l’Australia -0,04%, Taiwan +2,75%, la Corea del Sud Kospi +1,98%, l’indice Indiano Sensex -0,89%. Il nostro FTSEMib -0,10%, Dax chiuso -0,02%, Ftse100 -0,04%, Cac40 +0,26%, Zurigo +1,02%. Lo S&P500 +0,77%, il Nasdaq +1,04%, il Russell2000 +1,20%. L’oro ha chiuso a 5.176,30 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,63$ per il wti e 70,58$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 30,475. Lo spread BTP/BUND 61,330. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 19,55%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,63%, China A50 +0,60%, Hang Seng +0,27%, il Nikkei +2,39%, l’Australia +1,17%, Taiwan +2,05%, la Corea del Sud Kospi +1,95%, l’indice Indiano Sensex +0,66%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 5.209,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,92$ per il greggio e 70,89$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 64.978 e l’Ethereum 1.889.

 

Buona giornata.

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