Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 16 ore fa
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(8° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Enzo Ferrari: “Non ho mai voluto essere il più grande, ho sempre voluto essere il migliore”
Le Borse asiatiche hanno chiuso in rialzo, trainate ancora una volta dal comparto tecnologico, mentre si sono attenuate le preoccupazioni legate alle valutazioni delle società esposte all’intelligenza artificiale. Le azioni di Samsung Electronics hanno toccato un nuovo massimo storico, rafforzando il clima di fiducia. L’indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,4%, con il Kospi sudcoreano che ha segnato un nuovo record assoluto, in scia alla buona performance di Wall Street: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,6% e il Nasdaq 100 lo 0,8% nella seduta precedente. Il dollaro australiano si è rafforzato dopo dati solidi sul mercato del lavoro, mentre il petrolio si è stabilizzato dopo il maggiore rialzo giornaliero da ottobre. Il rimbalzo del settore tech suggerisce che i timori di una possibile “disruption” negativa legata all’AI stiano temporaneamente rientrando, proprio mentre diversi gestori hanno iniziato a segnalare opportunità di acquisto selettive. A sostenere ulteriormente il sentiment sono arrivate indiscrezioni secondo cui OpenAI sarebbe vicina a completare la prima fase di un nuovo round di finanziamento, potenzialmente superiore ai 100 miliardi di dollari. Secondo alcune fonti, la valutazione complessiva della società, inclusi i nuovi capitali, potrebbe superare gli 850 miliardi di dollari. Chris Weston di Pepperstone ha sottolineato come la crescita e le opportunità non siano più circoscritte al solo gruppo delle “Magnificent Seven” o al tema AI in senso stretto, ma si stiano ampliando anche su base geografica, con una significativa sovraperformance di Europa, Giappone e Corea del Sud. Dall’inizio dell’anno, l’MSCI Asia Pacific è salito di circa il 12%, mentre il Kospi ha registrato un balzo superiore al 30%. Al contrario, l’azionario statunitense è rimasto sostanzialmente laterale, con l’S&P 500 poco distante dai livelli di fine dicembre. Samsung Electronics ha beneficiato di indiscrezioni secondo cui starebbe negoziando un prezzo fino al 30% superiore per la nuova generazione di chip di memoria dedicati all’intelligenza artificiale rispetto al modello precedente. Il titolo è arrivato a guadagnare fino al 5,4% alla riapertura del mercato coreano dopo una pausa di tre giorni. I mercati finanziari sono rimasti chiusi in Cina continentale, Hong Kong e Taiwan per il Capodanno lunare, limitando la liquidità complessiva in Asia. Nel frattempo, il dollaro australiano si è rafforzato contro tutte le principali valute dopo che il tasso di disoccupazione si è mantenuto al 4,1%, contro attese di un incremento al 4,2%. La valuta è salita fino a 0,7071 dollari USA. Secondo Rodrigo Catril di National Australia Bank, un mercato del lavoro solido, con un tasso di disoccupazione ancora contenuto, dovrebbe contribuire a sostenere il dollaro australiano sopra quota 70 centesimi. Sul fronte delle materie prime, il petrolio ha consolidato i guadagni della vigilia, quando era salito del 4,3% in seguito a un report secondo cui un’eventuale operazione militare statunitense in Iran potrebbe avvenire prima del previsto. Il Brent si è mantenuto sopra i 70 dollari al barile, mentre il WTI si è attestato intorno ai 65 dollari. Secondo Axios, un’operazione USA potrebbe protrarsi per settimane, con il governo israeliano favorevole a uno scenario di cambio di regime a Teheran. L’oro è rimasto stabile intorno ai 4.970 dollari l’oncia, dopo l’intervento di compratori “di ribasso” nella seduta precedente. In Giappone, l’asta di titoli di Stato ventennali ha registrato una domanda più debole rispetto alla media degli ultimi dodici mesi, complice il calo dei rendimenti seguito alla vittoria elettorale del primo ministro Sanae Takaichi, che ha ridotto l’appeal per alcuni investitori. Negli Stati Uniti, gli investitori hanno in gran parte ignorato i verbali della riunione di gennaio del Federal Open Market Committee, dai quali è emerso che “diversi partecipanti” avrebbero preferito un comunicato che lasciasse aperta la possibilità di un rialzo dei tassi qualora l’inflazione restasse sopra il target. I futures sui Fed funds indicano che il mercato ha leggermente ridimensionato le aspettative di tagli nel breve, ma continua a prezzare due riduzioni da 25 punti base nel 2026. Secondo Charlie Ripley di Allianz Investment Management, i verbali rafforzano l’idea che i tagli dei tassi non siano imminenti. Tra le notizie societarie, Mark Zuckerberg ha testimoniato in un processo chiave sull’addiction ai social media, sostenendo che è “molto difficile” far rispettare i limiti di età su Instagram. Elliott Investment Management avrebbe sollecitato London Stock Exchange Group a rivedere il proprio portafoglio e a considerare un buyback da 5 miliardi di sterline nei prossimi dodici mesi. Alphabet ha annunciato nuove iniziative di espansione in India, inclusi collegamenti in fibra ottica verso Stati Uniti e altri Paesi dell’emisfero sud. Nel frattempo, diversi emittenti avrebbero escluso Mizuho Securities da operazioni di collocamento obbligazionario a seguito di un’indagine per presunto insider trading. In Europa, lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dell’1,2%, con tutte le principali piazze in territorio positivo. Tuttavia, Bayer ha perso il 7,2% dopo aver proposto un accordo da 7,25 miliardi di dollari per chiudere contenziosi legati al diserbante Roundup. Le accantonamenti per cause legali potrebbero salire da 7,8 a 11,8 miliardi di euro, con pagamenti previsti per circa 5 miliardi nel 2026, e la società si attende un free cash flow negativo nell’anno in corso. Nel Regno Unito, l’inflazione è scesa al 3% a gennaio dal 3,4% di dicembre, in linea con le attese. Secondo David Smith di Henderson High Income Trust, il calo potrebbe proseguire verso il 2% entro fine anno, aprendo la porta a ulteriori tagli dei tassi da parte della Bank of England. La sterlina si è indebolita dello 0,2% contro il dollaro, mentre i rendimenti dei gilt sono rimasti sostanzialmente stabili. I dati sul lavoro pubblicati nei giorni precedenti avevano mostrato un aumento della disoccupazione ai massimi da cinque anni e un rallentamento dei salari, rafforzando l’idea di una politica monetaria più accomodante nei prossimi mesi. Il mercato sembra muoversi su un equilibrio sottile tra entusiasmo e prudenza. L’intelligenza artificiale continua a essere il grande motore narrativo, ma anche la principale fonte di tensione: ogni notizia può alimentare nuove aspettative o riaccendere dubbi sulle valutazioni. La rotazione geografica verso Asia ed Europa racconta un cambiamento di flussi e di percezione del rischio, mentre la politica monetaria resta lo sfondo costante su cui si proietta ogni movimento. In questo contesto non è tanto la direzione di una singola seduta a fare la differenza, quanto la capacità del mercato di assorbire le notizie senza perdere coerenza. Ed è proprio in queste fasi che si misura la solidità di un trend: non quando tutto sale in modo lineare, ma quando, nonostante le incertezze, il mercato continua a trovare un punto di equilibrio. I market movers di oggi sono: tasso di disoccupazione in Australia, richieste dei sussidi alla disoccupazione negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso per festività, il Nikkei +0,98%, l’Australia +0,54%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi chiusura per festività, l’indice Indiano Sensex -0,14%. Il nostro FTSEMib +1,30%, Dax chiuso +1,12%, Ftse100 +1,23%, Cac40 +0,81%, Zurigo +0,43%. Lo S&P500 +0,56%, il Nasdaq +0,78%, il Russell2000 +0,45%. L’oro ha chiuso a 5.009,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,05$ per il wti e 70,35$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 31,875. Lo spread BTP/BUND 61,140. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 19,62%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I pochi listini dell’Asia aperti si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso per festività, il Nikkei +0,58%, l’Australia +0,88%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi +2,91%, l’indice Indiano Sensex -0,54%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura mista così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 5.015,59 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,20$ per il greggio e 70,44$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 68.382 e l’Ethereum 1.981.
Buona giornata.


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