Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 15 ore fa
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(8° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Ferruccio Lamborghini: “Non è impossibile finché non falliamo. Se falliamo, falliamo cercando la grandezza”
I future sugli indici azionari statunitensi hanno mostrato un lieve recupero insieme ai mercati asiatici, mentre le pressioni di vendita legate al tema dell’intelligenza artificiale sembrano aver trovato, almeno temporaneamente, un punto di stabilizzazione. Anche i metalli preziosi hanno rimbalzato. I contratti sull’S&P 500 sono saliti dello 0,2% dopo una seduta altalenante chiusa con un modesto +0,1%, mentre i future sul Nasdaq 100 hanno guadagnato lo 0,3%. Le Borse europee si preparavano a un’apertura più tonica e in Asia i listini hanno interrotto una serie negativa di quattro giorni, pur con scambi ridotti dato che Cina, Hong Kong e diversi altri mercati regionali restano chiusi per il Capodanno lunare. Il dollaro ha registrato un lieve rafforzamento contro tutte le principali valute del G10, con il dollaro neozelandese in maggiore difficoltà dopo che gli operatori hanno ridimensionato le aspettative di ulteriori rialzi dei tassi a seguito della decisione della banca centrale di mantenere invariata la politica monetaria. Dopo mesi di rialzi sostenuti dall’entusiasmo per l’AI, i mercati azionari sono entrati in una fase più volatile, stretti tra il timore che la tecnologia possa stravolgere interi modelli di business e lo scetticismo sul fatto che gli enormi investimenti effettuati possano tradursi in ritorni concreti nel breve periodo. Un tema particolarmente rilevante per l’Asia, cuore della produzione globale di chip e hardware, e che quest’anno ha sovraperformato Stati Uniti ed Europa. Come ha osservato Chris Larkin di E*Trade (Morgan Stanley), il mercato resta vicino ai massimi storici, ma non sempre la percezione degli investitori coincide con i numeri: le correzioni improvvise interrompono i tentativi di rialzo e rendono il percorso più accidentato, anche in presenza di un trend di fondo ancora positivo. Nel frattempo, l’attenzione si sposta sulla Federal Reserve, con la pubblicazione dei verbali della riunione del 27–28 gennaio, in cui i tassi sono stati lasciati invariati. I dati recenti su occupazione e inflazione, solidi ma non allarmanti, hanno contribuito a modellare le aspettative sulla traiettoria futura della politica monetaria. Il governatore Michael Barr ha ribadito che i tassi dovrebbero restare fermi “per un certo periodo” finché non emergeranno prove più convincenti di un ritorno dell’inflazione verso il target del 2%. Più aperto alla possibilità di nuovi tagli nel corso dell’anno si è mostrato Austan Goolsbee della Fed di Chicago, purché il processo disinflazionistico prosegua. Il rendimento del Treasury decennale è salito di un punto base al 4,07%. L’oro ha recuperato l’1,2% attestandosi intorno a 4.935 dollari l’oncia, mentre l’argento è balzato del 3,2%, segnalando un rientro parziale delle tensioni dopo le recenti prese di profitto. Il petrolio ha mantenuto in gran parte le perdite precedenti, complice un dialogo giudicato costruttivo tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare, che ha ridotto il premio al rischio incorporato nei prezzi. Sul fronte commerciale, il Giappone ha annunciato un investimento da 36 miliardi di dollari in progetti energetici e minerari negli Stati Uniti, primo passo di un impegno complessivo da 550 miliardi nell’ambito dell’accordo con il presidente Donald Trump; lo yen ha mostrato un lieve indebolimento. Resta comunque l’intelligenza artificiale il grande filo conduttore dei mercati globali. La turbolenza recente riflette due timori contrapposti: da un lato la convinzione che l’AI possa rivoluzionare interi settori, spingendo gli investitori a vendere i titoli percepiti come vulnerabili alla “cannibalizzazione”; dall’altro il dubbio che le centinaia di miliardi investiti ogni anno da colossi come Amazon, Meta, Microsoft e Alphabet possano generare ritorni adeguati nel breve termine. Come ha sottolineato Jean Boivin di BlackRock Investment Institute, pochi mesi fa il dibattito verteva sull’esistenza o meno dell’AI come fenomeno strutturale; oggi è vista come una minaccia concreta ai modelli di business tradizionali, alimentando al contempo una corsa agli investimenti e al debito per finanziarne lo sviluppo. Sul fronte societario, Warner Bros. ha riaperto le trattative con Paramount dopo una proposta migliorativa, mentre Berkshire Hathaway ha ridotto di oltre il 75% la propria partecipazione in Amazon nel quarto trimestre, aumentando invece l’esposizione al New York Times. Apple accelera sullo sviluppo di nuovi dispositivi indossabili con funzionalità legate all’intelligenza artificiale. Meta ha annunciato l’implementazione di “milioni” di processori Nvidia nei prossimi anni, rafforzando ulteriormente la partnership tra due protagonisti del settore. Palo Alto Networks ha perso l’8% nelle contrattazioni after-hours dopo una guidance sugli utili inferiore alle attese. In Europa, lo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dello 0,5%, con la maggior parte dei settori e delle principali piazze in territorio positivo. Il FTSE 100 londinese ha guadagnato lo 0,8%, mentre la sterlina si è indebolita dopo la pubblicazione di dati sul lavoro che mostrano un mercato in rallentamento: i lavoratori dipendenti registrati sono scesi dello 0,4% su base annua a 30,3 milioni, 134.000 in meno rispetto a gennaio 2025, e la disoccupazione è salita al 5,2%, massimo da cinque anni. I rendimenti dei gilt britannici sono scesi lungo tutta la curva, con il decennale al 4,377% e il trentennale al 5,181%. I future sulla Bank of England ora prezzano pienamente due tagli dei tassi quest’anno, con una probabilità del 75% di un intervento già il mese prossimo. Tra le società europee, BHP ha chiuso in rialzo dell’1,5% dopo aver annunciato un accordo record sullo streaming dell’argento con Wheaton Precious Metals per 4,3 miliardi di dollari e aver pubblicato risultati semestrali superiori alle attese grazie alla forza del rame. In Germania, l’inflazione è salita al 2,1% a gennaio dall’1,8% del mese precedente, segnalando un’intensificazione delle pressioni sui prezzi all’inizio dell’anno. Il quadro che emerge è quello di un mercato sospeso tra fiducia e prudenza. I listini non sono lontani dai massimi, ma la serenità apparente nasconde un equilibrio delicato: da una parte l’AI come promessa di trasformazione epocale, dall’altra il dubbio sul prezzo pagato oggi per una crescita che potrebbe richiedere tempo per materializzarsi. La politica monetaria resta lo sfondo su cui tutto si muove, con ogni parola della Fed che pesa come un contrappeso sulle aspettative. In questo contesto non è tanto il dato singolo a fare la differenza, quanto la traiettoria che si costruisce nel tempo. Ed è proprio nelle fasi in cui il mercato sembra indeciso che si capisce quanto contino disciplina, lettura dei numeri e capacità di restare lucidi anche quando il rumore aumenta. I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Giappone, decisione sui tassi di interesse da parte della RBNZ in Nuova Zelanda (attuali 2,25% - aspettative 2,25%), CPI (Inflazione) in Gran Bretagna, permessi di costruzioni rilasciati, verbali della riunione del FOMC e produzione industriale negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso per festività, il Nikkei -0,50%, l’Australia +0,24%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi chiusura per festività, l’indice Indiano Sensex +0,16%. Il nostro FTSEMib +0,76%, Dax chiuso +0,80%, Ftse100 +0,79%, Cac40 +0,54%, Zurigo +0,78%. Lo S&P500 +0,10%, il Nasdaq +0,14%, il Russell2000 +0,00%. L’oro ha chiuso a 4.905,90 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 62,26$ per il wti e 67,46$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 29,875. Lo spread BTP/BUND 61,300. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 20,29%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I pochi listini dell’Asia aperti si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso per festività, il Nikkei +0,98%, l’Australia +0,54%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi chiusura per festività, l’indice Indiano Sensex -0,14%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.946,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 62,30$ per il greggio e 67,52$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 68.382 e l’Ethereum 1.981.
Buona giornata.


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