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Pillole di Mercato

(8° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Anthony Robbins: “Non sono le condizioni della tua vita che ti plasmano, ma le decisioni che prendi”

 

I future sugli indici azionari statunitensi hanno ripiegato, lasciando intendere che la discesa delle ultime settimane nel comparto tecnologico potrebbe non essere ancora terminata, proprio mentre gli investitori di Wall Street tornano operativi dopo la pausa per il Presidents’ Day. I Treasury hanno registrato un lieve recupero, mentre i metalli preziosi hanno perso terreno. I contratti sull’S&P 500, che ha chiuso in calo nelle ultime due settimane cancellando i guadagni accumulati dall’inizio dell’anno, sono scesi dello 0,5%, mentre quelli sul Nasdaq 100 hanno ceduto lo 0,9%. L’indice a forte componente tecnologica ha così archiviato la terza settimana consecutiva negativa, portandosi a circa -2% da inizio anno. Anche l’Europa si preparava a un’apertura debole, mentre in Asia le borse hanno lasciato sul terreno lo 0,2% in un contesto di scambi ridotti, complice la chiusura di Cina, Hong Kong e di altri mercati regionali per il Capodanno Lunare. In un clima di cautela diffusa, il rendimento del Treasury decennale è sceso di due punti base al 4,03%. Lo yen, tradizionalmente considerato valuta rifugio nelle fasi di avversione al rischio, si è rafforzato dello 0,3% contro il dollaro. Il petrolio ha invece mantenuto gran parte dei rialzi, sostenuto dall’aumento del rischio geopolitico dopo le esercitazioni navali dell’Iran in prossimità di una rotta marittima strategica, alla vigilia di nuovi colloqui con gli Stati Uniti. Secondo Tim Waterer di KCM Trade, la combinazione di festività sui mercati e l’assenza di nuovi catalizzatori sta mantenendo le azioni sulla difensiva. L’attenzione degli operatori resta concentrata sulle tensioni tra Stati Uniti e Iran: le recenti manovre militari di Teheran sono sufficienti a smorzare ogni tentativo di ritorno dell’appetito per il rischio. Le preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale, e in particolare al timore che possa sostituire modelli di business tradizionali, continuano a scuotere i mercati, colpendo non solo il software ma anche settori come la gestione patrimoniale e la logistica. Si è così diffusa quella che molti hanno definito “AI scare trade”, una dinamica in cui il timore di disruption si traduce in vendite trasversali.

Nel frattempo, il rischio geopolitico è tornato al centro della scena. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato a Ginevra il capo dell’agenzia atomica delle Nazioni Unite, in vista di un secondo round di negoziati nucleari con Washington. Donald Trump ha minacciato un’azione militare qualora l’Iran non accettasse un accordo sul proprio programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni, mobilitando navi da guerra e jet da combattimento nell’area. In questo contesto, come osserva Garfield Reynolds di Bloomberg, la ridotta liquidità dovuta alle festività rende i movimenti di mercato meno affidabili, ma il tono generale resta prudente, con segni evidenti che le ferite lasciate dal sell-off di fine gennaio - quando oro e argento crollarono insieme alle azioni - non sono ancora del tutto rimarginate. Gli investitori cercano ora nuovi indizi sul percorso dei tassi della Federal Reserve. Nella giornata sono attesi gli interventi del governatore Michael Barr e della presidente della Fed di San Francisco, Mary Daly, oltre ai dati ADP sull’occupazione privata e ai verbali dell’ultima riunione del FOMC. Sul fronte delle materie prime, l’oro spot è sceso verso i 4.900 dollari l’oncia, l’argento ha perso il 3,1% e il platino quasi il 2%, mentre il Bitcoin si è attestato intorno ai 68.200 dollari. In Giappone, la domanda per un’asta di titoli di Stato a cinque anni è aumentata per la prima volta da settembre, segnalando un raffreddamento delle aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della banca centrale. I bond giapponesi hanno così recuperato lungo tutta la curva. Intanto, l’impatto dell’AI continua a catalizzare l’attenzione: un team di JPMorgan guidato da Mislav Matejka ha invitato alla cautela sui titoli più esposti al rischio di “cannibalizzazione” tecnologica, tra cui software, servizi alle imprese e media. Alcune istituzioni stanno già costruendo strumenti per sfruttare questa divergenza. Goldman Sachs ha lanciato un paniere di titoli software “AI-proof”, andando lunghi sulle società che potrebbero beneficiare dell’adozione dell’intelligenza artificiale e corti su quelle i cui processi potrebbero essere sostituiti. In questo scenario di trasformazione strutturale, molto dipenderà dalla resilienza degli utili, soprattutto negli Stati Uniti. Secondo Nataliia Lipikhina di JPMorgan, la stagione delle trimestrali sta mostrando una crescita degli utili del 13%, elemento che sostiene una visione ancora costruttiva sull’S&P 500. Tra le notizie societarie, BHP Group ha registrato un forte rialzo grazie a utili semestrali in crescita di oltre il 20%, sostenuti dall’impennata dei prezzi del rame. Apple ha annunciato un evento di lancio prodotti per il 4 marzo, mentre Danaher sarebbe vicina a un’acquisizione da circa 10 miliardi di dollari della società di tecnologia medica Masimo. Alibaba ha presentato un importante aggiornamento del proprio modello di intelligenza artificiale, accelerando la competizione con startup e leader di settore in vista della nuova piattaforma di DeepSeek. AMD ha stretto una partnership con Tata Consultancy Services per portare in India le sue tecnologie AI per data center, sfidando Nvidia in uno dei mercati a più rapida crescita. Tom Pritzker, presidente esecutivo di Hyatt Hotels, ha annunciato il proprio ritiro, citando anche le controversie legate alla sua associazione con Jeffrey Epstein. In Europa, i mercati hanno chiuso in lieve rialzo dopo aver digerito i temi emersi dalla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco. Lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,1%, con la maggior parte dei principali listini in territorio positivo. Le azioni di Dassault Systèmes sono state temporaneamente sospese dopo un forte calo seguito al downgrade di AlphaValue, che ha citato timori sulla monetizzazione dell’AI e una perdita di slancio preoccupante. Il titolo ha chiuso in ribasso del 10%. Il tema della difesa e della geopolitica è tornato centrale durante la conferenza di Monaco, dove diversi leader europei hanno ribadito la necessità di aumentare la spesa militare per rafforzare l’autonomia strategica del continente, discutendo persino di uno scudo nucleare comune. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato di una “profonda frattura” nel rapporto transatlantico, affermando che l’ordine internazionale nato dopo la Seconda guerra mondiale non esiste più. Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha dichiarato che l’Ucraina potrebbe essere pronta ad aderire all’Unione Europea entro il 2027, chiedendo che una data venga inserita in eventuali accordi di pace con la Russia. Tra le altre società europee, NatWest ha guadagnato il 4,7% dopo l’avvio di un buyback da 750 milioni di sterline. I titoli minerari hanno invece sofferto: Rio Tinto ha perso l’1% dopo la sospensione dei lavori nella miniera di Simandou in Guinea a seguito di un incidente mortale, mentre BHP, Glencore, Fresnillo e Anglo American hanno chiuso in ribasso. L’indice FTSE dei metalli industriali e del settore minerario ha ceduto circa lo 0,6%. Nei prossimi giorni sono attese le trimestrali di Airbus, Nestlé e Renault. Il filo che unisce tutti questi movimenti non è un singolo evento, ma una combinazione di fattori che si intrecciano: tecnologia, geopolitica, politica monetaria e aspettative sugli utili. La correzione del comparto tech non nasce dal nulla, ma da un mercato che sta cercando di capire quanto l’intelligenza artificiale sia un acceleratore di valore e quanto, invece, possa diventare un elemento di discontinuità per modelli di business consolidati. Nel frattempo, le tensioni internazionali e l’incertezza sui tassi aggiungono un ulteriore strato di prudenza. Non siamo di fronte a un cambio di regime improvviso, ma a una fase in cui la fiducia viene messa alla prova e in cui la selettività torna a essere centrale. In questi momenti il mercato non si muove per slogan, ma per equilibrio tra aspettative e realtà: ed è proprio lì, in quella sottile linea tra entusiasmo e cautela, che si gioca la prossima direzione. I market movers di oggi sono: verbali della riunione di politica monetaria in Australia, CPI (inflazione) e indice ZEW delle condizioni economiche in Germania, tasso di disoccupazione in Gran Bretagna, variazione settimanale dei dati sull’occupazione elaborato dall’ADP e indice NAHB del mercato immobiliare negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso +0,50%, il Nikkei +0,03%, l’Australia +0,22%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi chiusura per festività, l’indice Indiano Sensex +0,19%. Il nostro FTSEMib -1,71%, Dax chiuso +0,25%, Ftse100 +0,42%, Cac40 -0,35%, Zurigo +0,52%. Lo S&P500 chiuso per festività, il Nasdaq chiuso per festività, il Russell2000 chiuso per festività. L’oro ha chiuso a 5.014,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 63,56$ per il wti e 68,65$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 30,935. Lo spread BTP/BUND 61,790. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 21,20%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I pochi listini dell’Asia aperti si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiusura per festività, China A50 chiusura per festività, Hang Seng ha chiuso per festività, il Nikkei -0,50%, l’Australia +0,24%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi chiusura per festività, l’indice Indiano Sensex +0,16%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura in ribasso così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.912 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 63,20$ per il greggio e 68,19$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 68.382 e l’Ethereum 1.981.

 

Buona giornata.


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