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Pillole di Mercato

(7° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Lucrezio: “Cedendo, la goccia scava la pietra, non per la sua forza, ma per la sua costanza”

 

I mercati azionari restano sotto pressione mentre il sentiment si deteriora a seguito delle crescenti preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale, che hanno innescato una nuova ondata di vendite sui titoli tecnologici statunitensi. I future sugli indici americani cedono lo 0,2% e le Borse asiatiche arretrano dell’1,4%, segnando la prima flessione dopo sei sedute consecutive di rialzi. I titoli tecnologici cinesi scendono, complice anche la riduzione del rischio da parte degli investitori in vista delle festività per il Capodanno lunare nella Cina continentale e a Hong Kong. I contratti sui listini europei indicano un avvio debole. Con l’indice della volatilità in aumento, oro e argento - che avevano guadagnato terreno insieme all’azionario dall’inizio dell’anno - recuperano parte delle perdite dopo il brusco calo della seduta precedente. I Treasury riducono parte dei guadagni di giovedì, quando l’avversione al rischio aveva spinto gli investitori verso i titoli di Stato americani. Il rendimento del decennale risale di un punto base al 4,11% in attesa dei dati sull’inflazione statunitense di gennaio. Le forti oscillazioni viste a Wall Street riflettono quanto siano diventate elevate le aspettative attorno al tema AI e quanto possano essere imprevedibili le ricadute tra settori, regioni e classi di attivo. Il cosiddetto “AI scare trade” mostra come un cambio di narrativa sull’intelligenza artificiale possa propagarsi ben oltre il comparto tecnologico. Secondo Nick Ferres di Vantage Point Asset Management, “i titoli software stanno iniziando a comportarsi come le banche nel 2008”, un paragone che richiama la rapidità con cui il sentiment può cambiare quando vengono messe in discussione valutazioni e modelli di business. Le perdite di giovedì hanno azzerato i guadagni da inizio anno dell’S&P 500, ora in calo dello 0,2%, mentre l’MSCI Asia Pacific resta in rialzo di circa il 12% nel 2026, proseguendo un trend positivo avviato negli ultimi tre anni. L’indice asiatico ha comunque ritracciato dai massimi storici per prese di profitto e riduzione delle posizioni prima della chiusura prolungata dei mercati cinesi. Il comparto tecnologico asiatico continua tuttavia a mostrare forza relativa, con un progresso del 22% secondo l’indice settoriale MSCI e con il Kospi sudcoreano, simbolo degli investimenti legati all’AI, in rialzo del 31% da inizio anno. A differenza degli Stati Uniti, dove il tema AI ha generato forte volatilità, in Asia l’impatto finora è stato più contenuto, anche se, secondo diversi analisti, con l’avanzare dell’adozione tecnologica dinamiche simili potrebbero emergere anche sui mercati regionali. Nel comparto delle materie prime, il petrolio si avvia verso il secondo calo settimanale consecutivo, penalizzato dal clima di avversione al rischio. Goldman Sachs ha intanto rivisto al rialzo la raccomandazione sulle azioni giapponesi, confidando in un contesto di maggiore stabilità politica. L’evento chiave per i mercati resta la pubblicazione dell’inflazione americana di gennaio. Le attese indicano un incremento del 2,5% su base annua per il core CPI. Dopo i dati sul lavoro che hanno mostrato un’economia ancora solida, i mercati monetari attribuiscono scarse probabilità a un taglio dei tassi già a marzo, con la prima riduzione ora pienamente prezzata per luglio. Alcuni osservatori, come Citigroup, ritengono che i mercati possano essere eccessivamente compiacenti sul fronte dell’inflazione, sottovalutando la resilienza dei consumi e la possibilità che le aspettative sui prezzi vengano riviste al rialzo. Sul fronte societario, Clear Street ha rinviato la propria IPO dopo aver ridotto drasticamente il target di raccolta, mentre OpenAI amplia la propria base di fornitori di chip collaborando con Cerebras Systems. Westpac ha riportato un utile trimestrale in crescita grazie al buon andamento dei mutui e del credito istituzionale, mentre CK Hutchison ha minacciato azioni legali contro Maersk per la gestione di terminal strategici a Panama. In Europa i mercati hanno chiuso contrastati, con lo Stoxx 600 in calo dello 0,6%. Siemens ha migliorato la guidance sugli utili per azione e ha sottolineato il forte potenziale dell’AI industriale. Hermès ha superato le attese con ricavi in crescita del 9,8%, mentre Adyen ha perso il 20% nonostante un aumento del fatturato, evidenziando quanto il mercato sia esigente in termini di aspettative. Mercedes-Benz ha registrato un calo del 57% dell’utile operativo nel 2025, penalizzata dalla concorrenza cinese e dai dazi, mentre Schroders è balzata di oltre il 28% dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte di Nuveen. Anche Deutsche Boerse ha guadagnato terreno dopo aver annunciato l’acquisto della quota di General Atlantic in ISS STOXX. Quello che stiamo vivendo è un mercato estremamente sensibile alle aspettative, più ancora che ai numeri. L’intelligenza artificiale resta il grande motore narrativo di questa fase, ma proprio per questo ogni crepa, reale o percepita, viene amplificata. Non siamo di fronte a un deterioramento strutturale dell’economia globale, bensì a una fase di assestamento in cui le valutazioni elevate rendono i listini più vulnerabili agli scossoni. La volatilità, in questo contesto, non è un’anomalia ma una conseguenza naturale di aspettative molto ambiziose. E quando il mercato si muove così rapidamente tra entusiasmo e timore, la vera differenza la fa la capacità di distinguere tra rumore di breve periodo e cambiamento reale dello scenario di fondo. I market movers di oggi sono: PIL (4° trimestre) nell’Eurozona, CPI (Inflazione) negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,08%, China A50 -0,34%, Hang Seng ha chiuso -0,93%, il Nikkei +0,07%, l’Australia +0,32%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi +2,72%, l’indice Indiano Sensex -0,56%. Il nostro FTSEMib -0,62%, Dax chiuso -0,01%, Ftse100 -0,67%, Cac40 +0,03%, Zurigo -0,02%. Lo S&P500 -1,57%, il Nasdaq -2,03%, il Russell2000 -2,01%. L’oro ha chiuso a 4.949,4 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 62,84$ per il wti e 67,52$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 32,330. Lo spread BTP/BUND 61,000. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 20,82%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -1,03%, China A50 -0,97%, Hang Seng ha chiuso -2,06%, il Nikkei -0,89%, l’Australia -1,39%, Taiwan chiusa per festività, la Corea del Sud Kospi -0,11%, l’indice Indiano Sensex -1,02%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.979,11 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 62,72$ per il greggio e 67,45$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 66.166 e l’Ethereum 1.934.

 

Buona giornata e buon fine settimana.

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