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Pillole di Mercato

(7° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Eugenio Montale: “Se l’aria mi raccontasse di te vorrei perdermi per sempre nel vento”

 

I mercati azionari hanno esteso il rimbalzo fino a toccare nuovi massimi storici, sostenuti dal recupero dei titoli tecnologici statunitensi, che ha contribuito ad allentare la pressione dopo le preoccupazioni emerse nelle scorse settimane per l’entità degli investimenti legati all’intelligenza artificiale. L’indice MSCI All Country World, uno dei termometri più ampi dell’azionario globale, è salito dello 0,2% aggiornando il record, mentre le Borse asiatiche hanno guadagnato l’1,3%, anch’esse su nuovi massimi storici, trainate in particolare dai titoli tecnologici, con SoftBank tra i protagonisti. Il rally sarà però messo alla prova più avanti nella giornata, con i future sugli indici azionari statunitensi ed europei rimasti sostanzialmente invariati dopo che l’S&P 500 ha chiuso la seduta di lunedì in prossimità dei massimi. Sul fronte valutario, lo yuan si è rafforzato fino ai livelli più alti dal maggio 2023, dopo che è emerso che la Cina avrebbe chiesto alle banche di limitare le loro detenzioni di Treasury statunitensi. Il dollaro si è mantenuto stabile, mentre l’oro ha registrato una flessione dopo due sedute consecutive di rialzi, con gli investitori che hanno preso profitto in un mercato ancora volatile e alla ricerca di un nuovo equilibrio dopo il recente e storico sell-off. La ripresa dell’azionario segnala un allentamento delle tensioni legate al tema dell’intelligenza artificiale, che nelle ultime due settimane aveva colpito duramente le società software e penalizzato i gruppi tecnologici caratterizzati da livelli di spesa particolarmente elevati. In parallelo, gli operatori restano in attesa di una serie di dati macroeconomici statunitensi chiave, destinati a influenzare le aspettative sul percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve. Secondo Tareck Horchani, responsabile del prime brokerage dealing di Maybank Securities a Singapore, la recente volatilità ha già contribuito a sgonfiare gli eccessi, in particolare nei titoli tecnologici e legati all’AI con valutazioni più tirate. Il posizionamento degli investitori appare ora più pulito, i premi per il rischio più ragionevoli e i mercati si presentano a questa fase su basi più solide. Se i prossimi dati macro statunitensi dovessero risultare favorevoli, anche in assenza di tagli imminenti dei tassi, le Borse asiatiche sarebbero ben posizionate per proseguire il movimento rialzista. Dopo il forte sell-off della settimana precedente, i mercati mostrano segnali di stabilizzazione, mentre l’attenzione degli investitori si concentra sempre di più sull’entità della spesa delle grandi aziende per l’intelligenza artificiale. Alphabet rappresenta uno degli esempi più recenti, con la decisione di pianificare un’emissione obbligazionaria in dollari da 20 miliardi. Con anche gli altri hyperscaler pronti ad aumentare gli investimenti, le spese in conto capitale delle quattro maggiori aziende tecnologiche statunitensi sono stimate raggiungere circa 650 miliardi di dollari nel 2026, alimentando un boom nei finanziamenti e sostenendo una tecnologia potenzialmente in grado di ridisegnare l’economia globale. Resta però da capire se il mercato stia rivalutando il proprio posizionamento, spostandosi verso segmenti più “value” dell’azionario, se stia iniziando a considerare il software come qualcosa di più di una scommessa di breve periodo, o se gli investitori stiano tornando a concentrarsi sui vincitori strutturali dell’AI. È una dinamica ancora in evoluzione, come sottolineato da Chris Weston di Pepperstone. Sul fronte valutario, la forza dello yuan riflette un tema più ampio: qualsiasi riduzione dell’esposizione cinese verso il debito sovrano statunitense rafforza la tendenza globale alla diversificazione lontano dal dollaro. Un processo che potrebbe accelerare il rimpatrio di capitali verso gli asset cinesi, fornendo un supporto strutturale alla valuta. Anche lo yen ha guadagnato terreno, salendo dello 0,4% e scambiando intorno a quota 155 contro dollaro, dopo la storica vittoria elettorale della premier giapponese Sanae Takaichi. Bitcoin è sceso sotto i 70.000 dollari, mentre la sterlina si è mantenuta stabile nonostante il rafforzamento della posizione politica del primo ministro britannico Keir Starmer. In un clima complessivamente positivo per l’azionario, l’indice MSCI dei titoli tecnologici asiatici si avvia verso una chiusura record, mentre il mercato giapponese ha segnato un balzo superiore al 2%, aggiornando i massimi storici e proseguendo il rally innescato dall’esito delle elezioni.L’attenzione, tuttavia, resta puntata su una settimana particolarmente densa di dati macroeconomici statunitensi, in particolare su due appuntamenti cruciali: occupazione e inflazione. Il report sul mercato del lavoro, atteso per mercoledì, dovrebbe mostrare un aumento dei nuovi occupati di circa 68.000 unità a gennaio, con il tasso di disoccupazione stabile al 4,4%. Il dato includerà anche revisioni storiche che potrebbero evidenziare un aggiustamento al ribasso significativo dell’occupazione nel periodo fino a marzo 2025. Venerdì, invece, l’indice dei prezzi al consumo sarà osservato con attenzione per verificare ulteriori segnali di rallentamento dell’inflazione, mentre già nella giornata precedente sono attesi dati solidi sulle vendite al dettaglio. Questi indicatori saranno determinanti nel plasmare le aspettative sulle prossime mosse della Federal Reserve. Il mercato continua a ritenere probabile che la banca centrale mantenga i tassi invariati anche nel prossimo meeting, come già avvenuto a gennaio, con il range fermo tra il 3,5% e il 3,75%. I rendimenti dei Treasury sono scesi lunedì dopo le dichiarazioni di Kevin Hassett, direttore del National Economic Council, secondo cui nei prossimi mesi si potrebbero osservare dati occupazionali più deboli a causa del rallentamento della crescita demografica. In questo contesto, un mercato del lavoro più stabile, con assunzioni moderate e licenziamenti contenuti, potrebbe consentire alla Fed di effettuare uno o due tagli dei tassi nel corso dell’anno, a condizione che le pressioni sui prezzi continuino ad attenuarsi. Sul fronte societario, Microsoft ha subito un nuovo downgrade, il secondo in meno di una settimana, a testimonianza delle crescenti preoccupazioni di Wall Street sul potenziale impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli di business tradizionali del software. Meta è stata richiamata dall’Unione Europea per alcune politiche che limiterebbero l’uso di assistenti AI concorrenti su WhatsApp, riaprendo il tema delle tensioni regolatorie tra Bruxelles e le grandi aziende tecnologiche statunitensi. Standard Chartered, infine, ha annunciato le dimissioni immediate del CFO Diego De Giorgi, una mossa inattesa che arriva dopo circa due anni nel ruolo. Il quadro che emerge è quello di un mercato che sta provando a ritrovare equilibrio dopo aver scaricato parte delle tensioni accumulate. La recente volatilità ha avuto l’effetto di ripulire eccessi e posizionamenti troppo affollati, soprattutto nei segmenti più legati all’intelligenza artificiale, senza intaccare il trend di fondo. I massimi storici non raccontano euforia, ma piuttosto una fase di riassestamento in cui il mercato torna a pesare numeri, aspettative e sostenibilità degli investimenti. La vera partita, ora, si gioca sul terreno dei dati macro e sulla capacità delle grandi aziende di trasformare l’enorme mole di capitali investiti in risultati concreti. In questo contesto, più che inseguire il rumore di breve periodo, diventa fondamentale osservare come le aspettative si traducono nei prezzi: è lì che il mercato, ancora una volta, sta raccontando la sua storia. I market movers di oggi sono: variazione settimanale dei dati sull’occupazione elaborato dall’ADP, vendite al dettaglio e GDPnow della Fed di Atlanta negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso piuttosto tonici. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,26%, China A50 +1,16%, Hang Seng ha chiuso +1,79%, il Nikkei ha chiuso +4,31%, l’Australia +1,85%, Taiwan -0,06%, la Corea del Sud Kospi +4,19%, l’indice Indiano Sensex +0,59%. Il nostro FTSEMib +2,06%, Dax chiuso +1,19%,Ftse100 +0,16%, Cac40 +0,60%, Zurigo +0,11%. Lo S&P500+0,47%, il Nasdaq +0,90%, il Russell2000 +0,68%. L’oro ha chiuso a 5.079,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 64,36$ per il wti e 69,04$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,560. Lo spread BTP/BUND 61,540. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,36%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE 

I listini dell’Asia si avviano a chiudere piuttosto tonici. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,17%, China A50 +0,07%, Hang Seng ha chiuso +0,44%, il Nikkei ha chiuso +2,20%, l’Australia+0,19%, Taiwan +2,06%, la Corea del Sud Kospi +0,07%, l’indice Indiano Sensex +0,34%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva mentre gli Stati Uniti sono intorno alla parità. L’oro si attesta a 5.044,91dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 64,35$per il greggio e 69,11$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 68.980e l’Ethereum 2.089.

 

Buona giornata.

 


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