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Pillole di Mercato

(5° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Seneca: “Chi non è contento di ciò che ha, non sarebbe contento nemmeno di ciò che deisdera”

 

Le azioni hanno esteso il loro rally per la quinta sessione consecutiva mentre le valute si sono stabilizzate dopo un lunedì volatile, con i mercati che hanno ritrovato un po’ di calma in scia alle speculazioni su un possibile intervento sullo yen. L’MSCI All Country World Index - uno degli indici più ampi dei mercati azionari globali - si è avvicinato a un nuovo massimo storico, mentre i listini asiatici sono saliti dello 0,7% segnando il record assoluto. I future sugli indici segnalavano il proseguimento del rialzo negli Stati Uniti e in Europa dopo i guadagni di Wall Street di lunedì. Lo yen si è indebolito dello 0,2% contro il dollaro dopo due giorni di rialzi, sullo sfondo di ipotesi di un intervento valutario coordinato tra Stati Uniti e Giappone. Il Bloomberg Dollar Spot Index è salito dello 0,1%, mentre oro e argento hanno scambiato vicino ai rispettivi massimi storici. Le ultime sedute sono state caratterizzate da una volatilità trasversale alle asset class, alimentata dai movimenti turbolenti del mercato obbligazionario giapponese e dalle speculazioni su un intervento sullo yen. L’attenzione si sposta ora sulla decisione della Federal Reserve attesa per mercoledì e sulle trimestrali dei titoli tecnologici megacap, che metteranno alla prova la tenuta del rally guidato dall’intelligenza artificiale. “Dal punto di vista economico, il contesto è ben impostato”, ha dichiarato il CEO di Goldman Sachs Group Inc., David Solomon, riferendosi allo scenario dei mercati globali e citando fattori come una politica fiscale espansiva, un orientamento regolatorio favorevole e gli ingenti investimenti in AI. “Al momento, in generale, le cose appaiono piuttosto positive, ma ciò non significa che non possano emergere criticità”, ha aggiunto in un’intervista a Bloomberg TV con Stephen Engle, da Hong Kong. Nonostante i movimenti marcati su valute e metalli, gli operatori azionari sono rimasti poco impressionati dalla prospettiva di maggiore volatilità: gli indici di Wall Street sono saliti lunedì dopo aver appena archiviato le prime due settimane negative dal mese di giugno. L’entusiasmo per la settimana di utili più densa della stagione sta spingendo gli investitori ad aumentare l’esposizione ai titoli tech in vista dei risultati di quattro dei “Magnifici Sette”, osserva Jose Torres di Interactive Brokers. In Asia, i tecnologici sono stati tra i principali trainanti, con società come SK Hynix Inc. e Samsung Electronics Co. in progresso. Il Kospi della Corea del Sud, tra i migliori indici al mondo quest’anno e termometro dei titoli legati all’AI, è salito del 2,5% dopo un’apertura debole seguita alle minacce del Presidente Donald Trump di alzare i dazi sul Paese; il won si è indebolito dopo il rally di lunedì. Trump ha riacceso le tensioni commerciali con Seul dopo aver minacciato un aumento al 100% dei dazi sui prodotti canadesi qualora Ottawa avesse firmato un accordo con la Cina. Il Presidente ha attribuito l’ipotesi di un +25% sui beni sudcoreani al mancato recepimento, da parte del parlamento di Seul, dell’intesa commerciale siglata lo scorso anno con gli Stati Uniti. “Non riteniamo che la minaccia abbia un grande impatto”, ha detto in TV Luca Paolini, chief strategist di Pictet Asset Management, riferendosi ai potenziali dazi sulla Corea del Sud. “Dal passato abbiamo imparato che Trump minaccia, poi fa marcia indietro. Sembra più una mossa tattica.” All’inizio del mese, Trump aveva minacciato tariffe su alcuni beni europei nel quadro della sua ambizione di assumere il controllo della Groenlandia, salvo poi fare dietrofront. Le azioni asiatiche probabilmente estenderanno la recente sovraperformance grazie all’esposizione ai boom dell’AI negli Stati Uniti e in Cina, risultando al contempo meno vulnerabili rispetto ai titoli USA a nuovi decreti su dazi o misure di “affordability” firmate da Trump. Il deciso “buy the dip” di martedì sul Kospi rappresenta un modello per gli asset rischiosi. Intanto lo yen resta in primo piano: commenti di funzionari giapponesi hanno alimentato l’ipotesi di un intervento per arrestare un’eventuale ripresa dell’indebolimento della valuta; per alcuni, tuttavia, il recente recupero riduce la probabilità di interventi effettivi. “Il rimbalzo drastico dello yen suggerisce che un intervento reale non sia necessario”, ha affermato Marc Chandler di Bannockburn Capital Markets. Sul fronte obbligazionario, i Treasury sono rimasti in un range ristretto: i funzionari della Fed sono attesi fermi sui tassi dopo tre tagli consecutivi a fine 2025, con un mercato del lavoro più stabile che ha ricomposto in parte le divisioni interne al board. Le aspettative sulla politica monetaria stanno oscillando anche in funzione delle speculazioni sul successore che Trump nominerà al posto di Jerome Powell, il cui mandato scade a maggio. “Anche se non ci si attende un taglio dei tassi, la conferenza stampa di Powell potrebbe riguardare tanto l’indipendenza della Fed quanto le scelte di policy”, ha osservato Chris Larkin di E*Trade (Morgan Stanley). Tra le corporate: Micron Technology Inc. investirà altri 24 miliardi di dollari a Singapore nel prossimo decennio per ampliare la capacità produttiva, in risposta alla carenza di memoria legata all’AI; Anta Sports Products Ltd. ha concordato l’acquisto di circa il 29% di Puma SE per 1,5 miliardi di euro (1,8 miliardi di dollari), diventandone il primo azionista; le immatricolazioni auto in Europa sono cresciute per il terzo anno consecutivo nel 2025, spinte dall’acquisto di modelli elettrici e ibridi più accessibili. Le borse europee sono salite lunedì in vista di una settimana intensa di trimestrali: lo Stoxx 600 è risultato in rialzo dello 0,24% alla chiusura di Londra, con i principali listini in verde ma settori misti. La stagione degli utili entra nel vivo: gli investitori guardano a ASML, Volvo, LVMH e Deutsche Bank, tra gli altri, per i prossimi aggiornamenti. La geopolitica potrebbe continuare a influenzare il sentiment mentre riaffiorano tensioni tra Stati Uniti e Canada. Il Primo Ministro canadese Mark Carney ha dichiarato domenica che il Paese non intende perseguire un accordo di libero scambio con la Cina, dopo che il Presidente USA Donald Trump aveva minacciato dazi al 100% su Ottawa in caso di intesa con Pechino. “Il Canada rispetta i suoi impegni. Nell’ambito del CUSMA non possiamo concludere accordi con economie non di mercato senza previa notifica. Non abbiamo intenzione di farlo con la Cina o con altre economie non di mercato”, ha detto Carney. Sui singoli titoli europei, Danone ha perso il 2,13% dopo un richiamo globale di alcuni lotti di latte in polvere per l’infanzia a seguito del rinvenimento di tracce di una tossina; le azioni Ryanair, quotate in Irlanda, hanno ceduto circa il 2,23%, riducendo però le perdite dopo aver alzato la guidance di crescita delle tariffe sopra il 7% a fronte di ricavi in aumento del 9%. Airbus ha chiuso a -2,03% mentre il gruppo aerospaziale affronta crescenti sfide geopolitiche; in una nota citata da Reuters, l’AD Guillaume Fauray ha definito il 2026 un anno segnato da un “numero senza precedenti di crisi”. Il gruppo pubblicherà i risultati il mese prossimo. Sul fronte delle materie prime, l’oro ha toccato nuovi massimi storici: lo spot è salito del 2,23% a 5.090 dollari lunedì, mentre i future USA risultavano in rialzo dell’1,7% a 5.071,29 dollari. Oltre 90 società dell’S&P 500 pubblicheranno i conti questa settimana, tra cui Apple, Meta Platforms e Microsoft; finora la stagione è solida, con il 76% delle aziende sopra le attese (dati FactSet). In controluce si vede un mercato che vuole salire, ma procede a piccoli passi, tra tregue tattiche sui dazi, ipotesi di interventi sullo yen e un’AI-rally che chiede conferme dagli utili. È come correre su un ponte sospeso: la vista è spettacolare, ma basta una folata di vento - un accenno della Fed, un tweet di geopolitica, un dato del lavoro fuori linea - per far dondolare la struttura. In questo contesto, restare ancorati al processo conta più del colpo di reni: diversificare il rischio, dosare l’esposizione al tech che traina, tenere un occhio sui rendimenti e l’altro sul dollaro. E ricordarsi che, quando la musica accelera, è la disciplina - non l’adrenalina - a farci arrivare in fondo senza inciampare. I market movers di oggi sono: rapporto sulla fiducia dei consumatori elaborato dal Conference Board negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso quasi tutti negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,14%, China A50 +0,79%, Hang Seng ha chiuso -0,21%, il Nikkei ha chiuso -1,62%, l’Australia +0,12%, Taiwan +0,32%, la Corea del Sud Kospi -0,65%, l’indice Indiano Sensex -0,90%. Il nostro FTSEMib +0,26%, Dax chiuso +0,13%, Ftse100 +0,05%, Cac40 -0,15%, Zurigo -0,01%. Lo S&P500 +0,50%, il Nasdaq +0,43%, il Russell2000 -0,36%. L’oro ha chiuso a 5.122,30 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 60,63$ per il wti e 64,77$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 39,950. Lo spread BTP/BUND 59,900. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,15%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,23%, China A50 +0,38%, Hang Seng ha chiuso +1,34%, il Nikkei ha chiuso +0,77%, l’Australia +0,92%, Taiwan +0,79%, la Corea del Sud Kospi +2,73%, l’indice Indiano Sensex +0,11%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come Stati Uniti. L’oro si attesta a 5.115,46 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 60,42$ per il greggio e 64,47$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 88.243 e l’Ethereum 2.925.

 

Buona giornata.

 

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