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Pillole di Mercato

(4° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Dante Alighieri: “Il sentiero per il Paradiso inizia all’Inferno”

 

I mercati azionari globali si preparano ad estendere il rally dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abbandonato la minaccia di nuovi dazi contro l’Europa, attenuando i timori di una rinnovata guerra commerciale. I contratti sui listini europei sono saliti di oltre lo 0,7% dopo che le Borse asiatiche hanno seguito Wall Street al rialzo in scia ai commenti di Trump; anche i future sugli indici USA avanzano, segnalando che il movimento potrebbe proseguire. I titoli dei semiconduttori a livello globale sono progrediti mentre le parole dell’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, a Davos hanno rafforzato l’entusiasmo degli investitori per il tema dell’intelligenza artificiale: in Giappone la fornitrice di Nvidia, Disco Corp., è balzata del 17%, mentre Samsung Electronics è salita dell’1,9%; l’indice di riferimento in Corea del Sud - barometro per i titoli tecnologici - ha toccato un nuovo record. Il clima più costruttivo sulle azioni ha ridotto la domanda di beni rifugio, con l’oro spot in calo dello 0,2%; il dollaro è rimasto incerto e i Treasury leggermente in flessione. L’appetito per il rischio è tornato dopo che Trump ha escluso l’uso della forza militare e ha detto che si asterrà dall’imporre dazi all’Europa, citando un accordo-quadro sulla Groenlandia; gli investitori hanno interpretato le dichiarazioni al World Economic Forum di Davos come un segnale di distensione geopolitica e commerciale. «Il framework sull’accordo per la Groenlandia abbassa di molto la temperatura, visti gli eventi del weekend», ha commentato Joe Gilbert di Integrity Asset Management. «Meno dazi sono inequivocabilmente positivi per i mercati». In altre aree del mercato, i titoli di Stato giapponesi hanno registrato un secondo giorno consecutivo di rimbalzo. In Australia, il rendimento triennale è salito ai massimi dal novembre 2023 dopo un calo inatteso della disoccupazione di dicembre, spingendo gli operatori a rafforzare le scommesse su un rialzo dei tassi da parte della banca centrale già dal mese prossimo. Le criptovalute hanno ceduto terreno mentre un disegno di legge sul mercato USA delle cripto potrebbe slittare; Bitcoin scambia intorno a 90.000 dollari. Sulla Groenlandia, Trump non ha dettagliato i parametri del cosiddetto “framework” e non è chiaro cosa preveda l’intesa; in precedenza, la Danimarca aveva escluso negoziati per cedere l’isola semi-autonoma agli Stati Uniti. Il presidente ha poi detto che diffonderà a breve i dettagli dell’accordo. Secondo gli strategist di Bloomberg, gli sviluppi sulla Groenlandia hanno riportato l’azionario alla sua “impostazione predefinita”: un mercato che tende a “sciogliersi” al rialzo man mano che l’ottimismo su una ri-accelerazione della crescita si amplia, con il calo della volatilità a testimoniare il rapido riassorbimento del premio per il rischio accumulato martedì. «La fiducia nella “Trump Put” si è rafforzata», ha scritto Dilin Wu di Pepperstone Group, riferendosi alla convinzione che perdite di grande entità spingerebbero Trump a invertire la rotta; la mossa del presidente ha favorito una «rapida ricostruzione dell’esposizione al rischio che era stata ridotta per il rumore politico. Il “comprare sui ribassi” ha ripreso trazione». La decisione segna un netto dietrofront per un presidente che più volte ha tentato di fare pressione sull’Europa in tema Groenlandia, ed è arrivata dopo un incontro con il segretario generale della NATO, Mark Rutte, a Davos. Il braccio di ferro aveva scatenato una crisi diplomatica che aveva spaventato i mercati: a inizio settimana azioni, obbligazioni e dollaro erano scesi mentre Bitcoin aveva accusato un tonfo. «Il discorso di Trump a Davos ha dato sollievo sul fatto che gli USA non condurranno operazioni militari per invadere la Groenlandia», ha affermato Amir Anvarzadeh di Asymmetric Advisors. «Nel complesso, per i mercati è un esito piuttosto buono». Sul fronte societario, il CEO di OpenAI Sam Altman sta incontrando grandi investitori in Medio Oriente per raccogliere capitali in un nuovo round che potrebbe arrivare ad almeno 50 miliardi di dollari; Apple prevede di rinnovare Siri entro l’anno trasformandola nel primo chatbot di intelligenza artificiale dell’azienda, entrando nella corsa alla generative AI dominata da OpenAI e Google; Renault reintegrerà le attività EV e software di Ampere, invertendo una strategia frenata dalla domanda di veicoli elettrici inferiore alle attese. In Europa, le Borse hanno chiuso mercoledì miste dopo il discorso di Trump a Davos, con il rischio di una guerra commerciale UE-USA che ha pesato sul sentiment: lo Stoxx 600 ha terminato appena sopra la parità, con listini e settori contrastati. Prima delle parole di Trump a Davos, eurodeputati avevasno annunciato la sospensione dell’approvazione dell’accordo commerciale UE-USA raggiunto l’anno scorso. Bernd Lange, presidente della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, aveva definito i dazi una «violazione» della sovranità economica e territoriale dell’UE. Ursula von der Leyen aveva bollato le proposte come «un errore» che spingerebbe entrambe le sponde dell’Atlantico «in una pericolosa spirale discendente», promettendo una risposta «ferma, unita e proporzionata» e ribadendo la piena solidarietà con Groenlandia e Danimarca. Tra i settori, le risorse di base hanno fatto eccezione con un rialzo del 3,7%: Anglo American +4,6%, Rio Tinto +5%, Glencore +3,7%. Emmanuel Macron ha citato l’uso potenziale dell’Anti-Coercion Instrument per limitare l’accesso delle aziende USA al mercato unico e restringere appalti, scambi e investimenti in risposta a nuovi dazi. Sul fronte macro, l’inflazione UK di dicembre è salita al 3,4% (sopra il 3,3% atteso); il gilt decennale è rimasto piatto nel pomeriggio, mentre sterlina e euro sono rimasti poco mossi contro il dollaro. Il mercato somiglia a una sala che si svuota di colpo quando la musica cambia e poi lentamente si riempie di nuovo: bastano poche parole per spegnere l’allarme e far tornare la voglia di ballare. Il “quadro” sulla Groenlandia ha abbassato i toni e il flusso è rientrato su azioni e tecnologia, con l’AI a fare ancora da calamita. Ma le sedie sono sempre le stesse: se la melodia geopolitica torna stonata o la politica monetaria perde il ritmo, l’orchestra si ferma di nuovo. In questa danza il segreto non è indovinare il prossimo brano, è restare in pista con passo controllato, pronti a scalare marcia senza perdere l’equilibrio. I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Giappone, tasso di disoccupazione in Australia, PIL (3° trimestre), richieste dei sussidi alla disoccupazione e indice PCE (inflazione gradito alla FED) negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,01%, China A50 -0,06%, Hang Seng ha chiuso -0,24%, il Nikkei ha chiuso -0,52%, l’Australia -0,37%, Taiwan -1,62%, la Corea del Sud Kospi +0,48%, l’indice Indiano Sensex -0,78%. Il nostro FTSEMib -0,50%, Dax chiuso -0,58%, Ftse100 +0,11%, Cac40 +0,08%, Zurigo -0,29%. Lo S&P500 +1,16%, il Nasdaq +1,18%, il Russell2000 +1,96%. L’oro ha chiuso a 4.837,50 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 60,62$ per il wti e 65,24$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 39,665. Lo spread BTP/BUND 66,620. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,90%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,13%, China A50 -0,39%, Hang Seng ha chiuso -0,09%, il Nikkei ha chiuso +1,72%, l’Australia +0,75%, Taiwan +1,60%, la Corea del Sud Kospi +0,88%, l’indice Indiano Sensex +0,14%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.818,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 60,63$ per il greggio e 65,19$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 89.951 e l’Ethereum 3.008.

 

Buona giornata.

 

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