top of page

Pillole di Mercato

(4° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

Perrin: “Imparate a dare assenza a chi non ha capito l’importanza della vostra presenza”

 

I titoli di Stato giapponesi sono rimbalzati dopo il selloff che aveva attraversato i mercati obbligazionari globali, mentre i future sugli indici azionari USA sono saliti segnalando un attenuarsi della volatilità. I rendimenti sul debito giapponese a 40 anni sono scesi di 22 punti base al 3,99% dopo che la ministra delle Finanze Satsuki Katayama ha invitato alla calma in seguito a un tracollo che aveva spinto i rendimenti ultra-long ai massimi storici. In un ulteriore segnale di stabilizzazione, i Treasury hanno recuperato terreno e i contratti sullo S&P 500 sono avanzati dello 0,3% dopo che l’indice sottostante aveva registrato la flessione più marcata da ottobre. Nel frattempo, le azioni hanno esteso le perdite, con i listini asiatici in calo dello 0,7% e i future che indicano un’apertura piatta per l’Europa. La domanda di beni rifugio è rimasta sostenuta, con oro e platino su nuovi massimi storici, mentre l’argento si è mantenuto vicino ai suoi picchi assoluti. Gli operatori guarderanno con attenzione al viaggio del presidente Donald Trump al World Economic Forum di Davos, dopo l’inasprimento delle tensioni con l’Europa. La minaccia di imporre dazi contro i Paesi europei che hanno rifiutato la proposta di acquisto della Groenlandia ha disturbato i mercati, spingendo gli investitori a rivalutare il rischio dopo un rally alimentato dall’AI che aveva portato gli indici globali ai massimi di sempre; il selloff dei bond giapponesi ha aggiunto pressione, in un contesto già teso per l’incertezza su politica e commercio statunitensi. «Tariff War 2.0, o se preferite Territory War 1.0, è in pieno svolgimento e ha il potenziale di causare significative turbolenze di breve periodo», ha affermato Victoria Greene di G Squared Private Wealth. «Molto dipenderà da come andranno le prossime settimane. Non stiamo “vendendo nel panico”, ma osserviamo con attenzione ed essere pronti alla volatilità». Sebbene finora i trader fossero riusciti a superare altri scossoni inattesi - compresa la cattura del leader venezuelano da parte della Casa Bianca e i rinnovati attacchi alla Federal Reserve - i movimenti di martedì suggeriscono che la disponibilità a ignorare gli shock stia iniziando ad assottigliarsi. Dopo il tracollo dei JGB nella seduta asiatica, le azioni sono scese in Europa e negli Stati Uniti, con i rendimenti obbligazionari in rialzo; si è aggiunta anche la notizia dell’intenzione di un fondo pensione danese di uscire dai Treasury. «Nonostante il rumore macro elevato, dalla retorica dazi alla risalita dei rendimenti globali, i flussi continuano a segnalare monetizzazione delle coperture e vendita di volatilità, non acquisti dettati dal panico», ha scritto Chris Murphy, strategist dei derivati presso Susquehanna International Group LLP. Gli strategist di Bloomberg avvertono che la pazienza degli investitori non durerà se non arriverà un rapido supporto ufficiale dalle autorità giapponesi per stabilizzare la curva JGB: il richiamo alla calma della ministra Katayama pesa poco quando i trader percepiscono una certa “benevola trascuratezza” verso la valuta. La seduta di martedì a Tokyo è stata definita dai dealer la più caotica degli ultimi anni: i rendimenti dei bond a 30 e 40 anni sono balzati di oltre 25 punti base, il movimento più ampio dai dazi del “Giorno della Liberazione” di Trump che avevano scosso i mercati globali l’anno scorso. All’avvio degli scambi di mercoledì, il debito sovrano nipponico è rimbalzato, allentando alcune preoccupazioni; inoltre, la seconda banca del Paese ha annunciato l’intenzione di ricostruire in modo aggressivo le posizioni in titoli di Stato domestici una volta esaurita l’impennata dei rendimenti. Invitando i partecipanti al mercato alla calma, Katayama ha ricordato la minore dipendenza dal debito rispetto agli ultimi trent’anni, l’aumento del gettito fiscale e il più basso deficit tra le economie del G7 come prova della sostenibilità della politica di bilancio. «I JGB si stanno stabilizzando e sono ben comprati su tutta la curva con rendimenti in lieve calo», ha affermato Andrew Jackson, responsabile della strategia azionaria Giappone di Ortus Advisors a Singapore. «Restano comunque elevati dopo il balzo di ieri; con banche e assicurazioni in flessione, sembra che il peggio del meltdown sia alle spalle». Sul fronte corporate, Netflix è scesa dopo aver segnalato maggiori spese per contenuti e i costi di chiusura dell’operazione con Warner Bros.; United Airlines ha battuto le stime sul quarto trimestre e vede un 2026 robusto grazie alla domanda dei viaggiatori domestici ad alta spesa e degli internazionali; Kraft Heinz è arretrata del 4,2% nel dopo-borsa dopo aver registrato fino a 325 milioni di azioni per una potenziale vendita da parte di Berkshire Hathaway. In Europa le borse hanno venduto martedì mentre l’ombra di nuovi dazi pesava sul sentiment: lo Stoxx 600 ha chiuso in calo dello 0,72%, con la maggior parte dei settori e delle piazze in rosso. Il calo è seguito all’annuncio di sabato: otto alleati europei affronteranno dazi crescenti, dal 10% il 1° febbraio al 25% il 1° giugno, se non si raggiungerà un accordo che consenta a Washington di “acquistare” la Groenlandia, territorio semi-autonomo del Regno di Danimarca. I dazi colpirebbero Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi e Finlandia; i leader europei hanno replicato definendo «inaccettabili» le minacce e invocando maggiore dialogo con gli Stati Uniti. La Germania, più esposta all’export, ha sofferto in modo evidente: il DAX ha chiuso a -1,1% e il MDAX a -1,8%. Trump ha inoltre minacciato tariffe del 200% su vino e champagne francesi dopo che il presidente Emmanuel Macron si sarebbe detto non disposto a entrare nel suo “Board of Peace” su Gaza. A Parigi LVMH - proprietaria di Moët & Chandon, Dom Pérignon e Veuve Clicquot - ha chiuso a -2,1%, mentre Rémy Cointreau - produttore di Telmont - è scesa di circa lo 0,1%; il CAC 40 ha terminato a -0,6%. Dal palco di Davos, Macron ha replicato ai «bullies», sottolineando la preferenza europea per il rispetto delle regole e la disponibilità a utilizzare gli strumenti economici più forti quando non si è rispettati. L’euro è salito dello 0,7% a 1,173 dollari e dello 0,5% sulla sterlina a 0,87; la sterlina è avanzata dello 0,2% a 1,345 dollari, mentre i dati dell’ONS hanno mostrato un tasso di disoccupazione UK stabile al 5,1% nel trimestre chiuso a novembre e una crescita salariale in rallentamento al 4,5%. A volte i mercati sembrano un’orchestra che continua a suonare anche quando il direttore lascia il palco: ognuno tiene il tempo come può, finché un colpo di piatti - un tweet, un dazio, una vendita improvvisa - rimette tutti sull’attenti. Il rimbalzo dei JGB è stato un respiro profondo, non una liberazione; la musica rallenta, ma non si ferma. In queste fasi non serve il virtuosismo: serve orecchio, disciplina e la pazienza di restare sul pentagramma giusto, pronti a cambiare ritmo senza perdere il filo della melodia. I market movers di oggi sono: CPI (Inflazione) in Gran Bretagna.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,29%, China A50 -0,61%, Hang Seng ha chiuso -0,30%, il Nikkei ha chiuso -1,33%, l’Australia -0,66%, Taiwan +0,73%, la Corea del Sud Kospi -0,39%, l’indice Indiano Sensex -0,35%. Il nostro FTSEMib -1,07%, Dax chiuso -1,03%, Ftse100 -0,67%, Cac40 -0,61%, Zurigo -0,89%. Lo S&P500 -2,06%, il Nasdaq -2,39%, il Russell2000 -1,19%. L’oro ha chiuso a 4.765,80 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 60,36$ per il wti e 64,92$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 34,600. Lo spread BTP/BUND 63,680. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 20,09%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,01%, China A50 -0,06%, Hang Seng ha chiuso -0,24%, il Nikkei ha chiuso -0,52%, l’Australia -0,37%, Taiwan -1,62%, la Corea del Sud Kospi +0,48%, l’indice Indiano Sensex -0,78%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura debole con gli Stati Uniti positivi. L’oro si attesta a 4.873,56 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 59,90$ per il greggio e 64,30$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 89.727 e l’Ethereum 2.987.

 

Buona giornata.

Commenti


Mi trovi anche su:
  • Facebook
Tutti i diritti riservati © 2023 Federico Caligiuri
Email: segreteriacaligiuri@gmail.com  P.IVA - 02053160590

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate dal consulente di riferimento, come Consulente Finanziario abilitato all'offerta fuori sede per FinecoBank S.p.A., e soggetto autorizzato e vigilato da Consob. Queste informazioni non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.

RISCHI DI INVESTIMENTO

Ci sono rischi associati all'investimento in titoli. Investire in azioni, obbligazioni, exchange traded funds, fondi comuni e ogni altro strumento finanziario comporta il rischio di perdita.  La perdita del capitale è possibile. Alcuni investimenti ad alto rischio possono utilizzare la leva finanziaria, che accentuerà i guadagni e le perdite. Gli investimenti esteri comportano rischi speciali, tra cui una maggiore volatilità e rischi politici, economici e valutari e differenze nei metodi contabili.  La performance passata di un titolo o di un'azienda non è una garanzia o una previsione della performance futura dell'investimento. La totalità dei contenuti presenti nel sito internet è tutelata dal diritto d’autore. Senza previo consenso scritto da parte nostra non è pertanto consentito riprodurre (anche parzialmente), trasmettere (né per via elettronica né in altro modo), modificare, stabilire link o utilizzare il sito internet per qualsivoglia finalità pubblica o commerciale. Qualsiasi controversia riguardante l’utilizzo del sito internet è soggetta al diritto italiano, che disciplina in maniera esclusiva l’interpretazione, l’applicazione e gli effetti di tutte le condizioni sopra elencate. Il foro di Roma è esclusivamente competente in merito a qualsiasi disputa o contestazione che dovesse sorgere in merito al presente sito internet e al suo utilizzo. Accedendo e continuando nella lettura dei contenuti di questo sito Web dichiari di aver letto, compreso e accettato le sopracitate informazioni legali.

bottom of page