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Pillole di Mercato

(3° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:

marco Aurelio: “Adatta te stesso alle cose a cui la sorte ti ha assegnato. E ama, ma veramente, gli uomini coi quali il destino ti ha unito”

 

l rally azionario da record ha trovato nuova spinta mentre si sono attenuate le preoccupazioni di surriscaldamento nel settore tecnologico dopo risultati esplosivi di un leader dei chip. Le azioni asiatiche sono salite dello 0,5% fino a un massimo storico grazie agli utili di Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., che hanno riacceso le scommesse degli investitori sul tema dell’intelligenza artificiale; sia il produttore di chip sia un paniere dei titoli tech della regione hanno toccato nuovi record. L’ottimismo sembra destinato a proseguire con i futures sul Nasdaq 100 in rialzo dello 0,4%, mentre quelli europei indicano perdite. Lo yen è avanzato dello 0,2% sul dollaro dopo che il ministro delle Finanze del Giappone ha espresso preoccupazione per la debolezza della valuta. Il petrolio ha mantenuto il calo più ampio da giugno, mentre oro e argento hanno limato i ribassi. Le borse sono salite via via che la fiducia nella tenuta del rally tecnologico - motore chiave del mercato rialzista - si è rafforzata dopo i timori recenti su valutazioni tirate e investimenti elevati. I listini hanno recuperato dai minimi di aprile grazie ai tagli dei tassi della Federal Reserve e all’ottimismo su utili sostenuti dall’AI. “I titoli tecnologici apparivano vulnerabili nelle ultime settimane, con gli investitori che ruotavano fuori dai mega-cap verso aree più cicliche del mercato,” ha detto Fawad Razaqzada di Forex.com. “L’aggiornamento di TSMC, però, sembra aver stabilizzato quella ‘rotazione’ più che invertirla.” Con il proseguire del rialzo in Asia, una relazione chiave con le valute sta lanciando un segnale ai fondi globali di ripensare la strategia nella regione: la correlazione a 30 giorni tra l’indice MSCI Asia Pacific e il Bloomberg Asia Dollar Index - che di norma si muovono allineati - è scesa sotto lo zero per la prima volta da settembre 2024. In altre aree del mercato, i Treasury sono rimasti poco mossi in Asia dopo il calo nella sessione USA, in scia a richieste di sussidio di disoccupazione scese a sorpresa ai minimi da novembre. Il rendimento del decennale è avviato alla quinta settimana consecutiva di variazioni minime, eguagliando una delle fasi di maggiore inerzia degli ultimi vent’anni, una dinamica per lo più legata alla prevedibile stabilità della politica monetaria USA che alimenta l’ansia tra gli investitori obbligazionari perché in passato a range ristretti dei rendimenti sono seguiti sell-off. I trader tengono anche d’occhio le tensioni in Medio Oriente dopo che Fox News ha riferito che almeno una portaerei statunitense si sta dirigendo nell’area; i pianificatori militari USA starebbero preparando una gamma di opzioni in base alle mosse del governo iraniano nei prossimi giorni. Separatamente, Stati Uniti e Taiwan hanno concordato un atteso accordo commerciale che ridurrà i dazi sui beni dell’isola al 15% e prevede che le società taiwanesi dei semiconduttori aumentino di 500 miliardi di dollari i finanziamenti per le attività americane. Secondo gli strategist di Bloomberg, lo yen ha ricevuto una nuova “rete di protezione” contro l’ulteriore debolezza legata a un’eventuale elezione lampo, mentre Tokyo intensifica gli interventi verbali; un movimento oltre 160 appare inevitabile nelle prossime settimane se la premier Sanae Takaichi convocasse il voto e ottenesse una maggioranza rafforzata. In Asia l’attenzione è rivolta anche al Giappone, dove i funzionari della banca centrale osservano da vicino il potenziale impatto dello yen sull’inflazione. La maggior parte degli osservatori giudica che il governatore Kazuo Ueda e i colleghi si stiano muovendo con lentezza nell’alzare i tassi e si aspetta che il prossimo passo sia ancora a diversi mesi di distanza nello scenario di base. Venerdì i trader stanno analizzando i flussi di capitale da e verso il Giappone mentre lo yen si avvicina a 160 per dollaro; un intervento ufficiale per rafforzare la valuta è tema di discussione, dato che il cambio viaggia vicino ai minimi dell’ultimo anno e mezzo. “Abbiamo già visto in passato il Giappone intervenire oltre quota 160 e, man mano che ci avviciniamo, penso che diventi una possibilità,” ha detto Divya Devesh, co-responsabile della ricerca FX per ASEAN e Asia del Sud in Standard Chartered, definendo “equilibrio instabile” il quadro macro giapponese. Tra le notizie societarie: Mitsubishi Corp. ha concordato l’acquisto degli asset USA di gas e pipeline di Aethon Energy Management per 5,2 miliardi di dollari, la più grande operazione di una società giapponese nello shale americano; Goldman Sachs è pronta a raccogliere 16 miliardi di dollari con la più grande emissione obbligazionaria investment grade mai realizzata da una banca di Wall Street; i bond di China Vanke hanno esteso il rally dopo che il developer in difficoltà ha presentato proposte migliorative per estendere i pagamenti su alcune note; Ford è in colloqui con la cinese BYD per la fornitura di batterie per veicoli ibridi destinati a stabilimenti esteri; Walmart ha comunicato che Kathryn McLay, CEO del business internazionale, lascerà l’incarico. Le borse europee hanno chiuso in rialzo giovedì, guidate dai titoli legati ai chip AI, balzati dopo gli utili record di TSMC. Il paniere Stoxx 600 è salito dello 0,6%, con la maggior parte delle piazze e dei settori in territorio positivo: ASML ha toccato nuovi massimi intraday e ha chiuso a +6%; ASM International ha archiviato la seduta a +11,2% e BE Semiconductor a +7,3%. TSMC ha riportato un aumento del 35% dell’utile nel quarto trimestre, battendo le stime e segnando un nuovo record grazie alla robusta domanda di chip per intelligenza artificiale. In Italia, UniCredit è salita dell’1,4% dopo aver definito “speculative e ingiustificate” le indiscrezioni su un possibile acquisto di una quota in Banca Monte dei Paschi di Siena, ricordando che le operazioni straordinarie restano uno strumento strategico. Gli investitori regionali hanno anche valutato l’esito dell’incontro alla Casa Bianca tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia, terminato con un “disaccordo fondamentale” sulla proprietà dell’isola ma con l’impegno a proseguire il dialogo, mentre il presidente USA ha ribadito che qualsiasi esito diverso dall’integrazione della Groenlandia negli Stati Uniti sarebbe “inaccettabile”. Sul fronte Iran, il presidente ha attenuato i toni mercoledì notte dopo le minacce di azione militare qualora fossero eseguite condanne a morte di manifestanti, affermando di essere stato rassicurato e di voler “osservare e vedere”. In Europa, Richemont ha comunicato prima dell’apertura un incremento delle vendite del terzo trimestre del 4% anno su anno a 6,4 miliardi di euro ( +11% a cambi costanti), con buone performance in Regno Unito e Italia, mentre il titolo ha chiuso in calo di circa il 2,1%. Tra i dati macro, il PIL del Regno Unito di novembre è cresciuto dello 0,3% su mese (attese +0,1%), con la sterlina in lieve flessione intorno a 1,3387 dollari; secondo ING, la crescita 2026 potrebbe rallentare allo 0,9% dal 1,4% previsto per quest’anno, complice il venir meno della spinta della spesa pubblica e una fiducia d’investimento ancora debole, mentre i gilt di riferimento si muovevano in moderato rialzo dei rendimenti. In giornata sono attese anche le letture d’inflazione di Spagna e Francia e i dati sulla bilancia commerciale dell’UE. È come quando un’orchestra trova il tempo giusto: i fiati (AI) spingono la melodia, gli archi (Europa) entrano in armonia, e le percussioni (obbligazioni) tengono un ritmo regolare che però può cambiare all’improvviso. L’assolo di TSMC rimette voglia di applausi, ma tra un bis e l’altro restano in platea i soliti spettatori inquieti: yen nervoso, tariffe sullo sfondo, Medio Oriente in crescendo. Il segreto, per chi ascolta e investe, è non farsi trascinare dal volume: restare a tempo, cambiare sezione quando serve, e ricordare che un buon concerto si giudica alla fine, non dopo il primo acuto. I market movers di oggi sono: CPI (inflazione) in Germania e Italia, produzione industriale, indice NAHB che misura lo stato di salute del mercato immobiliare negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,41%, China A50 -0,09%, Hang Seng ha chiuso -0,36%, il Nikkei ha chiuso -0,44%, l’Australia +0,47%, Taiwan -0,42%, la Corea del Sud Kospi +1,58%, l’indice Indiano Sensex chiuso per festività. Il nostro FTSEMib +0,44%, Dax chiuso +0,26%, Ftse100 +0,54%, Cac40 -0,21%, Zurigo +0,22%. Lo S&P500 +0,26%, il Nasdaq +0,25%, il Russell2000 +0,84%. L’oro ha chiuso a 4.623,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 59,19$ per il wti e 63,76$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,805. Lo spread BTP/BUND 58,930. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,84%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi ad esclusione della Cina. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,37%, China A50 -0,67%, Hang Seng ha chiuso -0,59%, il Nikkei ha chiuso -0,26%, l’Australia +0,48%, Taiwan +1,94%, la Corea del Sud Kospi +0,90%, l’indice Indiano Sensex +0,58%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa mentre gli Stati Uniti sono positivi. L’oro si attesta a 4.607,86 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 58,97$ per il greggio e 63,48$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 95.674 e l’Ethereum 3.314.

 

Buona giornata e buon fine settimana.

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