Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 5 giorni fa
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(1° settimana - anno 2026)

Citazione del giorno:
Liam Neeson: “La distanza è l’unica risposta alla mancanza di rispetto. Non reagire, non discutere, non entrare nei drammi. Semplicemente ritira la tua presenza e regala la tua assenza”
Le Borse asiatiche hanno trattato in un range stretto in vista dei payrolls USA di oggi e di una possibile sentenza della Corte Suprema sulle tariffe del presidente Donald Trump. L’indice MSCI Asia Pacific ha aperto in rialzo, è sceso fino a –0,2% e poi ha recuperato leggermente mentre i mercati faticavano a trovare direzione. In Giappone gli indici hanno guadagnato oltre l’1,5% grazie all’indebolimento dello yen sul dollaro e ai conti robusti di Fast Retailing Co., mentre Rio Tinto ha accusato il colpo dopo la ripresa delle trattative per acquistare Glencore Plc e creare il più grande gruppo minerario al mondo. I future indicavano un avvio positivo per l’Europa e una stabilità per i benchmark statunitensi. I Treasury sono arretrati, con un indice del dollaro Bloomberg diretto verso la migliore settimana da novembre. Nella seduta USA, i mortgage-backed securities hanno accelerato dopo che Trump ha annunciato l’intenzione di indirizzare acquisti per 200 miliardi di dollari di obbligazioni ipotecarie. Gli operatori si preparano a due eventi di rischio consecutivi venerdì che potrebbero influenzare l’umore del mercato nel breve termine, uno dei test più importanti per l’azionario globale dalla ripresa seguita al crollo di aprile legato ai dazi. Il dato sui posti di lavoro di dicembre è cruciale per decifrare il percorso dei tassi della Federal Reserve. “I mercati stanno oscillando in vista dei numeri sul lavoro USA e dei timori per la sentenza della Corte Suprema, che dominerà il sentiment di breve,” ha detto Nick Twidale (AT Global Markets). “Nel complesso c’è cauto ottimismo, ma servono un po’ di stabilità geopolitica e più informazioni dagli Stati Uniti dopo la nebbia sui dati causata dallo shutdown.” Un sondaggio Bloomberg indica attese per 70.000 nuovi occupati a dicembre, leggermente sopra il mese precedente, con disoccupazione in calo al 4,5%. I numeri sul lavoro aiuteranno a illuminare la traiettoria dei tassi USA: i money market prezzano almeno due tagli da 25 pb nel 2026. La Corte Suprema potrebbe anche decidere già venerdì la sorte della gran parte dei dazi di Trump, con centinaia di aziende in fila per recuperare miliardi pagati in dazi. “Prima dei payrolls e della possibile sentenza sulle ‘Reciprocal Tariffs’, i mercati restano in modalità cauta,” ha scritto Vishnu Varathan (Mizuho Securities). Il petrolio ha esteso i rialzi mentre gli investitori seguivano gli sviluppi in Venezuela e Iran; argento e oro hanno limato; il won coreano si è indebolito sul dollaro mentre il Paese annunciava l’introduzione di un mercato valutario 24 ore su 24 da luglio. Negli USA, i bond ipotecari sono saliti e i titoli dei lender immobiliari hanno corso dopo la mossa di Trump per ridurre il costo dell’abitazione; in circolazione ci sono circa 9.000 miliardi di dollari di MBS agency. Secondo gli strategist di Bloomberg, la crescente propensione di Trump a intervenire direttamente nell’economia rischia di erodere lo slancio di azioni e bond, un possibile vento contrario per i mercati globali con gli asset USA difficilmente destinati a salire con decisione finché il ritmo di queste “distrazioni presidenziali” non rallenta. Intanto gli spread dell’investment grade globale sono impostati a chiudere la settimana leggermente più stretti intorno a 79 pb: un segnale di forte domanda di credito, a fronte di oltre 100 miliardi di emissioni di società con rating elevato solo questa settimana, in un avvio d’anno record per l’offerta. Sul fronte corporate: Rio Tinto è in trattative per acquistare Glencore, dando vita a un colosso minerario da oltre 200 miliardi di dollari, a poco più di un anno dal naufragio dei colloqui precedenti; General Motors contabilizzerà altri 6 miliardi di oneri legati ai tagli produttivi nell’elettrico e nelle batterie, riflesso del mercato USA EV più debole; i ricavi di TSMC hanno battuto le stime, rafforzando le speranze di una spesa AI sostenuta nel 2026 nonostante i timori di bolla; MiniMax Group, tra le principali startup cinesi dell’AI generativa, è balzata a Hong Kong dopo un’IPO da 619 milioni di dollari; Paramount Skydance ha ribadito l’offerta da 30 dollari per azione su Warner Bros. Discovery, definendola superiore a quella di Netflix nonostante i ripetuti rifiuti del board; Shell ha segnalato un significativo peggioramento del trading petrolifero nel quarto trimestre per via del calo dei prezzi del greggio. In Europa, le Borse hanno chiuso giovedì in territorio negativo, sebbene la difesa abbia esteso il rally dopo l’appello di Trump a incrementare del 50% la spesa militare USA. Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,2%, con indici e settori misti: il CAC 40 è rimasto invariato, il FTSE MIB ha guadagnato lo 0,25%, il FTSE 100 ha ceduto lo 0,04%, il DAX è piatto, l’IBEX poco mosso, e lo Stoxx 600 a 603,83. Il sottoindice Aerospace & Defense è salito dell’1,1%: Renk +2,9%, Leonardo +2% (nuovo massimo a 52 settimane), Rheinmetall +1,4%, tutti in riallineamento dopo maggiori guadagni intraday. In controtendenza, gli oil europei hanno esteso le perdite per il secondo giorno, complice la speculazione che compagnie USA possano estrarre greggio venezuelano: BP –0,6%, Shell –3,5%, mentre Equinor è salita dello 0,3% a fine seduta. Il Brent con consegna marzo è risalito a 60,95 dollari dopo il breve passaggio sotto quota 60 mercoledì. Siamo alla vigilia di due semafori che possono cambiare il colore della strada: lavoro USA e tariffe. I mercati, come un corridore sulla linea di partenza, fanno piccoli passi senza muoversi davvero, controllano i lacci delle scarpe e ascoltano il proprio respiro. C’è voglia di correre, ma anche il timore di inciampare al primo strappo. In momenti così, la differenza la fanno ritmo e pazienza: non serve scattare prima del colpo di pistola, serve farsi trovare già in traiettoria quando il segnale arriva. I market movers di oggi sono: CPI (Inflazione) in Cina, consumi delle famiglie in Giappone, produzione industriale e saldo della bilancia commerciale in Germania, vendite al dettaglio nell’Eurozona, salario orario medio, tasso di disoccupazione, indice di fiducia dei consumatori elaborato dall’Università del Michigan e buste paga del settore non agricolo (NFP) negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso in calo. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,23%, China A50 -1,25%, Hang Seng ha chiuso -1,70%, il Nikkei -1,68%, l’Australia +0,29%, Taiwan -0,25%, la Corea del Sud Kospi -0,02%, l’indice Indiano Sensex -0,50%. Il nostro FTSEMib +0,25%, Dax chiuso +0,02%, Ftse100 -0,04%, Cac40 +0,12%, Zurigo +0,10%. Lo S&P500 +0,01%, il Nasdaq -0,44%, il Russell2000 +1,11%. L’oro ha chiuso a 4.460,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 57,76$ per il wti e 61,99$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 27,660. Lo spread BTP/BUND 64,780. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 15,45%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,79%, China A50 -0,11%, Hang Seng ha chiuso +0,24%, il Nikkei +1,60%, l’Australia -0,03%, Taiwan -0,09%, la Corea del Sud Kospi +0,75%, l’indice Indiano Sensex -0,52%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura mista mentre gli Stati Uniti galleggiano intorno alla parità. L’oro si attesta a 4.482,94 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 58,35$ per il greggio e 62,61$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 90.892 e l’Ethereum 3.117.
Buona giornata e buon fine settimana.


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