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Pillole di Mercato

(50° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:

Socrate: “Impiega il tuo tempo a migliorarti attraverso gli scritti degli altri, così otterrai facilmente ciò per cui loro hanno faticato”

 

Le borse globali hanno oscillato mentre i rendimenti dei Treasury sono tornati a salire, con gli investitori più nervosi sul ritmo dell’allentamento che la Federal Reserve adotterà oltre il taglio dei tassi ormai quasi certo questa settimana. L’indice MSCI delle azioni mondiali è sceso dello 0,1% e il paniere dei listini asiatici ha perso lo 0,5%. I future sugli indici statunitensi sono rimasti poco mossi e i contratti sull’Euro Stoxx 50 sono stati piatti. I rendimenti dei Treasury USA sono risaliti mentre i bond australiani sono crollati in scia ai toni più “hawkish” della banca centrale, e un’asta di JGB a cinque anni ha raccolto una domanda tiepida. Pur essendo ampiamente previsto un taglio di 25 punti base da parte della Fed mercoledì, alcuni operatori avvertono che la banca centrale potrebbe segnalare un percorso di allentamento più lento: l’inflazione ancora elevata e la scarsità di dati freschi durante lo shutdown hanno accentuato le divisioni interne al FOMC. Dopo il probabile taglio di questa settimana, i mercati monetari prezzano due ulteriori mosse entro fine 2026, in calo da tre appena una settimana fa. “Gli investitori stanno togliendo fiches dal tavolo in attesa della decisione della Fed”, ha detto Frederic Neumann, capo economista Asia di HSBC. “Con l’incertezza persistente sul percorso 2026, la dichiarazione e le proiezioni del FOMC saranno passate al setaccio. Il tono più cauto di Wall Street si riflette oggi in Asia.” Lunedì il decennale USA è salito di 4 pb ai massimi da settembre, estendendo le vendite su bond in Europa e Giappone. L’asta di 58 miliardi di Treasury a tre anni è stata assegnata a un rendimento inferiore alle attese, segnale di domanda migliore del previsto; in settimana arrivano anche le aste del decennale (39 miliardi) e del trentennale (22 miliardi). Kevin Hassett, tra i principali candidati alla presidenza Fed, ha detto che sarebbe irresponsabile fissare oggi un piano vincolante per i tassi nei prossimi sei mesi, sottolineando su CNBC la necessità di seguire i dati. “Il taglio atteso questa settimana potrebbe arrivare con un tono ‘hawkish’ e una pausa prolungata nel 2026”, ha commentato John Canavan di Oxford Economics. In Australia la RBA ha lasciato i tassi invariati per la terza riunione consecutiva, come da attese, ma i rendimenti a tre anni, molto sensibili alla politica monetaria, sono balzati ai massimi da novembre scorso dopo l’avvertimento che i rischi inflazionistici si sono spostati al rialzo e che il board ha discusso la possibilità di un rialzo nel 2026; il dollaro australiano si è rafforzato. In Giappone, la domanda all’asta dei quinquennali è risultata più debole della media a 12 mesi, complice la crescente aspettativa di un rialzo dei tassi già la prossima settimana. Lo yen si è stabilizzato dopo il calo di lunedì, seguito a un sisma di magnitudo 7,6 al largo del nord-est del Paese; bene i titoli delle costruzioni e delle assicurazioni. La ministra delle Finanze Satsuki Katayama ha detto di monitorare da vicino i mercati, con il decennale JGB vicino al 2%, livello che non si vedeva dal 2006. Altrove, l’indice del dollaro è sceso leggermente mentre Bitcoin ha perso circa l’1,5%; oro e argento sono rimasti in range dopo la flessione di lunedì. Il petrolio si è stabilizzato dopo il calo più ampio delle ultime tre settimane, con gli operatori in attesa dei report sulle scorte per misurare l’entità dell’eccesso di offerta. Sul fronte societario, Paramount Skydance ha lanciato un’OPA ostile su Warner Bros. Discovery a 30 dollari per azione in contanti, pochi giorni dopo l’accordo della target con Netflix: l’offerta valuta WBD 108,4 miliardi inclusi i debiti; Medline punta a raccogliere fino a 5,37 miliardi con una IPO negli Stati Uniti, tra le più grandi mai sostenute dal private equity; PepsiCo ha annunciato cambi organizzativi sostenuti dall’attivista Elliott, tra cui revisione della supply chain e taglio delle linee prodotto, oltre a licenziamenti in Nord America; HashKey, principale crypto exchange regolamentato di Hong Kong, mira a raccogliere fino a 1,67 miliardi di HK$ con una IPO; alcuni investitori di China Vanke hanno espresso preoccupazioni per il piano di rinvio dei rimborsi obbligazionari in un incontro con funzionari di Shenzhen; Nomura Asset Management trasferirà decine di dipendenti da Tokyo a Londra e New York per far crescere competenze commerciali e d’investimento; una joint venture tra Blackstone Real Estate, MW Group e DivcoWest ha concordato l’acquisto del proprietario immobiliare hawaiano Alexander & Baldwin per 1,5 miliardi in contanti. In Europa, le borse hanno chiuso leggermente in calo lunedì, con gli investitori focalizzati sulla decisione della Fed. Lo Stoxx 600 ha terminato a -0,07% provvisorio, con listini e settori misti alla chiusura delle 16:30 londinesi. La Fed è ampiamente attesa al taglio di 25 pb nella riunione finale dell’anno, probabilità intorno all’87% secondo il CME FedWatch, e farà da cornice alle altre banche centrali: giovedì tocca alla BNS, la prossima settimana a BoE ed ECB (18 dicembre). Sulla BoE il verdetto è aperto, mentre per la BCE si attende una conferma dei tassi; la BoJ chiuderà il calendario 2025 il 19 dicembre. In Europa bene la difesa: Renk +5,5%, Rheinmetall +3,6% e Hensoldt +2,2%, con Citi che ha alzato Renk a “buy”, citando la spesa militare europea destinata a crescere a prescindere dagli sviluppi in Ucraina e dall’esito politico negli USA, oltre alla clausola di mutua difesa UE. L’inviato uscente di Trump per l’Ucraina, Keith Kellogg, ha detto nel weekend che un accordo di pace è “molto vicino”, con le questioni di Donbass e centrale di Zaporizhzhia ancora aperte. Tra i tecnologici, i nomi olandesi dei semiconduttori hanno corso: BESI +5,2% e ASMI +6,9%, mentre ASML ha chiuso a +1,2%. Sul fronte corporate, il business gelati scorporato da Unilever ha debuttato ad Amsterdam come Magnum Ice Cream Company (Magnum, Ben & Jerry’s, Wall’s, Cornetto): prezzo di riferimento 12,80 euro, apertura a 12,20 e chiusura a 12,97; Unilever ha chiuso in calo di poco meno del 2%. L’Oréal ha perso circa il 2% dopo l’annuncio dell’aumento della quota in Galderma al 20% dal 10%. Elon Musk ha invocato l’abolizione dell’UE dopo la multa da 120 milioni a X per “spunta blu ingannevole” e scarsa trasparenza dell’ad repository. In Asia-Pacifico i mercati hanno avuto andamenti misti mentre gli investitori hanno digerito il balzo a sorpresa delle esportazioni cinesi di novembre; i future USA sono rimasti piatti la notte di domenica. Wall Street aveva trovato supporto venerdì grazie al PCE core di settembre, uscito più morbido delle attese: uno degli ultimi dati macro importanti prima del meeting Fed di questa settimana. Il taglio di dicembre è (quasi) nei prezzi, ma la chiave sarà la forward guidance. Con un’inflazione ancora appiccicosa e visibilità scarsa, la Fed potrebbe accreditare un sentiero di easing più cauto per il 2026. In portafoglio, meglio privilegiare qualità e liquidità, duration gestita con disciplina e coperture su tassi/FX: finché la traiettoria dei tagli resta oggetto di negoziazione tra mercato e banca centrale, la volatilità rimane una variabile strutturale da sfruttare, non da temere. I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte della RBA in Australia (attuali 3,60% - aspettative 3,60%), saldo della bilancia commerciale in Germania, variazione sull’occupazione non agricola elaborato dall’ADP, nuove offerte di lavoro JOLTS e rapporto WASDE (agricoltura) negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,44%, China A50 +1,01%, Hang Seng ha chiuso -1,12%, il Nikkei +0,13%, l’Australia -0,12%, Taiwan +1,15%, la Corea del Sud Kospi +1,34%, l’indice Indiano Sensex -0,41%. Il nostro FTSEMib +0,00%, Dax chiuso +0,11%, Ftse100 -0,23%, Cac40 -0,08%, Zurigo +0,37%. Lo S&P500 -0,34%, il Nasdaq -0,14%, il Russell2000 +0,05%. L’oro ha chiuso a 4.220,15 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 58,84$ per il wti e 62,47$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 26,745. Lo spread BTP/BUND 70,560. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,66%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,43%, China A50 -0,63%, Hang Seng ha chiuso -1,36%, il Nikkei +0,26%, l’Australia -0,45%, Taiwan -0,43%, la Corea del Sud Kospi -0,20%, l’indice Indiano Sensex -0,39%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura piatta così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.206,80 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 58,64$ per il greggio e 62,29$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 90.080 e l’Ethereum 3.115.

 

Buona giornata.


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