Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 9 ott
- Tempo di lettura: 4 min
(41° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
C.S. Lewis: “Non puoi tornare indietro e cambiare l’inizio, ma puoi iniziare dove sei e cambiare il finale”
Le borse asiatiche tornano a salire dopo due sedute di pausa, spinte ancora una volta dall’euforia per l’intelligenza artificiale. L’indice MSCI Asia Pacific guadagna lo 0,3%, con i titoli tech in prima linea: SoftBank balza fino al 13% dopo l’annuncio dell’acquisto della divisione robotica di ABB, mossa che rafforza la sua strategia nell’AI e riaccende l’interesse degli investitori. A Tokyo, il Nikkei prosegue la serie di rialzi, mentre Hong Kong resta più volatile: HSBC arretra dopo aver annunciato l’intenzione di rilevare il controllo totale di Hang Seng Bank per 37 miliardi di dollari. In Cina, la riapertura post “Golden Week” ha portato un rimbalzo dell’1,6% sui listini continentali. L’entusiasmo per l’AI — alimentato da notizie su OpenAI e DeepSeek durante la chiusura dei mercati — si è scontrato con dati interni più deboli: i consumi restano fiacchi, i viaggi a basso costo hanno sostituito i voli e gli incassi cinematografici sono risultati inferiori alle attese. Ma la narrativa tecnologica resta dominante: il CSI 300 archivia cinque mesi consecutivi di rialzo, la striscia più lunga dal 2017, grazie alla corsa dei titoli dei semiconduttori e all’annuncio di Huawei di voler raddoppiare la produzione dei propri chip AI. Sul fronte valutario, lo yen rimbalza leggermente dopo aver toccato i minimi da febbraio, riaccendendo i timori di un possibile intervento ufficiale. Il dollaro, dopo quattro giornate di rialzi, flette per la prima volta, mentre gli operatori si posizionano in vista della ripresa dei tagli ai tassi della Federal Reserve e dell’avvio della nuova stagione delle trimestrali. Anche l’oro e il petrolio ritracciano. Il metallo prezioso scende dello 0,4% ma resta sopra quota 4.000 dollari l’oncia, complice una parziale presa di profitto e la riduzione della domanda di beni rifugio. Il greggio arretra dopo che il presidente Trump ha annunciato la firma della prima fase di un accordo di pace tra Israele e Hamas, che prevede il rilascio di tutti gli ostaggi e potrebbe porre fine a due anni di guerra in Medio Oriente. Sul fronte industriale, gli Stati Uniti hanno dato il via libera a un pacchetto di esportazioni di chip Nvidia verso gli Emirati Arabi Uniti: un passaggio delicato che apre la strada a un nuovo capitolo della diplomazia tecnologica americana. Al contempo, la Cina ha deciso di estendere le restrizioni sulle terre rare anche ai prodotti lavorati all’estero, una misura che rischia di riaccendere le tensioni commerciali con Washington. In Europa, la giornata è stata all’insegna del rimbalzo: il pan-europeo Stoxx 600 ha chiuso in rialzo dello 0,8%, sostenuto dal comparto siderurgico. Le nuove tariffe dell’Unione Europea sull’acciaio importato, che raddoppieranno dal 25% al 50% per le quote eccedenti, hanno spinto i titoli del settore: ArcelorMittal +6,6%, SSAB +5,3%, Thyssenkrupp +4,7%. Ma le case automobilistiche hanno reagito male, temendo un aumento dei costi di produzione: BMW è scesa dell’8,3%, Daimler Truck dell’1,7%, Mercedes-Benz del 2,9%. Il FTSE MIB è salito di quasi l’1% trainato dalle banche e dai titoli industriali, Londra e Francoforte hanno chiuso in lieve rialzo, mentre Parigi è rimasta stabile dopo giorni di turbolenze politiche. Il premier francese Lecornu, dimessosi lunedì dopo neppure un mese in carica, ha ottenuto da Macron altre 48 ore per tentare un accordo con le opposizioni sul bilancio e scongiurare una nuova crisi istituzionale. Nel complesso, il clima resta improntato all’ottimismo: le borse globali si muovono ai massimi storici, sostenute da utili attesi solidi, un contesto di tassi in calo e un nuovo flusso di capitali verso i settori legati all’intelligenza artificiale. Ma dietro l’euforia, i mercati sanno che la prova vera, quella degli utili, è appena cominciata. I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Germania, verbali della riunione della BCE nell’Eurozona, discorsi di alcuni membri del FOMC negli Stati Uniti, mentre continua lo shutdown e quindi l’assenza di pubblicazione di dati macroeconomici.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso negativi, ma con diversi mercati ancora chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng ha chiuso -0,96%, il Nikkei -0,29%, l’Australia -0,10%, Taiwan -0,59%, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,05%. Il nostro FTSEMib +0,96%, Dax chiuso +0,87%, Ftse100 +0,69%, Cac40 +1,07%, Zurigo +1,04%. Lo S&P500 +0,58%, il Nasdaq chiuso +1,12%, il Russell2000 +1,04%. L’oro ha chiuso a 4.070,5 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 62,55$ per il wti e 66,25$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 32,685. Lo spread BTP/BUND 82,640. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,30%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +1,09%, China A50 +1,00%, Hang Seng ha chiuso +0,13%, il Nikkei +1,54%, l’Australia +0,25%, Taiwan +0,76%, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,14%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa mentre gli Stati Uniti veleggiano verso la parità. L’oro si attesta a 4.056,55 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 62,25$ per il greggio e 65,99$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 122.051 e l’Ethereum 4.440.
Buona giornata.
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