Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 8 ott
- Tempo di lettura: 4 min
(41° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Arthur Schopenhauer: “Un alto grado di intelligenza tende a rendere un uomo asociale”
Dopo settimane di record euforici, Wall Street ha finalmente tirato il fiato.Le azioni americane hanno chiuso in calo, frenate da prese di profitto e da un crescente senso di “surriscaldamento” tra gli operatori. L’S&P 500, reduce da un’impennata di 16.000 miliardi di dollari dai minimi di aprile, ha ceduto terreno insieme al Nasdaq, mentre il comparto tecnologico, protagonista assoluto del rally, ha mostrato i primi segnali di stanchezza. A pesare è stata soprattutto Oracle, scesa del 2,5% dopo un report che segnalava margini cloud inferiori alle attese, e Tesla, in flessione di oltre il 4% dopo aver lanciato versioni low cost dei suoi modelli di punta, sotto la soglia dei 40.000 dollari. Dell, al contrario, ha guadagnato oltre il 3% grazie a previsioni riviste al rialzo sulla domanda di soluzioni AI. Sul mercato obbligazionario, l’asta da 58 miliardi di dollari in Treasury ha trovato una solida domanda, facendo scendere i rendimenti decennali al 4,13%, mentre il dollaro ha recuperato leggermente. Il mercato, galvanizzato per mesi dalla narrativa dell’intelligenza artificiale, sembra ora interrogarsi su quanto questa corsa possa continuare. Indicatori di sentiment come quelli di Goldman Sachs e Barclays segnalano un livello di ottimismo “euforico”, e diversi strategist iniziano a invocare una pausa fisiologica. “Un periodo di consolidamento non sarebbe una sorpresa, ma i fondamentali restano solidi,” ha spiegato Ulrike Hoffmann-Burchardi di UBS Wealth Management. Per Citigroup, invece, il rischio di prese di profitto è ormai elevato, soprattutto sul Nasdaq. Altri analisti, come Craig Johnson di Piper Sandler, invitano alla prudenza: “L’ottimismo macro resta intatto, ma il momentum si sta sfaldando: un breve ritracciamento sarebbe salutare”. C’è chi, come Mark Newton di Fundstrat, preferisce vedere la situazione in prospettiva: “Le condizioni di ipercomprato non sono un segnale di vendita in sé, possono durare a lungo, ma è importante non farsi cogliere dalla compiacenza”. In fondo, il tema di fondo resta lo stesso: valutazioni elevate e aspettative stellari. Dopo l’impennata primaverile, i multipli dell’S&P 500 sono tornati in area 23 volte gli utili attesi, livelli che lasciano poco margine d’errore. “Ora serve che utili e dati macro confermino la narrativa,” ha detto Callie Cox di Ritholtz Wealth Management, aggiungendo che “c’è ancora valore nascosto, ma è il momento di riequilibrare i portafogli”. Intanto, l’euforia legata all’AI continua a dividere. I grandi nomi del settore, da Nvidia a AMD, da Oracle a Microsoft, hanno alimentato un flusso costante di investimenti miliardari in chip e data center. C’è chi parla apertamente di una nuova bolla speculativa, ma per Louis Navellier la differenza con la dot-com del 2000 è chiara: “Allora erano startup senza ricavi. Oggi sono giganti con flussi di cassa enormi”. Tuttavia, anche lui ammette che “se la redditività dell’AI tardasse, alcuni fornitori hardware potrebbero finire in perdita operativa, e questo peserebbe sugli indici nel breve termine”. Per ora, però, la bussola è chiara: finché gli analisti alzano le stime sugli utili e la Fed resta su una traiettoria di tagli, il mercato conserva fiducia nelle azioni di qualità. Sul fronte corporate, le notizie si rincorrono: Dell raddoppia le stime di crescita, IBM integra l’AI di Anthropic, Salesforce rifiuta un riscatto per un attacco hacker, e Ford affronta una lunga interruzione della produzione dopo un incendio in un impianto di alluminio. Johnson & Johnson, invece, è stata condannata a un maxi-risarcimento da 966 milioni di dollari nel caso sul talco. In Europa, il tono resta più cauto: lo STOXX 600 ha chiuso in lieve calo (-0,15%), zavorrato dai dati deludenti sugli ordini industriali tedeschi (-0,8% contro attese di +1,1%). Tuttavia, Parigi ha ritrovato un po’ di stabilità dopo lo shock politico dei giorni scorsi: il CAC 40 è risalito, trainato dai titoli del lusso, con Kering (+5,8%), LVMH (+3,6%) e Renault (+2,7%) in recupero. Nel complesso, la sensazione che aleggia sui mercati è duplice: da un lato la fiducia, ancora forte, in un contesto macro favorevole, con tassi in discesa e crescita resiliente; dall’altro la consapevolezza che, dopo mesi di rialzi vertiginosi, una pausa possa essere non solo inevitabile, ma anche salutare. Come sempre accade, i mercati non crollano per eccesso di pessimismo, ma per eccesso di compiacenza. E in queste settimane di entusiasmo collettivo, è proprio questa la variabile da tenere d’occhio. I market movers di oggi sono: decisione sui tassi di interesse da parte della RBZ in Nuova Zelanda (attuali 3,00% - previsto 2,75%), produzione industriale in Germania, verbali della riunione del FOMC negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi, ma con diversi mercati ancora chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng chiuso per festività, il Nikkei +0,29%, l’Australia-0,27%, Taiwan +1,84%, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,41%. Il nostro FTSEMib-0,17%, Dax chiuso +0,13%, Ftse100 +0,05%, Cac40 +0,04%, Zurigo -0,16%. Lo S&P500 -0,38%, il Nasdaq chiuso -0,67%, il Russell2000 -1,12%. L’oro ha chiuso a 4.004,4 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 61,73$ per il wti e 65,45$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,385. Lo spread BTP/BUND 85,550. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,24%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi, ma con diversi mercati ancora chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng ha chiuso -0,96%, il Nikkei -0,29%, l’Australia -0,10%, Taiwan -0,59%, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,05%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 4.054,60 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 62,29$ per il greggio e 65,97$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 121.456 e l’Ethereum 4.436.
Buona giornata.
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