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Pillole di Mercato


(41° settimana - anno 2025)

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Citazione del giorno:

Joseph Campbell: “La caverna nella quale hai paura di entrare nasconde il tesoro che stai cercando”

 

L’Asia apre un nuovo capitolo del suo rally: l’indice MSCI Asia Pacific segna un altro massimo storico, trascinato dai titoli tecnologici e, soprattutto, dall’euforia per l’accordo di OpenAI con i campioni sudcoreani dei chip. A Seul, Samsung balza e SK Hynix decolla a doppia cifra dopo la firma con il progetto Stargate: è il simbolo di un ciclo che, dall’AI, continua a trarre benzina e narrativa. In scia all’intesa AMD–OpenAI, il listino regionale ritrova slancio mentre in Occidente i future restano cauti: bene l’Asia, piatti Stati Uniti ed Europa. Sullo sfondo, l’oro riscrive i propri record (+0,4%) come bene rifugio di un mondo che fa i conti con crisi politiche e valutarie: un anno da +50% che riporta la memoria a fine anni ’70. Il metallo prezioso vola mentre Bitcoin aggiorna i massimi: è il riflesso di un “debasement trade” che premia gli asset alternativi a fronte di una fiducia più fragile nel dollaro e di banche centrali in fase di transizione. In Giappone, tutta l’attenzione è su Tokyo: l’ascesa di Sanae Takaichi, letta come pro-stimolo, ha indebolito lo yen e spinto al rialzo i rendimenti sulle scadenze lunghe; l’asta trentennale, solida, ha però raffreddato i timori immediati sul comparto JGB. La volatilità sui bond giapponesi—avverte Goldman Sachs—potrebbe rimbalzare fino a USA e UK, ma per ora il mercato scommette su continuità: la Banca del Giappone resta sfuggente, il quadro politico si chiarirà a breve. Intanto, l’AI domina l’immaginario e i capex: OpenAI chiude un collocamento a una valutazione da 500 miliardi di dollari, Nvidia pianifica fino a 100 miliardi per potenziare l’ecosistema, e i big tech—da chip a data center—parlano ormai di migliaia di miliardi necessari per server, raffreddamento e, soprattutto, energia. Il conto lo pagano venture capital, debito e formule sempre più creative, tanto da evocare—per alcuni—eco da fine anni ’90: semis “on fire”, come sintetizza Louis Navellier, e la domanda inevitabile su quando l’euforia si scontrerà con la gravità degli utili. Con Cina e Hong Kong chiuse, il baricentro resta quindi il Giappone, mentre in Occidente il mercato fa i conti con un shutdown federale che spegne—almeno temporaneamente—i fari sui dati macro e complica il lavoro della Fed. L’assenza di NFP e statistiche ufficiali obbliga gli operatori a leggere ADP e JOLTS come bussole imperfette: per ora, il raffreddamento dell’occupazione sostiene la tesi di ulteriori tagli, ma l’incertezza di calendario allunga le ombre. A corroborare l’oro arriva la domanda strutturale: Goldman alza il target di dicembre 2026 a 4.900 dollari l’oncia e la PBoC acquista per l’undicesimo mese consecutivo. È il segnale che gli attori istituzionali diversificano, mentre il dollaro resta in trading range e i Treasury limano i guadagni. Sul fronte corporate, il deal flow non si ferma: l’unità indiana di LG scalda i motori per un’IPO da 1,3 miliardi, a Taiwan e in Corea l’ecosistema foundry-packaging si compatta attorno all’AI, mentre a Wall Street rimbalzano voci di disruption nella supply chain auto e nuovi dossier attivisti su real estate nipponico. L’Europa, invece, deve fare i conti con Parigi: il crollo lampo del governo Lecornu riaccende i timori su deficit e governabilità. Il CAC 40 guida i cali, le banche francesi scivolano del 3-4%, l’euro si indebolisce e lo spread OAT-Bund sfiora i massimi da inizio anno attorno a 85 punti base, con i CDS che si allargano. Gli strategist sono netti: senza maggioranza parlamentare, le riforme restano al palo e il mercato chiederà un premio più alto per finanziare la Francia. In questo mosaico, la cartina di tornasole resta la tecnologia: lo slancio dell’AI tiene in piedi l’appetito per il rischio e spinge S&P 500 e Nasdaq su nuovi massimi, mentre il shutdown USA e la crisi francese spostano flussi verso beni rifugio. È il paradosso di questo ciclo: l’euforia dei listini coesiste con il bisogno di hedging. Finché gli utili confermeranno la promessa dell’AI e la Fed non deluderà, la narrativa può durare, ma il mercato sa anche che ogni rally strutturale, prima o poi, deve dimostrare di camminare sui fondamentali. Per ora, l’Asia festeggia, l’oro brilla, l’Europa scruta Parigi con prudenza, e gli investitori corrono su due binari: growth e protezioni. È così che si attraversano i mercati quando la frontiera dell’innovazione si incontra con la fragilità della politica. I market movers di oggi sono: consumi delle famiglie in Giappone, indice Halifax dei prezzi delle case in Gran Bretagna, saldo della bilancia commerciale e discorsi di diversi membri del FOMC negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso positivi, ma con diversi mercati ancora chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng chiuso -0,79%, il Nikkei +4,84%, l’Australia -0,16%, Taiwan chiuso per festività, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,32%. Il nostro FTSEMib -0,26%, Dax chiuso -0,00%, Ftse100 -0,13%, Cac40 -1,36%, Zurigo +0,39%. Lo S&P500 +0,36%, il Nasdaq chiuso +0,71%, il Russell2000 +0,31%. L’oro ha chiuso a 3.976,30 dollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 61,69$ per il wti e 65,47$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,115. Lo spread BTP/BUND 85,500. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,37%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi, ma con diversi mercati ancora chiusi per festività. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng chiuso per festività, il Nikkei +0,29%, l’Australia -0,27%, Taiwan +1,84%, la Corea del Sud Kospi chiuso per festività, l’indice Indiano Sensex +0,41%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura intorno alla parità mentre gli Stati Uniti sono negativi. L’oro si attesta a 3.984,20 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 61,75$ per il greggio e 65,56$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 123.432 e l’Ethereum 4.519.

 

Buona giornata.


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