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Pillole di Mercato


(40° settimana - anno 2025)

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Citazione del giorno:

Mel Robbins: “Iniziamo con la definizione di motivazione: significa sentire un bisogno o un desiderio. E, come stai imparando, gli adulti fanno solo ciò che desiderano o di cui sentono il bisogno”

 

I mercati asiatici hanno aperto in ribasso, così come i future su Wall Street, all’indomani della scadenza mancata per evitare lo shutdown del governo americano. Lo stallo politico ha di fatto avviato la chiusura di una delle più grandi macchine occupazionali del Paese e mette in discussione la pubblicazione dei dati macro più attesi, proprio quelli che la Federal Reserve utilizza per calibrare i suoi prossimi tagli dei tassi. I contratti sullo S&P 500 e sul Nasdaq hanno perso lo 0,4%, mentre l’oro ha toccato un nuovo record oltre i 3.875 dollari l’oncia, segnale evidente della ricerca di rifugio. In Asia l’indice regionale ha ceduto lo 0,2%, con i mercati di Cina e Hong Kong chiusi per festività. I Treasury sono rimasti stabili, con il decennale a quota 4,15%. Il confronto politico a Washington si è incagliato sulla spesa sanitaria. Donald Trump ha alzato i toni, minacciando di licenziare definitivamente “molti” dipendenti federali in caso di blocco prolungato. Il Congressional Budget Office stima circa 750.000 lavoratori messi in congedo forzato, con un costo giornaliero di 400 milioni di dollari in salari non corrisposti: un impatto che rischia di riflettersi sulla spesa e sull’attività economica. Gli investitori temono soprattutto il buco informativo che uno shutdown comporterebbe. Senza il report sui payrolls di venerdì — che potrebbe slittare insieme ad altri dati come CPI, vendite al dettaglio e nuove costruzioni — la Fed si troverebbe a navigare quasi alla cieca. Con le valutazioni azionarie già sui massimi e i listini reduci dal miglior settembre da oltre 15 anni, anche un piccolo segnale negativo potrebbe innescare correzioni più marcate. Dal fronte Fed, i toni restano cauti: la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, ha ribadito la necessità di prudenza sui tagli mentre l’inflazione resta sopra il target e il mercato del lavoro non appare in squilibrio drammatico. Messaggi che contribuiscono a frenare gli entusiasmi. Sul piano internazionale, l’India ha lasciato i tassi invariati, in linea con le attese, mentre in Europa i mercati hanno chiuso in rialzo (+0,5% lo Stoxx 600), sostenuti da sanità e retail. Il FTSE 100 di Londra ha persino toccato un massimo intraday storico. Male invece energia e petroliferi, penalizzati dalle attese di maggiore offerta OPEC+. In primo piano tra i titoli singoli, Lufthansa ha perso oltre il 7% dopo la minaccia di sciopero dei piloti, mentre Puma ha guadagnato il 4,6% grazie a un upgrade di BNP Paribas Exane. Hornbach, invece, ha ceduto il 5% deludendo con i conti trimestrali. Il quadro resta quindi sospeso tra euforia e incertezza. L’oro sale come termometro della paura, i listini azionari si muovono nervosi, mentre il dollaro si indebolisce per il quarto giorno consecutivo. Il mercato attende con il fiato sospeso un accordo a Washington: un compromesso rapido ridurrebbe i rischi, ma un blocco prolungato, anche solo di due settimane, rischia di lasciare la Fed e gli investitori senza bussola proprio alla vigilia di decisioni cruciali. I market movers di oggi sono: indice Tankan dei grandi produttori manifatturieri in Giappone, decisione sui tassi di interesse da parte della INR in India (attuali 5,50% - aspettative 5,50%), indice PMI del settore manifatturiero e CPI (inflazione) dell’Eurozona, variazione dell’occupazione del settore non agricolo elaborato dall’ADP negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,56%, China A50 -0,21%, Hang Seng ha chiuso a +0,15%, il Nikkei +0,06%, l’Australia -0,05%, Taiwan +1,33%, la Corea del Sud Kospi -0,03%, l’indice Indiano Sensex chiuso -0,11%. Il nostro FTSEMib +0,40%, Dax chiuso +0,57% Ftse100 +0,54%, Cac40 +0,19%, Zurigo +0,73%. Lo S&P500 +0,41%, il Nasdaq chiuso +0,31%, il Russell2000 +0,13%. L’oro ha chiuso a 3.888,57 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 62,54$ per il wti e 66,15$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 31,420. Lo spread BTP/BUND 85,500. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,28%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere misti. Nei singoli paesi lo Shanghai composite chiuso per festività, China A50 chiuso per festività, Hang Seng chiuso per festività, il Nikkei -0,84%, l’Australia -0,24%, Taiwan +0,82%, la Corea del Sud Kospi +0,89%, l’indice Indiano Sensex chiuso +0,17%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.894,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 62,61$ per il greggio e 66,30$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 114.968 e l’Ethereum 4.153.

 

Buona giornata.

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