Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 26 ago
- Tempo di lettura: 5 min
(35° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
J.W. Van Goethe: “Soltanto chi non ha né bisogno di comandare né di ubbidire è veramente grande”
Il dollaro ha recuperato gran parte delle perdite iniziali dopo che la governatrice della Federal Reserve, Lisa Cook, ha dichiarato che non si dimetterà nonostante l’annuncio di Donald Trump della sua rimozione immediata. L’indice del dollaro aveva perso fino allo 0,3% e l’oro era salito dello 0,6% dopo il post di Trump su Truth Social, ma entrambe le mosse si sono in parte ridimensionate in seguito alla presa di posizione di Cook. Le borse asiatiche hanno chiuso in calo dello 0,7%, mentre i futures azionari su Europa e Stati Uniti hanno registrato ribassi. La curva dei rendimenti dei Treasury si è ulteriormente inclinata: i tassi a due anni sono scesi per le crescenti aspettative di un taglio dei tassi già dal mese prossimo, mentre i trentennali sono saliti per i timori che una politica monetaria più espansiva possa alimentare l’inflazione. Anche i futures sui bond francesi hanno aperto in calo nelle contrattazioni asiatiche. La decisione di Trump ha aggiunto ulteriore pressione sugli asset americani, già penalizzati dalla guerra commerciale e dal crescente deficit che hanno riacceso il tema del “Sell America”. Molti operatori stanno infatti cercando alternative al dollaro e ai Treasury, e ogni percezione di un’erosione dell’indipendenza della Fed potrebbe accelerare questa dinamica. Secondo Rodrigo Catril, strategist della National Australia Bank a Sydney, la rimozione di Cook aumenta le preoccupazioni sull’autonomia della Fed, soprattutto se la governatrice non avrà strumenti legali per difendersi. Se Trump avesse successo, potrebbe contare fino a quattro membri del board vicini alle sue posizioni, un fatto che metterebbe in discussione il rispetto del mandato duale della banca centrale. L’annuncio di Trump è arrivato dopo che il Dipartimento di Giustizia aveva comunicato l’intenzione di aprire un’indagine nei confronti di Cook a seguito di una segnalazione del direttore della Federal Housing Finance Agency, Bill Pulte, che l’accusava di presunta frode ipotecaria. Cook ha replicato che il presidente non ha alcun potere di licenziarla e che non intende dimettersi. Il suo avvocato, Abbe Lowell, ha dichiarato che intraprenderanno ogni azione necessaria per bloccare quella che definisce un’azione illegale. Secondo l’analista di Bloomberg Intelligence, Elliott Z. Stein, Cook avrebbe ottime possibilità di vincere una causa, poiché semplici accuse non bastano a configurare la “giusta causa” necessaria alla rimozione, che richiederebbe almeno un’inchiesta formale o addirittura una condanna. Gli analisti sottolineano che notizie di questo genere sono viste dai mercati come un attacco all’indipendenza della Fed, alimentando incertezza e rafforzando la percezione che il modus operandi di Trump continuerà a dominare lo scenario. Secondo i commentatori di Bloomberg, l’azione di Trump mette sotto i riflettori la credibilità della banca centrale e segnala il rischio di una più ampia ristrutturazione se i policymaker non si allineassero alla Casa Bianca. La perdita di indipendenza della Fed, da sempre considerata sacrosanta, è ora percepita come una minaccia concreta per la stabilità del dollaro e dei mercati. Preoccupazioni simili erano già state espresse da S&P Global Ratings a inizio mese, che pur confermando il rating AA+ degli Stati Uniti, aveva avvertito che sviluppi politici in grado di indebolire le istituzioni o l’autonomia della Fed potrebbero danneggiare la capacità di lungo termine del Paese e minare lo status del dollaro come principale valuta di riserva globale. Nel frattempo i futures sul Nasdaq 100 hanno perso lo 0,2% dopo che Trump ha minacciato restrizioni all’export sui semiconduttori. Le borse restano sotto pressione: dopo l’euforia di venerdì scorso, quando Jerome Powell aveva aperto alla possibilità di un taglio dei tassi, i listini americani sono tornati a scendere lunedì con il raffreddarsi delle aspettative sui tempi dell’allentamento monetario. L’ottimismo si è ridimensionato per i dubbi sul ritmo dei futuri tagli, mentre gli investitori attendono i nuovi dati sull’inflazione, previsti meno favorevoli. Il contesto rimane complesso, con un’inflazione che resta sopra il target del 2% e in crescita, e un mercato del lavoro che mostra segnali di indebolimento. Questo dualismo complica ulteriormente la gestione della politica monetaria. L’indice PCE core, parametro di riferimento per la Fed, dovrebbe aver accelerato al 2,9% annuo, il ritmo più alto degli ultimi cinque mesi. In Europa, i futures obbligazionari francesi hanno aperto in ribasso dopo che il premier Francois Bayrou ha annunciato un voto di fiducia che potrebbe portare alla caduta del governo già dal mese prossimo. Sul fronte azionario, la prossima grande prova sarà rappresentata dai risultati di Nvidia, attesi mercoledì a mercati chiusi. Con un peso di quasi l’8% sull’S&P 500 e una posizione centrale nello sviluppo dell’intelligenza artificiale, la società è considerata un vero e proprio termometro per l’intero mercato. Le borse europee hanno chiuso in calo lunedì, restituendo i guadagni della settimana precedente nonostante il rally di venerdì legato all’ipotesi di taglio dei tassi da parte della Fed. L’indice STOXX 600 ha perso lo 0,4%, segnando la peggiore seduta delle ultime tre settimane, ma restando a circa l’1% dai massimi storici. Il DAX tedesco ha ceduto lo 0,4%, il CAC 40 francese l’1,6%, mentre Londra è rimasta chiusa per festività. A pesare sono stati soprattutto i titoli delle costruzioni e dei materiali, con Nibe Industrier in calo del 7,9%, e le utilities, in flessione di oltre il 16% per Orsted dopo lo stop da parte degli Stati Uniti a un progetto eolico offshore. Perdite anche per altri operatori delle rinnovabili come Vestas, EDP Renovaveis e Siemens Energy. In Puma, in rialzo del 15,9% dopo le indiscrezioni su possibili cessioni della quota Pinault. Infine, la BCE dovrebbe mantenere i tassi invariati nella prossima riunione, dopo aver concluso il ciclo di tagli che ha portato il tasso principale al 2%. Secondo alcune fonti, nuove discussioni su possibili allentamenti potrebbero riaprirsi in autunno se il quadro macro dovesse peggiorare. In questo scenario, l’attenzione dei mercati rimane concentrata sul mix di incertezza politica, tensioni commerciali e attese per le prossime mosse delle banche centrali, con Nvidia chiamata a dare un segnale cruciale sull’euforia legata all’intelligenza artificiale e sulla tenuta del rally azionario globale. I market movers di oggi sono: principali ordinativi durevoli negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,90%, China A50 +1,22%, Hang Seng ha chiuso a +2,10%, il Nikkei +0,33%, l’Australia +0,09%, Taiwan ha chiuso a +2,34%, la Corea del Sud Kospi +1,07%, l’indice Indiano Sensex +0,19%. Il nostro FTSEMib -0,19%, Dax chiuso -0,37% Ftse100 chiusa per festività, Cac40 -1,59%, Zurigo -0,51%. Lo S&P500 -0,43%, il Nasdaq -0,22%, il Russell2000 -0,96%. L’oro ha chiuso a 3.417,50 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 64,80$ per il wti e 68,22$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,795. Lo spread BTP/BUND 85,340. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 14,79%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,15%, China A50 -0,10%, Hang Seng ha chiuso a -0,26%, il Nikkei -0,91%, l’Australia -0,47%, Taiwan ha chiuso a +0,07%, la Corea del Sud Kospi -0,89%, l’indice Indiano Sensex -0,74%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura debole così come negli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.420,90 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 64,49$ per il greggio e 67,94$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 110.184 e l’Ethereum 4.432.
Buona giornata.
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