Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 8 ago
- Tempo di lettura: 5 min
(32° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Zig Ziglar: “Più a lungo rimani sul treno sbagliato, più costoso sarà tornare a casa”
Le borse asiatiche hanno proseguito il loro slancio positivo, guidate dal mercato giapponese, grazie a segnali di allentamento delle tensioni commerciali con gli Stati Uniti e a risultati particolarmente solidi nel comparto tecnologico. L’indice MSCI Asia Pacific ha registrato un progresso dello 0,4%, avviandosi verso la quinta seduta consecutiva di rialzi, mentre il Nikkei-225 ha messo a segno un incremento del 2,2% dopo che il capo negoziatore commerciale del Giappone ha confermato che Washington ha accettato di porre fine alla pratica dello stacking sulle tariffe universali e di ridurre i dazi sulle automobili. La notizia ha generato un immediato rally tra i titoli automobilistici, con Toyota Motor Corp., Honda Motor Co. e altri produttori in forte rialzo. L’accordo prevede inoltre che gli Stati Uniti rimborsino eventuali dazi pagati in eccesso dal Giappone a causa dell’applicazione retroattiva della regola dello stacking, un aspetto che rafforza ulteriormente il clima di fiducia tra i due paesi. L’assenza di una tempistica precisa per l’attuazione lascia però aperta una finestra di incertezza, anche se le dichiarazioni ufficiali hanno contribuito a migliorare il sentiment. Il comparto tecnologico giapponese ha partecipato con decisione alla spinta rialzista. SoftBank Group Corp. ha toccato un nuovo massimo storico dopo aver riportato un ritorno all’utile nel trimestre, mentre Sony Group Corp. ha esteso i guadagni sulla scia di un aumento delle stime di utile operativo. Parallelamente, i Treasury statunitensi hanno mostrato un lieve rafforzamento, con il rendimento del decennale in calo di un punto base al 4,24%. Sul fronte delle materie prime, i futures sull’oro quotati a New York hanno registrato un’impennata, raggiungendo un nuovo massimo intraday oltre i 3.534 dollari l’oncia, dopo un’indiscrezione del Financial Times secondo cui gli Stati Uniti starebbero valutando l’introduzione di dazi sulle barre d’oro. Questa notizia ha ampliato il differenziale rispetto al prezzo spot di Londra, riflettendo una domanda più sostenuta sul mercato americano. Al contrario, il petrolio si avvia a chiudere la settimana con il calo più marcato da giugno, appesantito dall’attenzione sulle forniture russe e dalle prospettive di domanda in rallentamento. Gli investitori, pur restando attenti alle notizie sui dazi, trovano ulteriore sostegno nelle crescenti aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. L’attenzione resta alta anche sulle nuove mosse commerciali di Donald Trump, che ha imposto un prelievo del 39% sulle esportazioni svizzere verso gli Stati Uniti e ha annunciato nuove misure contro l’India, pur dichiarandosi vicino a un accordo con la Cina. In ambito geopolitico, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ottenuto il via libera del governo per un’operazione militare a Gaza City, definita come l’ultima fase per rovesciare Hamas e liberare gli ultimi 50 ostaggi, vivi o morti. Sul fronte diplomatico, Trump ha dichiarato la sua disponibilità a incontrare Vladimir Putin anche senza la partecipazione di Volodymyr Zelensky, ipotesi che ha alimentato le speculazioni su un possibile cessate il fuoco in Ucraina. Per quanto riguarda la Federal Reserve, il governatore Christopher Waller sta emergendo come uno dei candidati favoriti dai consiglieri di Trump per sostituire Jerome Powell alla presidenza. Contestualmente, Trump ha indicato Stephen Miran, attuale presidente del Council of Economic Advisers, come nominato alla carica di governatore Fed, con un mandato limitato alla scadenza di gennaio dell’attuale titolare Adriana Kugler. Secondo Ivy Ng, CIO di DWS, l’arrivo di un membro più orientato a politiche accomodanti potrebbe rappresentare un elemento positivo, pur ricordando che la Fed resta fortemente guidata dai dati macroeconomici. Sul fronte societario, Chugai Pharmaceutical Co. ha registrato il ribasso più consistente dal 1977 dopo i risultati deludenti di un farmaco anti-obesità sviluppato in collaborazione con Eli Lilly. General Motors ha annunciato l’acquisto di batterie dalla Cina per alimentare i futuri veicoli elettrici entry-level, in attesa di avviare la produzione negli Stati Uniti insieme al partner LG Energy Solution. Tesla ha deciso di sciogliere il team Dojo dedicato allo sviluppo di chip proprietari per la guida autonoma, mentre OpenAI ha annunciato il lancio di GPT-5, la nuova versione della propria piattaforma di intelligenza artificiale. In Europa, le borse hanno registrato il maggior rialzo giornaliero delle ultime due settimane, spinte dai titoli finanziari. Lo STOXX 600 ha chiuso in progresso dello 0,9% ai massimi di una settimana, con l’indice delle banche in rialzo del 2% ai livelli più alti dal 2010 e quello assicurativo in crescita dell’1,6% a nuovi massimi storici. Tra i singoli titoli, Allianz ha guadagnato il 4,1% grazie a utili sopra le attese, KBC ha registrato un +6,3% tornando ai livelli pre-crisi finanziaria, e Raiffeisen Bank International ha messo a segno un rialzo del 13,9% dopo la rimozione del blocco temporaneo sulle attività in Russia. I titoli farmaceutici danesi Novo Nordisk e Zealand Pharma hanno beneficiato dei dati deludenti della rivale Eli Lilly, salendo rispettivamente del 6,7% e del 4,7%. Il comparto tecnologico europeo ha chiuso in positivo dell’1,7%, con acquisti consistenti sui produttori di semiconduttori come BE Semiconductor, ASML e SAP. In calo invece il settore difesa, penalizzato da Rheinmetall, che ha perso l’8% dopo vendite trimestrali sotto le previsioni per ritardi negli ordini tedeschi. Le telecomunicazioni hanno chiuso deboli, con Freenet e Deutsche Telekom in calo di oltre il 5% dopo la pubblicazione dei conti. I market movers di oggi sono: consumi delle famiglie in Giappone, tasso di disoccupazione in Canada.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,17%, China A50 +0,45%, Hang Seng ha chiuso a +0,60%, il Nikkei +0,59%, l’Australia -0,20%, Taiwan ha chiuso a +2,43%, la Corea del Sud Kospi +0,58%, l’indice Indiano Sensex -0,56%. Il nostro FTSEMib +0,93%, Dax chiuso +1,12% Ftse100 -0,69%, Cac40 +0,97%, Zurigo +0,86%. Lo S&P500 -0,08%, il Nasdaq +0,35%, il Russell2000 -0,30%. L’oro ha chiuso a 3.453,70 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 63,88$ per il wti e 66,43$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,00. Lo spread BTP/BUND 82,360. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,77%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più negativi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite -0,18%, China A50 +0,13%, Hang Seng ha chiuso a -0,94%, il Nikkei +1,94%, l’Australia -0,22%, Taiwan ha chiuso a +0,24%, la Corea del Sud Kospi -0,87%, l’indice Indiano Sensex -0,65%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come negli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.494,75 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 63,73$ per il greggio e 66,33$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 116.674 e l’Ethereum 3.896.
Buona giornata e buon fine settimana.
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