Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 5 ago
- Tempo di lettura: 5 min
(32° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Sepulveda L.: “I miei sogni sono irrinunciabili, sono ostinati, testardi e resisitenti”
Le borse asiatiche hanno aperto la settimana in rialzo, spinte da acquisti in ottica di rimbalzo e da un’accresciuta convinzione che la Federal Reserve possa presto avviare un ciclo di tagli dei tassi. L’indice MSCI Asia Pacific è salito dello 0,6%, con Seoul in progresso dell’1,4%. Il petrolio ha interrotto una serie negativa di tre sedute e si è stabilizzato, in un contesto in cui pesano i rischi sull’offerta russa. Tuttavia, le tensioni geopolitiche sono tornate a farsi sentire: il presidente Trump ha intensificato le minacce contro l’India per le sue importazioni di petrolio da Mosca, portando la borsa indiana a perdere lo 0,5% e la rupia a indebolirsi. I future sull’S&P 500 hanno guadagnato lo 0,2% dopo che l’indice, venerdì, aveva registrato il miglior rally da maggio. Il movimento è stato alimentato dalla crescente probabilità di un taglio dei tassi da parte della Fed, dopo la pubblicazione del deludente report sul mercato del lavoro. In seguito a quei dati, le probabilità implicite di un allentamento a settembre sono balzate dall’80% al 95%, secondo Capital.com, mentre per Maybank Asset Management la probabilità ha toccato il 99%. Mary Daly, presidente della Fed di San Francisco, ha affermato che il momento per tagliare i tassi si sta avvicinando, in considerazione dell’indebolimento del mercato del lavoro e della mancanza di segnali di inflazione persistente legata ai dazi. Le sue parole sottolineano un cambiamento di tono, evidenziando una crescente apertura a una mossa espansiva nel breve termine. L’ottimismo si è riflesso anche nelle big tech, con Nvidia e Meta in rialzo di oltre il 3,5%. I guadagni hanno beneficiato anche dei risultati societari migliori delle attese: secondo Bloomberg Intelligence, gli utili dell’S&P 500 nel secondo trimestre sono cresciuti del 9,1%, quasi tre volte le stime iniziali, segnando il miglior “beat rate” dal 2021. A commento del forte rimbalzo, Trump ha esultato affermando che “è stato un buon giorno per il mercato” e che ce ne saranno “molti altri”, aggiungendo che “l’America è di nuovo molto ricca, più forte che mai”. Nonostante ciò, le principali case di investimento — tra cui Morgan Stanley, Deutsche Bank e Evercore ISI — hanno invitato gli investitori alla prudenza, avvertendo che le valutazioni azionarie sono tirate e che una correzione di breve termine è probabile, soprattutto alla luce di dati macroeconomici contrastanti. In Giappone, l’asta dei titoli governativi decennali ha mostrato una domanda più debole, spingendo i rendimenti al ribasso di 4 punti base, in scia alle aspettative di un taglio Fed che riduce l’appeal dei rendimenti globali. Sul fronte dei dazi, l’Unione Europea si aspetta a breve da Trump un ordine esecutivo che formalizzi le nuove tariffe ridotte per il settore auto e preveda esenzioni per alcune categorie industriali, come i componenti aeronautici. La Svizzera, colpita la scorsa settimana da una tariffa shock del 39% sulle esportazioni verso gli USA, ha dichiarato di voler negoziare una proposta più competitiva per evitare pesanti conseguenze economiche. Trump ha anche annunciato l’intenzione di aumentare in modo sostanziale le tariffe sulle esportazioni indiane, in risposta agli acquisti di greggio russo da parte di Nuova Delhi, che ha immediatamente bollato la mossa come ingiustificata. Secondo gli analisti, i dazi continueranno a rappresentare una fonte di volatilità. Aidan Yao, strategist di Amundi, ha osservato che “gli accordi commerciali non significano la fine dei dazi” e che “siamo in una tregua instabile, non in una pace commerciale strutturale”. Intanto Palantir ha riportato un aumento del 48% dei ricavi trimestrali, superando il miliardo di dollari grazie all’impatto positivo dell’adozione dell’intelligenza artificiale. Tesla ha approvato un pacchetto azionario intermedio per Elon Musk da circa 30 miliardi di dollari, mentre le spedizioni dalla fabbrica di Shanghai sono calate sotto pressione della concorrenza cinese e delle incertezze commerciali globali. SoftBank sta invece accumulando posizioni in Nvidia e TSMC, confermando la sua strategia orientata all’AI hardware. In Europa, le borse hanno chiuso in rialzo, rimbalzando dai minimi di sei settimane: l’indice STOXX 600 è salito dello 0,9%, sostenuto dai titoli bancari. Il DAX ha guadagnato l’1,4%, il CAC 40 l’1,1% e il FTSE 100 lo 0,7%. A pesare invece è stata Zurigo, con l’indice SMI in calo dello 0,2%, penalizzato dal contraccolpo delle tariffe USA e dalle preoccupazioni sul futuro dell’industria orologiera elvetica. Richemont e Swatch hanno perso rispettivamente l’1,3% e il 2,3%, in un contesto in cui le aziende più esposte al commercio internazionale restano sotto pressione. Alcuni analisti, però, nutrono ancora speranze che gli accordi in via di definizione possano migliorare i termini imposti da Washington, o almeno attenuarne gli effetti più severi. Intanto, il governo svizzero ha confermato la propria disponibilità a presentare nuove proposte per evitare l’entrata in vigore dei dazi, prevista per giovedì, che minacciano settori strategici come farmaceutica, macchinari, orologeria e alimentare. I timori di una nuova fiammata inflazionistica e di un rallentamento della crescita restano sullo sfondo. Le banche europee sono state tra le migliori del giorno, grazie anche a una decisione della Corte Suprema del Regno Unito che ha cancellato una sentenza sfavorevole sul finanziamento delle auto, alleviando i timori per possibili risarcimenti miliardari. Lloyds ha guadagnato il 9%, Close Brothers il 24%, mentre Barclays, Bank of Ireland e Santander hanno registrato progressi superiori al 2%. UBS, invece, è scesa dello 0,7% dopo l’annuncio di un esborso da 300 milioni di dollari per chiudere un contenzioso negli Stati Uniti legato alla vendita di titoli garantiti da mutui. I market movers di oggi sono: indice PMI dei servizi in Giappone, Cina ed Eurozona, saldo bilancia commerciale e indice PMI dei servizi e composito negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,23%, China A50 +0,35%, Hang Seng ha chiuso a +0,62%, il Nikkei -1,48%, l’Australia -0,12%, Taiwan ha chiuso a -0,46%, la Corea del Sud Kospi +0,92%, l’indice Indiano Sensex +0,22%. Il nostro FTSEMib +1,89%, Dax chiuso +1,42% Ftse100 +0,66%, Cac40 +1,14%, Zurigo -0,24%. Lo S&P500 +1,47%, il Nasdaq +1,95%, il Russell2000 +2,10%. L’oro ha chiuso a 3.426,40 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 66,29$ per il wti e 68,76$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 34,255. Lo spread BTP/BUND 84,050. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 17,52%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere positivi ad eccezione dell’India. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,71%, China A50 +0,53%, Hang Seng ha chiuso a +0,60%, il Nikkei +0,60%, l’Australia +1,15%, Taiwan ha chiuso a +1,04%, la Corea del Sud Kospi +1,44%, l’indice Indiano Sensex -0,48%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura positiva così come negli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.424,40 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 66,20$ per il greggio e 68,67$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 114.441 e l’Ethereum 3.659.
Buona giornata.
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