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Pillole di Mercato

(30° settimana - anno 2025)

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Citazione del giorno:

McConaughey M.: “Quando sei davvero felice nella vita reale, non c’è bisogno di essere cattivo, negativo o sgradevole con gli altri. Il modo in cui tratti le persone è un riflesso di come la vita sta trattando te”

 

La corsa ai massimi storici dei mercati azionari globali ha ricevuto nuova linfa grazie all’annuncio di un accordo commerciale tra Stati Uniti e Giappone, che ha contribuito a ridimensionare i timori legati alla guerra dei dazi. Le borse asiatiche hanno reagito con entusiasmo, registrando un progresso dell’1,7% – il più marcato da un mese – e spingendo l’indice MSCI World a un guadagno annuale dell’11%. I future sullo S&P 500 sono saliti dello 0,2%, dopo la chiusura record di martedì, mentre i contratti sull’Eurostoxx hanno messo a segno un +1,1%. Il dollaro è rimasto stabile, mentre il rendimento del Treasury decennale statunitense è salito di due punti base, al 4,36%. A Tokyo, il Nikkei 225 ha guadagnato il 3,2%, con Toyota che ha registrato il miglior rialzo dal 1987. Il rafforzamento dell’azionario giapponese è stato accompagnato da un indebolimento dello yen, anche a causa delle indiscrezioni secondo cui il primo ministro Ishiba sarebbe pronto a dimettersi, in seguito alla sconfitta della sua coalizione alle elezioni di domenica. I rendimenti dei titoli giapponesi a 40 anni sono saliti, con l’ultima asta che ha fatto segnare il rapporto domanda/offerta più debole dal 2011. L’accordo con il Giappone prevede l’applicazione di dazi al 15% su alcune importazioni, inclusi i veicoli, settore chiave del disavanzo commerciale tra i due Paesi. In cambio, Tokyo investirà 550 miliardi di dollari nell’economia statunitense. Secondo diversi analisti, si tratta di un compromesso che consente a entrambi i governi di rivendicare un successo negoziale senza dover intervenire con riforme strutturali profonde. L’intesa rappresenta inoltre un possibile modello per altri Paesi asiatici ancora in fase di trattativa con l’amministrazione Trump. Parallelamente, è stato siglato un accordo anche con le Filippine, che prevede dazi del 19% sulle esportazioni verso gli USA, a fronte del 17% annunciato ad aprile e mai applicato per dare spazio ai negoziati. L’indice di Manila ha chiuso in rialzo dello 0,5%. Intanto, il segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha confermato un incontro con i rappresentanti cinesi a Stoccolma la prossima settimana. L’obiettivo è raggiungere un’estensione oltre la scadenza del 12 agosto, aprendo potenzialmente anche al tema delicato delle importazioni cinesi di petrolio da Russia e Iran. I riflettori restano puntati sulle trimestrali delle “Magnifiche 7”, con Tesla e Alphabet attese in giornata. Il gruppo dovrebbe registrare un aumento medio del 14% degli utili nel secondo trimestre, mentre il resto dell’indice S&P 500 si avvia a chiudere con profitti stagnanti. Dopo una serie di nove sedute positive, l’indice che raggruppa le big tech ha mostrato una pausa fisiologica martedì. In Europa, la seduta di martedì ha visto un calo generalizzato, con il DAX tedesco in flessione dell’1,1% – il peggior dato giornaliero in due mesi – penalizzato da una serie di trimestrali deludenti e dal clima di incertezza sul fronte commerciale con Washington. L’indice paneuropeo STOXX 600 ha perso lo 0,46%, con una performance negativa per i settori export-oriented più esposti alla forza dell’euro. Le previsioni sugli utili europei per il secondo trimestre indicano una flessione media dello 0,3%, migliorata rispetto alle stime precedenti, ma lontana dal +3% di un anno fa. Tra le peggiori performance, Sartorius Stedim Biotech ha perso l’8,1% dopo i risultati semestrali deludenti, mentre Givaudan ha ceduto il 5,4%, complice la forza del franco svizzero. Julius Baer ha segnato -2,1% a causa di accantonamenti per crediti deteriorati e oneri straordinari legati alla cessione della divisione brasiliana. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti ed Europa restano sullo sfondo. L’eventuale introduzione di dazi statunitensi al 30%, con risposte da parte dell’UE, potrebbe avere conseguenze significative per una zona euro già in equilibrio precario. La BCE, attesa questa settimana con una decisione sui tassi, dovrebbe restare ferma in attesa di maggiore chiarezza sulle relazioni transatlantiche. Sul fronte aziendale europeo, si segnalano il calo del 6,4% di Lindt & Sprüngli per l’impatto dei rincari sul cioccolato e il -3,4% di Akzo Nobel dopo il taglio alla guidance per il 2025. In controtendenza, Compass Group è salita del 5,4% grazie all’acquisizione da 1,5 miliardi di euro della Vermaat Groep. Banco BPM ha guadagnato l’1,2% dopo la sospensione, da parte della Consob, dell’offerta pubblica ostile di UniCredit per altri 30 giorni. Infine, tra le attese della giornata spicca SAP, il colosso tedesco del software e prima società per capitalizzazione in Europa, che pubblicherà i propri conti in serata, contribuendo a orientare il sentiment nel comparto tecnologico europeo. I market movers di oggi sono: vendite abitazioni esistenti negli Stati Uniti.

 

IERI

I listini dell’Asia hanno chiuso per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,43%, China A50 +0,25%, Hang Seng ha chiuso a +0,32%, il Nikkei -0,38%, l’Australia -0,03%, Taiwan ha chiuso a -0,18%, la Corea del Sud Kospi -1,50%, l’indice Indiano Sensex +0,12%. Il nostro FTSEMib -0,00%, Dax chiuso -1,09% Ftse100 +0,12%, Cac40 -0,69%, Zurigo -0,50%. Lo S&P500 +0,06%, il Nasdaq -0,39%, il Russell2000 +0,79%. L’oro ha chiuso a 3.443,70 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,31$ per il wti e 68,59$ per il brent inglese.  Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,335. Lo spread BTP/BUND 87,400. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,50%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.

 

PRE-APERTURE

I listini dell’Asia si avviano a chiudere ben intonati. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,79%, China A50 +1,09%, Hang Seng ha chiuso a +1,42%, il Nikkei +3,65%, l’Australia +0,78%, Taiwan ha chiuso a +0,96%, la Corea del Sud Kospi +0,22%, l’indice Indiano Sensex +0,21%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura in forte rialzo e gli Stati Uniti positivi. L’oro si attesta a 3.434,10 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,85$ per il greggio e 68,90$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 118.907 e l’Ethereum 3.727.


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