Pillole di Mercato
- Federico Caligiuri

- 22 lug
- Tempo di lettura: 4 min
(30° settimana - anno 2025)

Citazione del giorno:
Hegel Georg W. F.: “Tutto ciò che l’uomo ha imparato dalla storia, è che l’uomo dalla storia non ha imparato niente”
Grazie a dati economici contrastanti, preoccupazioni geopolitiche e attesa per le trimestrali dei giganti tecnologici, la nuova settimana finanziaria si è aperta all’insegna della cautela, soprattutto nei mercati asiatici. Dopo un avvio positivo, l’indice MSCI Asia Pacific ha virato in negativo, cedendo lo 0,4%, appesantito dalle preoccupazioni per le conseguenze dei dazi in arrivo il 1° agosto e dall’incertezza politica in Giappone. L’indebolimento della coalizione del primo ministro Ishiba alle elezioni ha scatenato timori su una possibile instabilità fiscale, mentre il rendimento dei bond a 40 anni è salito e lo yen si è leggermente indebolito. Le attenzioni sono ora puntate sugli utili in arrivo da società come Tesla e Alphabet, ritenuti chiave per valutare quanto le aziende stiano assorbendo l’impatto delle tariffe e della pressione sui margini. Dopo i rialzi degli ultimi mesi, sostenuti anche dal posizionamento più aggressivo degli asset manager su asset di rischio, la settimana si preannuncia come un vero test per la sostenibilità del rally in atto. Secondo Pruksa Iamthongthong di Aberdeen Investments, l'effetto dei dazi potrebbe influenzare la domanda nei prossimi trimestri e contribuire a spingere l’inflazione più in alto. Intanto la Casa Bianca ha lasciato intendere che prima di agosto potrebbero partire ulteriori lettere tariffarie unilaterali verso i Paesi che non hanno ancora raggiunto accordi commerciali. Tra questi anche le Filippine, il cui presidente Marcos Jr. incontrerà Trump a Washington, e l’India, dove una delegazione americana è attesa a fine agosto per riaprire un tavolo bilaterale. Sui mercati obbligazionari, i Treasury americani hanno visto un modesto recupero in attesa degli interventi di Powell e di altri membri del board Fed. Il decennale statunitense si attesta in area 4,48%, dopo una serie di giornate volatili legate anche alla questione della presunta (poi smentita) rimozione del presidente della banca centrale. Intanto, il dollaro resta stabile, ma vulnerabile: commenti recenti di membri della Fed suggeriscono l’ipotesi di un primo taglio dei tassi entro l’autunno, sebbene l’accelerazione dell’inflazione core stia complicando il quadro. Nel frattempo, l’Europa ha chiuso la scorsa settimana in maniera mista. L’indice paneuropeo STOXX 600 ha segnato una performance piatta a 547 punti, chiudendo la settimana con una lieve flessione. Il DAX tedesco ha perso lo 0,3%, mentre il FTSE 100 inglese è salito dello 0,2%. I titoli sanitari sono stati i peggiori, con GSK in ribasso del 4,6% dopo che un comitato dell’FDA si è espresso contro l’approvazione di un farmaco oncologico. Anche le società industriali svedesi hanno deluso: Epiroc ha perso oltre il 9%, Atlas Copco quasi l’8% a causa di utili inferiori alle attese. Al contrario, hanno brillato Saab (+16,4%) e Getinge (+6%) grazie a trimestrali superiori al consensus. L’analisi degli utili mostra come in Europa i titoli che mancano le attese vengano penalizzati con maggiore severità rispetto al passato, segno di un mercato molto selettivo. Tra le altre storie corporate europee, si segnala il +15% di Vestas, spinta da un upgrade di JP Morgan, e Iveco (+8,3%) dopo indiscrezioni su un interesse di Tata Motors per rilevare il gruppo. Electrolux ha invece ceduto il 14,3% dopo dati deludenti in Europa, mentre in India la sua divisione Kelvinator è stata acquisita da Reliance Industries. Anche negli USA, dove il rally ha portato l’S&P 500 su valutazioni pari a 22 volte gli utili attesi, si avverte un senso di attesa. Sebbene il secondo trimestre abbia finora mostrato segnali di forza – con vendite retail robuste e bilanci solidi – l’attenzione ora si concentra sulle guidance future, soprattutto alla luce delle tensioni commerciali e dell’eventuale impatto dei dazi. Gli investitori guardano non solo agli utili, ma soprattutto a come le aziende stiano riorganizzando le proprie catene di fornitura e rivedendo la struttura dei costi. Per i prossimi giorni, i principali catalizzatori includono le trimestrali di Tesla, Alphabet, Coca-Cola, Intel, Verizon e molte altre. Oltre alla parte corporate, resteranno centrali gli sviluppi sul fronte commerciale USA-UE e le dichiarazioni dei membri Fed, tra cui lo stesso Powell. A livello macro, attenzione ai PMI manifatturieri e dei servizi in uscita giovedì, che offriranno un termometro aggiornato sulla tenuta dell’attività economica globale. Sullo sfondo, l’incognita Powell resta latente. La Casa Bianca continua a cercare appigli legali per una sua rimozione, sebbene lo scenario appaia improbabile. Ma il solo fatto che la questione resti aperta è sufficiente a mantenere un clima di tensione istituzionale. Il mercato, intanto, continua a correre, ma con una crescente spaccatura tra le grandi capitalizzazioni – che beneficiano del dollaro debole e della crescita estera – e le small cap, più esposte a dinamiche interne e al costo del credito. A ricordarci che sotto la superficie del rally si celano nodi strutturali non ancora risolti. I market movers di oggi sono: saldo della bilancia commerciale in Nuova Zelanda, discorso del presidente della Fed Powell negli Stati Uniti.
IERI
I listini dell’Asia hanno chiuso positivi con qualche eccezione. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,44%, China A50 +0,06%, Hang Seng ha chiuso a +0,37%, il Nikkei chiuso per festività, l’Australia -1,12%, Taiwan ha chiuso a -0,50%, la Corea del Sud Kospi +0,61%, l’indice Indiano Sensex +0,47%. Il nostro FTSEMib -0,36%, Dax chiuso +0,08% Ftse100 +0,23%, Cac40 -0,31%, Zurigo -0,44%. Lo S&P500 +0,14%, il Nasdaq +0,38%, il Russell2000 -0,40%. L’oro ha chiuso a 3.460,4 ollari l’oncia, mentre il petrolio ha scambiato a 65,95$ per il wti e 69,21$ per il brent inglese. Il prezzo del Natural Gas (TTF) quotato sul mercato di Amsterdam è di € 33,335. Lo spread BTP/BUND 87,400. L’indice VIX (il termometro dei mercati cioè la volatilità) chiude a 16,65%. Nel periodo pre-covid si attestava tra il 20% e l’11% e sono i due livelli entro cui vi è tranquillità nei mercati finanziari.
PRE-APERTURE
I listini dell’Asia si avviano a chiudere per lo più positivi. Nei singoli paesi lo Shanghai composite +0,43%, China A50 +0,25%, Hang Seng ha chiuso a +0,32%, il Nikkei -0,38%, l’Australia -0,03%, Taiwan ha chiuso a -0,18%, la Corea del Sud Kospi -1,50%, l’indice Indiano Sensex +0,12%. Al momento in cui scrivo, i mercati europei hanno una previsione di apertura negativa così come gli Stati Uniti. L’oro si attesta a 3.401,70 dollari l’oncia, mentre il petrolio chiude intorno ai valori di 65,29$ per il greggio e 68,59$ per il brent. Infine, il Bitcoin quota 117.350 e l’Ethereum 3.695.
Buona giornata.
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